“Tull Quadze, tutte le donne”. Dall’Afghanistan all’Europa in piazza per il bene del mondo, delle persone, della terra. È la “rivoluzione della cura”

Sabato 25 settembre a Roma in piazza del Popolo l'iniziativa "Tull Quadze" che in pashtō, lingua ufficiale dell’Afghanistan, significa "Tutte le donne". "Basta con la regola dei cerchi concentrici: prima la famiglia, poi il Paese: vogliamo occuparci di tutte le persone e della terra". E' la rivoluzione della cura, del compito che le donne svolgono dall'inizio della civiltà

Hanno iniziato a organizzarsi quest’estate e sabato 25 settembre alle 14 l’onda delle donne s’infrangerà – ma in forma rigorosamente statica – in piazza del Popolo a Roma. Il titolo della manifestazione, a cui aderiscono più realtà sparse sul territorio nazionale, è Tull Quadze che in pashtō, la lingua ufficiale dell’Afghanistan, significa: Tutte le donne. Indetta a luglio dall’assemblea della Magnolia, chiamata a raccolta dalla Casa Internazionale delle Donne, la manifestazione partirà proprio dall’Afghanistan, dove i diritti delle donne sono particolarmente negati e calpestati.

Simbolicamente, sarà infatti una donna afghana ad aprire la lunga lista di interventi che si alterneranno sul palco con la lettura di un landai, una poesia breve che letteralmente significa “piccolo serpente velenoso”, utilizzata popolarmente e anticamente dalle donne pashtun per denunciare in segreto violenze e soprusi. “L’Afghanistan” – si legge nel comunicato firmato dalle tante case delle donne, aperte in Italia, organizzazioni sindacali, associazioni femministe, intellettuali e singole cittadine – “è infatti il tragico specchio del cinismo di tutti i poteri, dei torbidi inganni del paternalismo della cura che funziona solo con i cerchi concentrici del prima la famiglia, la nazione, mai la comune umanità. Per questo, quel che accade nel paese è della stessa pasta delle morti nel Mediterraneo, delle torture in Libia, degli accampamenti nei Balcani”.
Per una rivoluzione della cura l’assemblea della Magnolia chiama “Tull Quadze, Tutte le donne”.

 

La rivoluzione della cura

 

Secondo le donne che sabato scenderanno in piazza c’è una lezione che non possiamo permetterci di non apprendere dalla storia recente: “La pandemia, la crisi climatica, le tragedie delle guerre e delle migrazioni ci chiedono una rivoluzione: la rivoluzione della cura”. E quindi di un cambio di paradigma: “Prendersi cura del mondo invece che sfruttarlo, prendersi cura delle persone e della terra in cui viviamo, invece che usarla per affermare profitto e dominio”. Il cosiddetto “Documento della cura” scritto dall’Assemblea della Magnolia, che sabato lo presenterà, porta in calce la firma di intellettuali del calibro di Lea Melandri (nella foto a destra), di Lella Palladino, (nella foto a sinistra), sociologa e presidente di Di.Re (Donne in rete contro la violenza) , della storica segretaria della Cgil  Susanna Camusso, dell’ex senatrice e docente Maria Luisa Boccia, della presidente delle donne democratiche Cecilia D’Elia (Pd) e – per citarne solo qualcun’altra – dell’attrice Alba Rohrwacher (nella foto al centro), che così motiva la sua adesione: “Prendersi cura è un atto rivoluzionario imprescindibile per immaginare il futuro. Un futuro che non arriverà dall’alto come un’astronave ma crescerà dal basso, con la potenza dei semi che solo con la loro forza germinativa sono capaci di spaccare le pietre che li soverchiano. Prendersi cura è un gesto che le donne hanno perpetuato attraverso i millenni, le carestie, gli sprechi, le guerre. È tempo che sia compito di tutte e tutti”.

 

 

Il documento della cura, scritto dalle donne, destinato a tutti

 

Come si legge nel documento, entrando nel vivo dell’attualità, le manifestanti chiedono che “tutte le risorse del Pnrr e tutte le nuove leggi (dal fisco al lavoro, dall’ambiente al welfare) siano utilizzate per curare il mondo, sanare le ingiustizie, restituire a chi ha perduto e sofferto”. Per farlo, secondo le donne della Magnolia, saranno necessari: nuovi asili nido, ammortizzatori sociali per tutti i tipi e le forme di lavoro, un reddito “di dignità e autodeterminazione, per uscire da situazioni di violenza”, più posti di lavoro per le donne e il monitoraggio dell’equa rappresentanza di genere in termini di occupazione “non solo ex ante ma anche ex post” in prospettiva di progetti futuri.

Richiamandosi a quanto aveva fatto l’Europa per il 2020, l’Assemblea della Magnolia chiede infatti che “siano resi espliciti gli obiettivi del tasso di occupazione femminile: di quanto si vuole aumentare l’occupazione delle donne ed entro quando?”, chiedono nel documento. Ma anche – fra gli altri punti – che “vengano riconosciuti e finanziati i luoghi delle donne, perché luoghi politici femministi, di promozione di empowerment e di libertà femminile”.

La locandina (in copertina) è stata realizzata dall’illustratrice Anarkikka, che “vignetta da anni” – come scrive lei stessa – la violenza su donne bambini, le disparità, le discriminazioni, i diritti umani e quelli negati.

 

Chi aderisce all’iniziativa

Maura Cossutta, Michela Cicculli, Ada Donno, Floriana Lipparini, Giulia Rodano, Laura Onofri, Susanna Camusso, Monica Di Sisto, Nicoletta Dentico, Maria Luisa Boccia, Maria Luisa Celani, Angela Ronga, Giorgia Serughetti, Livia Turco, Lea Melandri, Libera Università delle Donne di Milano, Casa delle donne di Milano, Casa delle donne di Lecce, Casa delle donne dell’Aquila, Ass. Donatella Tellini, Ass. Donne TerreMutate, Casa delle Donne di Torino, Casa delle donne di Pisa, CGIL Politiche di genere, Titta Vadalà, Antonia Sani, Adriana Nannicini, Laura Fortini, Francesca Koch, Barbara Romagnoli, Silvia Neonato, Elena Gagliasso, Cecilia D’Elia, Oria Gargano, Marta Bonafoni, Be free, Arianna Ugolini, Nadia Palozza, Lella Palladino, Francesca R. Recchia Luciani, Festival delle donne e dei saperi di genere – Bari, Paola Patuelli, Teresa Manente, Differenza donna, Stefania Tarantino -Studi femministi, Monica Cirinnà, Alessandra Mecozzi, Annamaria Carloni, Silvana Pisa, Maristella Urru, Barbara Romagnoli, Barbara Piccinini, Bianca Pomeranzi, Maria Rosa Cutrufelli, Laura Storti, Loretta Bondi, Roberta Agostini, Nadia Pizzuti, Marina Del Vecchio, Stefania Vulterini, Teresa Lapis, Jessica Ferrero, Pina Mandolfo, Anna Novellini, Concetta De Pasquale, Nadia Filippini, Teresa Lucente, Nadia Boaretto, SNOQ-Udine, Maria Pia Tamburlini, Manuela Maieron, Roberta Corbellini, Clara Orso, Chiara Zanetti, Chiara Gallo, Liviana Calabrò, Rita Martin, Rosalba Perini, Forum per il Diritto alla Salute Lazio, Medicina Democratica Roma, Rosalba Perini, Andreina Baruffini, WILPF Italia, Giovanna Martelli, SNOQ Torino, Coordinamento Nazionale Comitati SNOQ, Maria Teresa Sorrentino, Enrica Guglielmotti, Laura Cecilia Rizzo, Anna Vernarelli, Elisabetta Papini, Vita di donna, Susanna Stivali, Silvia Neonato, Nadia Filippini, Alisa Del Re, Rosaria De Matteis, Angela Sajeva, Anna Maria Carloni, Dalila Novelli, Patrizia Sterpetti, Costanza Fanelli,  Isabella Peretti, Lisa Canitano, Donatella Artese, Enrica Manna, Beatrice Pisa, Maria Teresa Santilli, Silvana Pisa, Luisa Rizzitelli, Stefania Vulterini, Maria Grazia Ruggerini, Muovileidee Associazione Culturale, Maria Fabbricatore, Maria Antonietta Macciocu, Stefanella Campana, Ass. Fairwatch, Eleonora Data, Delia Murer, Ass. Le funambole, Luisella Zanin, Ass. POP idee in movimento, Stefania Graziani, Ass. Il Cortile-consultorio psicanalisi applicata, Anna Pizzo, Femministe della società della cura, Associazione cittadinanza e minoranze, Clara Bondesani, Coop. Sociale E.V.A., One Billion Rising Italia, Rebel Network, Assist Ass. Naz. Atlete, Benedetta Rinaldi Ferri, Maria Palazzesi, Carla Quaglino, Assolei Sportello Donna, Pasqualina Napoletano, Luisa Menniti, Associazione LeNove – studi e ricerche, Le Cattive Ragazze, Enrica Anselmi, Valentina Fasola, Milena Fiore, Giovanna Cuminatto, Pina Mandolfo, Centro cultura delle donne Hannah Arendt- Teramo, Gabriella Rossetti, Maritè Calloni, Anna Novellini, Rosaria De Matteis, Maria, Teresa Sorrentino, Enrica Guglielmotti, Laura Rizzo, Stefanella Campana, Eleonora Data, Luisella Zanin, Stefania Graziani, Clara Bondesani, Susanna Crostella, Rete Città delle donne Nazionale e Roma, ALEF Associazione Leadership e Empowerment Femminile, Gabriella Anselmi, Alberta De Simone, Marina Genti, Maurizia Guerini, Geni Sardo, Daniela Dacci Giovanna Zitiello, Rita Martin, Tiziana Valpiana, Paola Meneganti, Vinzia Fiorino, Centro Mara Meoni-Siena, Annamaria Riviello, Paola Iacopetti, Rita Rocca, SNOQ Udine/Tolmezzo, Elettra Deiana, Daniela Polenghi, Anna Luisa Micheli, Paola Malacarne – Toponomastica femminile Firenze, Margherita Granero.
Storica segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso. Maria Luisa Boccia, ex senatrice e docente, che ha studiato il pensiero di Carla Lonzi. Lea Melandri