Tra fede e politica: chi è Andrea Riccardi, il potenziale ‘vero’ candidato di M5s-Pd-LeU

Corsa al Colle: il centrosinistra sembra scommettere sul fondatore della Comunità di Sant'Egidio, però dal IV scrutinio in poi, cercando di convogliare i consensi di centristi e Misti vari. Studioso, ex ministro, scrittore e docente, ecco la scheda di Riccardi

Asse Pd-M5s-LeU tentato a votare Riccardi

Come dicono – già dalla mattina del 24 gennaio, cioè poche ore prima che inizi la prima votazione per scegliere il nuovo Presidente della Repubblica – diverse fonti del Pd, si sta ragionando sulla candidatura di Andrea Riccardi (ne avevamo parlato già qui), fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ma non come “candidato di bandiera” ma come candidato ‘vero’. È questa la linea che emerge dopo l’incontro che si è tenuto questa mattina alla Camera tra i leader dei partiti del centrosinistra, Enrico LettaGiuseppe Conte e Roberto Speranza, accompagnati dai capigruppo di Camera e Senato dei rispettivi partiti. Per il Quirinale “servono candidati di alto profilo, largamente condivisi e che siano in grado di rappresentare tutti gli italiani”, scrivono gli esponenti di Pd, Movimento 5 Stelle e Leu in un comunicato congiunto al termine della riunione.
Ma se “l’identikit è quello indicato ormai da settimane: profilo non di parte, autorevole”, dicono le stesse fonti, si ragiona su Andrea Riccardi “come profilo di presidente ideale”. Un nome, quello di Ricciardi, che il Pd potrebbe votare per i primi tre scrutini. “Ha le caratteristiche giuste”, sottolinea anche Conte.

Preservare Riccardi. Primo voto scheda bianca

Andrea Riccardi, 72 anni, ha fondato la Comunità di Sant’Egidio nel 1968

E dunque, potrebbe essere Andrea Riccardi il candidato del centrosinistra per il Quirinale, ma non come candidato di ‘bandiera’, cioè nelle prime tre votazioni, senza alcuna chanche di vero successo. Ecco perché, oggi, al primo scrutinio, il centrosinistra voterà scheda bianca, proprio per preservare il nome di Riccardi e giocarselo dopo, dal IV scrutinio in poi, cercando di convogliare sul suo nome i consensi di centristi e Misti vari.
Il nome del fondatore della Comunità di Sant’Egidio si affaccia e prende quota mentre si avvicina l’avvio, nel pomeriggio, delle votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Proposto, in prima battuta, dal Movimento 5S, sarebbe stato accolto di buon grado anche dal Pd.

Chi è Andrea Riccardi? Tra fede e politica…

Ma chi è Andrea Riccardi? Barba bianca ed eloquio fluente, sguardo magnetico, solidi studi alle spalle e lunga frequentazione del Vaticano – di cui è storico e studioso insigne e brillante – Riccardi è soprattutto il vertice di quella diplomazia ‘parallela’ (agli Stati, ma anche al Vaticano) che ha caratterizzato la vita e le opere della comunità di Sant’Egidio, da lui fondata. Di orientamento progressista, cattolico-sociale, più che cattolico-democratico, Riccardi ha sempre coltivato eccellenti rapporti con il mondo e i partiti del centrosinistra, senza dire del fatto che, nella città di Roma e non solo, la sua comunità di Sant’Egidio è una vera ‘autorità’ e una lista ispirata ai principi della comunità (“Demos-Democrazia solidale”) si è presentata più volte, a Roma e non solo, in coalizione con il Pd e con altri partiti del mondo del centrosinistra.
Riccardi, nato a Roma nel 1950, vanta innanzitutto una lunga carriera accademica come professore ordinario all’università. Ha insegnato, come professore ordinario, Storia Contemporanea all’Università di Bari, alla Sapienza e alla Terza Università degli Studi di Roma e ha ricevuto molte lauree honoris causa.

Professore di Storia contemporanea, studioso della Chiesa, scrittore ed ex ministro, al momento Riccardi è Presidente della Società Dante Alighieri

Ma il nome di Riccardi è legato in particolare alla Comunità di Sant’Egidio, fondata nel 1968, nelle temperie degli anni della contestazione giovanile ma anche del Concilio Vaticano II. Nata come realtà romana, è diventata progressivamente una ‘famiglia internazionale’. Oltre che per l’impegno sociale e i numerosi progetti di sviluppo nel Sud del mondo, è conosciuta per il suo lavoro a favore della pace e del dialogo. In particolare, Riccardi ha avuto un ruolo di mediazione, in prima persona, in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d’Avorio, la Guinea. La rivista “Time” nel 2003 lo ha inserito nell’elenco dei trentasei “eroi moderni” d’Europa, che si sono distinti per il coraggio e impegno umanitario.

Ma, come dicevamo, Riccardi, che ha firmato articoli per un lungo elenco di testate, si distingue anche come studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea, così come del fenomeno religioso nel suo complesso. Lungo l’elenco di libri da lui scritti ed editati. Nel 2011 ha pubblicato “Giovanni Paolo II. La biografia”, (San Paolo) che traccia un quadro completo di questa grande figura del Novecento e, nel 2013, “La sorpresa di papa Francesco” (Mondadori) che analizza i primi mesi del pontificato collocandolo davanti le sfide del mondo globale. Il 21 maggio 2009 ha ricevuto il Premio Carlo Magno, che viene attribuito a persone e istituzioni che si sono particolarmente distinte nella promozione di una Europa unita e nella diffusione di una cultura di pace e dialogo. In ambito istituzionale, ha fatto parte del governo Monti, ricoprendo dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013 l’incarico di ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione (con deleghe alla famiglia ed alle pari opportunità). Il 22 marzo 2015 è stato eletto Presidente della Società Dante Alighieri, la sola carica che, a tutt’oggi, ancora ricopre.