Imprenditrice transgender arrestata in Malaysia. “Vestendosi da donna ha insultato l’Islam”

Imprenditrice nel campo della cosmesi, è accusata di aver "violato la Sharia" indossando abiti femminili: arrestata in Thailandia dove si era rifugiata. Le autorità di Kuala Lumpur chiedono l'estradizione

Un’importante imprenditrice transgender malese ricercata nel suo Paese perchè accusata di aver “insultato l’Islam” “travestendosi” è stata arrestata in Thailandia. Lo ha riferito la polizia e adesso le autorità della Malaysia ne chiedono l’estradizione. Il caso di Nur Sajat, titolare di un’azienda di cosmetici, arriva in un momento di forte preoccupazione da parte di ong e attivisti per il peggioramento delle condizioni della comunità Lgbtq nel Paese maggioranza musulmana con il governo che recente ha annunciato l’intenzione di inasprire le leggi contro gli omosessuali.

Nur Sajat

Sajat, 36 anni, è stata accusata a gennaio a Kuala Lumpur di aver violato la sharia per essersi vestita da donna a un evento religioso nel 2018. Lei non si era presentata all’udienza ed era fuggita dalla Malaysia, ma il tribunale ha emesso un mandato d’arresto, avvenuto l’8 settembre in un lussuoso condominio di Bangkok, secondo quanto riportato dal quotidiano The Star.

Thilaga Sulathireh, co-fondatore del gruppo malaysiano per i transgender ‘Justice for Sisters‘, ha denunciato che “la continua persecuzione contro Nur Sajat è il simbolo del clima di repressione contro la comunità Lgbtq”. “La polizia deve immediatamente interrompere tutte le indagini e le molestie contro Sajat”, ha aggiunto.