Tra pregiudizi e cambiamento, cosa determina l’identità? L’Italia multiculturale in mostra

"Tricolore 2022" è un tour artistico lungo un anno che parte da Venezia e si chiederà in Florida nel gennaio 2023. "Il fine primo di questo evento è quello di sensibilizzare l’individuo" spiega l'artista afroitaliano Luigi Christopher Veggetti Kanku

Un progetto artistico e sociale che ha come unica ‘bandiera’ un messaggio di riflessione sull’identità multiculturale in Italia. Ecco “Tricolore 2022“, il tour artistico lungo un anno per denunciare l’inutilità dei pregiudizi e la bellezza del cambiamento, firmato da Luigi Christopher Veggetti Kanku, pittore e scultore nato a Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo ma cresciuto in Brianza. Tra le sue opere principali ci sono i ritratti di donne nere, in cui viene celebrata la femminilità. In apparenza sono volti che vengono percepiti dalla società come africani, ma l’identità che vuole rappresentare l’artista è un concetto più profondo: con le sue opere si domanda (e prova anche a formulare risposte) cosa determina l’identità.

La mostra “Tricolore 2022” è firmata e curata da Luigi Christopher Veggetti Kanku

Tale concetto lo possiamo vedere, per esempio in “Teenager” (2021), un dipinto che ritrae una ragazza di colore che fa la classica smorfia da selfie, in voga negli ultimi anni, mostrando la sua lingua, in questo caso colorata di verde, bianco e rosso come la bandiera italiana. In quest’opera l’artista vuole sottolineare che uno degli elementi principali che determinano l’identità di una persona è proprio la lingua parlata. Nel nostro Paese è sempre più frequente conoscere e incontrare giovani che hanno un ‘aspetto da straniero’, ma che parlano italiano. Sappiamo bene che ogni lingua determina un modo differente di pensare, di formulare e costruire il ragionamento. Inoltre, la lingua è anche l’organo collegato a uno dei cinque sensi principali, il gusto, e la cultura passa anche attraverso il cibo e la conoscenza delle pietanze tradizionali italiane.

“Tricolore 2022” si focalizza, dunque, sul senso di identità e di appartenenza, al di là di etnia, origine o religione, sensibilizzando il pubblico nazionale e internazionale verso il cambiamento che sta coinvolgendo l’Italia, sempre più una realtà multietnica. L’intero progetto è ispirato all’opera “Le due madri” (2021), una rielaborazione contemporanea della celebre tela di Giovanni Segantini, conservata alla Galleria d’Arte Moderna a Milano. “Sono molto contento di aver reinterpretato l’opera di uno dei grandi maestri della pittura italiana – commenta l’artista –. Dopo oltre 130 anni questa tela prende vita in un’altra forma, digitale, impregnata di un contenuto sociale inaspettato. Un’opera dolce che tocca tante tematiche allo stesso tempo, senza mai essere provocazione, solo un inequivocabile punto di riflessione”. L’artista con poche e larghe pennellate digitali ha ritratto l’icona della maternità africana, con il bambino dietro la schiena avvolto dal tipico panno tradizionale. La mano della madre, che guarda l’osservatore con dolce fierezza, accarezza il viso della figlia primogenita.

L’opera digitale “Le due madri” dell’artista Luigi Christopher Veggetti Kanku

Il tour “Tricolore 2022” parte il 20 gennaio dalla Galleria Akka Project di Venezia, per far conoscere tre opere totalmente digitali, formato NFT (‘Non-Fungible Token’ che certificano e proteggono l’autenticità dell’opera d’arte) e poi proseguire in altre città d’Italia e non solo. Anche Sudafrica, Brasile e Stati Uniti sono pronti a conoscere l’ispirazione creativa e sociale dell’artista 42enne nei prossimi mesi. L’evento internazionale si concluderà nel gennaio del 2023 al Museum of Fine Arts dell’Università Statale della Florida. Il tour è stato programmato non solo negli spazi tradizionali della cultura – come musei, gallerie e spazi d’arte – ma anche nelle scuole. La scuola, infatti, è considerata da sempre il primo vero spazio di inclusione. L’artista oltre a presentare le sue opere dal punto di vista tecnico artistico, sarà soprattutto disponibile ad un momento di dibattito sui temi dell’inclusione e della multiculturalità. “Mi piace l’idea di trattare le scuole al pari di musei e gallerie, portare l’arte direttamente dentro gli istituti. Se il fine primo di questo evento è quello di sensibilizzare l’individuo trovo che sia doveroso partire alla base, scardinare le dinamiche abituali dell’arte ed entrare nei luoghi dove i cittadini iniziano a formarsi a costruire il loro senso critico” sostiene Veggetti.