Torino, uomo transgender chiede la cresima al parroco. Don Antonio Borio dice di sì

La Chiesa inizia ad aprirsi al mondo Lgbt. Il parroco a Repubblica: "Tutti hanno posto nella casa di Dio e non ci sono discriminazioni per il sesso che uno ha". Pochi giorni fa a Cesenatico si è tenuto il primo ritiro di preghiera per coppie gay e lesbiche

La Chiesa inizia timidamente ad aprirsi al mondo Lgbt. A Torino don Antonio Borio, parroco delle Stimmate di San Francesco d’Assisi, ha detto sì alla cresima di un uomo transgender. La notizia, diffusa a inizio aprile dal giornale locale LoSpiffero, è diventata un caso nazionale. In un’intervista a la Repubblica, il parroco che ha deciso di donare all’uomo il sacramento della Cresima ha dichiarato: “Tutti hanno posto nella casa di Dio e non ci sono discriminazioni per il sesso che uno ha”.

A Torino don Antonio Borio, parroco delle Stimmate di San Francesco d’Assisi, ha detto sì alla cresima di un uomo transgender (Foto tratta dal profilo Facebook di don Antonio Borio)

Ma ripercorriamo quanto accaduto. A inizio aprile nella parrocchia torinese della Stimmate di San Francesco d’Assisi arriva una richiesta di cresima. A farla è un uomo che vuole ricevere il sacramento con il nome maschile registrato civilmente. Tuttavia, sul suo certificato di battesimo c’era ancora il nome femminile che gli era stato dato alla nascita. Don Antonio Borio,  classe 1947 e ordinato nel 1974, non sapendo cosa fare di fronte alla richiesta dell’uomo che aveva affrontato il percorso di transizione sessuale, chiede chiarimenti in curia a don Alessandro Giraudo, consigliere e collaboratore dell’arcivescovo don Roberto Repole.

Il problema di quella cresima consisteva nel fatto che nei registri parrocchiali viene segnato il nome di battesimo e non sono previste successive modifiche anagrafiche. Per questo motivo il parroco ha chiesto chiarimenti in curia su come fare a concedere il sacramento della Cresima a un uomo che all’atto del battesimo risultava avere un altro nuovo, da donna. Secondo il quotidiano LoSpiffero, la Diocesi di Torino ha autorizzato la cresima dopo aver trovato la seguente soluzione: conferire la Cresima all’uomo col nuovo nome e registrare comunque il nome del battesimo, ma “apponendo in calce data e numero di protocollo della sentenza del tribunale civile che certifica l’avvenuta riassegnazione sessuale”.

La parrocchia torinese della Stimmate di San Francesco d’Assisi dove l’uomo transgender si è recato per chiedere il sacramento della Cresima

Tale decisione sarebbe stata presa dalla Diocesi dopo aver interpretato una nota della presidenza della Cei del 2003 che però riguarda solamente la registrazione del battesimo delle persone che si sottopongono a interventi di riassegnazione del sesso. La Diocesi avrebbe quindi impugnato tale nota, riadattandola non al battesimo, ma alla cresima dell’uomo.

Dopo l’autorizzazione da parte della Diocesi, dunque, il parroco della Stimmate di San Francesco d’Assisi ha comunicato all’uomo transgender di poter procedere con la richiesta della cresima, la cui cerimonia avverrà a breve. A la Repubblica don Antonio Borio ha sottolineato: “La scelta di ricevere alcuni sacramenti, come Comunione, Confessione e Cresima non dipende dal sesso. Poi certo, tutti i sacramenti prevedono fede, ma non possiamo misurarla se una persona viene da noi e sente di essere a posto con Dio. Di certo non ci sono discriminazioni davanti al Signore per il sesso che uno ha. Lo diceva San Paolo: ‘Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna”.

L’incontro del primo ritiro nazionale per coppie e lesbiche a Cesenatico si intitolava “La gioia dell’amore”

A Cesenatico il primo ritiro di preghiera per coppie Lgbt

Un altro passo in avanti della Chiesa verso il mondo Lgbt è stato fatto pochi giorni fa dalle suore Orsoline di Cesenatico, dove si è tenuto il primo ritiro nazionale per coppie gay e lesbiche. Decine di persone, per l’esattezza 23 coppie, si sono incontrate il 2 e 3 aprile scorso al Soggiorno Cardinale Schuster di Cesenatico per raccogliersi in un momento di preghiera insieme a don Maurizio Mattarelli e don Gabriele Davalli. Al Corsera don Davalli ha commentato che “c’è una strada rinnovata per interpretare oggi il voto di Dio come quello di un padre che non fa distinzione tra figli di serie b e figli di serie a. Avevamo fatto questa proposta – spiega don Davalli al Corsera – alle coppie Lgbt italiane a tutto tondo e abbiamo scoperto che per loro essere in coppia, o meglio essere coppia non era assolutamente superfluo. C’è un pregiudizio da sradicare: ovvero che gli omosessuali siano persone sole. Non è vero. Abbiamo ospitato in ritiro coppie che vivono storie bellissime unite da un unico sentimento, l’amore“. Nella brochure che era stata preparata dalle suore Orsoline si vedono tanti omini Lego colorati camminare su un tappeto arcobaleno. I primi passi avanti della Chiesa verso il mondo Lgbt.