Tutti pazzi per Orgasmatron redux, la cabina stimolatrice a base di “copuline” installata in un parco pubblico

L'artista americano che si cela dietro lo pseudonimo di Norma Jean ha donato a Bologna la nuova opera, installata alle serre dei Giardini. Una cabina dove si entra da soli e si viene investiti da stimolazioni artificiali di natura sonora, luminosa e tattile. Il curatore Balbi: "E' uno stimolatore di pulsioni"

L’accesso alla cabina stimolatrice

Norma Jean, pseudonimo che tutela la misteriosa identità di un artista contemporaneo di Los Angeles, dopo la recente installazione realizzata durante la rassegna di Art city, ha regalato a Bologna una nuova piccola, grande opera. Alle serre dei Giardini, infatti, è installata la sua cabina “Orgasmatron redux“, lo “stimolatore definitivo” come viene descritto. La cabina è stata presentata dal curatore, Lorenzo Balbi, direttore del Mambo.

“È una cabina orgonica, che si rifà ai progetti di Wilhelm Reich. Ma unisce alla stimolazione sessuale generata da sostanze e materiali (lana di pecora e lana di ferro i due materiali principe) anche quella sonora”. Nella cabina di Orgasmatron, infatti, si può entrare uno per volta, per un massimo di 15 minuti.

Un’immagine dell’interno della cabina

All’interno sono state diffuse sostanze che, appunto, inducono la stimolazione sessuale in chi vi entra, dette ‘copuline’. Si tratta di sostanze prodotte dagli organismi di sesso femminile, che vengono poi mescolate, nella cabina, ad equivalenti segnali chimici provenienti da organismi maschili. A ciò vengono sommati degli stimoli sonori, tramite l’uso di cuffie. Le frequenze combinate, secondo studi risalenti all’800, dovrebbero essere in grado di far produrre al cervello Beta-endorfine. Infine c’è l’elemento cromatico. Nella cabina c’è una soffusa luce rossa, che sempre secondo gli studi alla base della sperimentazione di Norma Jean, è un colore in grado di aumentare l’eccitazione sessuale.

“Questa cabina oltre a essere uno stimolatore, è un acceleratore di pulsioni. Mi piace pensare- dice oggi Balbi- che l’arte possa essere veicolo di comunicazione con le persone, che non necessariamente vengono in questi luoghi per fruire dell’arte, come le Serre”. E, per ora, non è stata pensata una data di termine dell’esposizione, che è aperta a tutti senza limiti di età, e resterà sotto la struttura gestita da Kilowatt “in base alla disponibilità del pubblico, dei gestori delle Serre e dell’artista, naturalmente”, conclude Balbi.

 

La cabina stimolatrice installata a Bologna