Tampon Tax, l’Iva sugli assorbenti è scesa al 10% ma non basta: le farmacie la azzerano

Nelle oltre 260 LloydsFarmacia in Italia sarà possibile acquistare prodotti igienici femminili a un costo ridotto. "Abolire la tassa sarebbe un segnale concreto di eguaglianza di genere"

L’Iva è finalmente scesa, anche se non quanto si sperava, ma di Tampon Tax non si smette di parlare. Per questo, in attesa di una legge che vada a sanare una situazione di ‘discriminazione fiscale di genere‘ ancora presente nonostante l’approvazione da parte del Governo di una riduzione dal precedente 22% al 10% per il 2022, alcune realtà corrono ai ripari. Tra queste anche LloydsFarmacia, che ha deciso di azzerare l’aliquota sugli assorbenti femminili nei 260 centri italiani – nonché online – per tutto il 2022.

La cosiddetta Tampon Tax è l’imposta sui prodotti igienici femminili

Iva azzerata nelle farmacie e assorbenti gratis nelle scuole

Non è il primo caso di questo genere: ad aprile scorso Firenze era stata la prima città capoluogo di regione ad abolire la tassa sui prodotti intimi femminili in tutte le farmacie comunali. Ma iniziative per favorire l’accesso a questo genere di beni che, ricordiamo, sono necessari per tutte le donne e non un lusso o uno sfizio da togliersi, si trovano anche all’interno di scuole e università, dove alunni e alunne (si, anche i maschietti sono d’accordo e partecipano) hanno messo a disposizione gli assorbenti gratuiti nei bagli degli istituti. La stessa LloydsFarmacia rinnova il suo impegno, che aveva promosso già a giugno 2021, per dare la possibilità di acquistare prodotti intimi di prima necessità a un costo ridotto dell’importo totale dell’Iva. Sono più di quaranta le tipologie di beni, delle marche più note, che godranno dello ‘sconto’ per tutto l’anno.

L’abbattimento dell’Iva sugli assorbenti sarebbe un segnale concreto di uguaglianza di genere

Abbattere la discriminazione fiscale di genere

Gli appelli per l’azzeramento della cosiddetta Tampon Tax arrivano ormai costantemente alle istituzioni, da anni, lanciati dalle voci più disparate, dai personaggi dello spettacolo alle attiviste, da tutte le donne che ogni mese hanno a che fare non solo con il ciclo (che, ribadiamolo, non è nulla di scandaloso o schifoso o tabù) ma anche con i costi che l’essere donna comporta per il bilancio personale e familiare. Dal 2006, infatti, le normative europee consentono agli Stati membri di diminuire questa imposta, e già diversi paesi come Francia, Scozia, Germania, Regno Unito, hanno varato precise leggi di abolizione o di riduzione dell’IVA. Portare almeno l’Iva al 4%, aliquota applicata ai beni di prima necessità, quelli ‘essenziali‘ – perché le donne non hanno certo scelto di avere le mestruazioni, sfido che molte anzi ne farebbero volentieri a meno – sarebbe un segnale concreto a favore dell’eguaglianza di genere, tema tanto caro nei dibattiti istituzionali dei nostri giorni.

Domenico Laporta, amministratore delegato LloydsFarmacia (Foto di Massimo Paolone)

“Confermiamo che parliamo di un bene a pieno titolo definibile come primario, che non aveva alcun senso equiparare alla tassazione di quelli di lusso” commenta Domenico Laporta, amministratore delegato LloydsFarmacia. “Come LloydsFarmacia, l’abbiamo ritenuta a suo tempo una scelta doverosa e urgente – aggiunge – perché le scelte inclusive e di eguaglianza ci appartengono, fanno parte della nostra identità e del nostro operare quotidiano. Siamo quindi particolarmente soddisfatti di confermare anche per tutto il 2022 questa iniziativa, con l’auspicio che possa essere un ulteriore segnale, verso un prossimo, nuovo provvedimento nazionale, ancora più coraggioso, conclude Laporta.