Ucraina, 50 giorni dall’inizio della guerra. Le foto simbolo che il mondo non dimenticherà

La colonna di macchine bloccate a Kiev, il muro di libri contro le bombe, la famiglia uccisa a Irpin, le scritte sulla schiena della bambina di 2 anni. Sono tantissime le immagini che dall'inizio del conflitto hanno fatto inorridire l'Occidente. Ecco gli scatti più famosi da quando è iniziata l'invasione russa in Ucraina

Sono passati 50 giorni dall’inizio della guerra in Ucraina. Nessuno voleva crederci quella mattina di giovedì 24 febbraio 2022, quando nella notte il presidente russo Vladimir Putin annunciò l’avvio di “un’operazione militare speciale” per “smilitarizzare” e “denazificare” l’Ucraina. Quella notte Putin disse che doveva “proteggere il Donbass” e che non avrebbe occupato l’Ucraina. Il presidente invitò l’esercito di Kiev a consegnare le armi e ad “andare a casa”.

In quella concitata mattina, i siti web dei principali quotidiani italiani (e stranieri) esitavano ancora a titolare con la parola “guerra“. Nei titoli si leggeva solo “invasione russa in Ucraina“. Poi però tutti ne iniziarono a parlare, sconvolti da quella notizia. Sembrava impossibile. Su Twitter molti scrivevano quello che tutti pensavano: “Dopo due anni di pandemia, ci mancava solo la guerra”. E così la parola “guerra” è iniziata a circolare, a prendere sempre più piede. E già dal primo pomeriggio di quel giovedì 24 febbraio 2022, alcuni giornali hanno cominciato a titolare con “guerra in Ucraina“.

Poi sono iniziate ad arrivare le prime foto e i primi video. E da quel momento una valanga di immagini è iniziata a circolare ovunque, sui siti, sui giornali, sui social. Non ci sono mai state così tante foto di una guerra. Ed è stato proprio questo, secondo molti analisti, una delle più grandi sconfitte di Vladimir Putin. Quello di aver sottovalutato la potenza della comunicazione, delle immagini, dei social. Un’onda inarrestabile di foto e video da Telegram a Instagram, da Facebook a TikTok, di fronte ai quali tutto l’Occidente è rimasto senza parole, inorridito.

Guerra in Ucraina, le foto simbolo

Rivediamo dunque qui, a 50 giorni dall’inizio dell’invasione, le foto simbolo della guerra in Ucraina. Quelle immagini che il mondo non dimenticherà.

La prima foto della guerra in Ucraina: bombardamenti vicino Kiev

La prima foto della guerra in Ucraina: bombardamenti vicino a Kiev, il 24 febbraio 2022 (Foto diffusa dalla presidenza ucraina)

La prima foto della guerra in Ucraina, o almeno, la prima foto che tutti i giornali hanno pubblicato quella mattina di giovedì 24 febbraio, è stata diffusa dalla presidenza ucraina poco dopo l’inizio dell’invasione russa, intorno alle 4 del mattino. Mostra uno dei primi bombardamenti vicino a Kiev, di poco precedente all’entrata delle truppe di terra nel Paese dal confine nord dell’Ucraina, in Bielorussia, e dal confine sud, in Crimea.

La prima foto simbolo: la fuga da Kiev

La colonna di macchine di Kiev (Foto New York Times)

Una delle prime foto simbolo è stata quella scattata e diffusa dal New York Times. Mostra la colonna di macchine degli ucraini in fuga da Kiev. Fin dalle prime luci dell’alba di quel giovedì 24 febbraio era iniziato l’esodo dei civili.

Il primo volto simbolo: Olena Kourilo, la donna ferita a Kharkiv

Olena Kourilo, 52 anni, la donna ferita in un bombardamento a Kharkiv (AFP)

Olena Kourilo, 52 anni, è stato il primo volto simbolo della guerra in Ucraina. La donna è rimasta ferita in un bombardamento che ha colpito la sua città, Cuhuïv, a 40 chilometri dalla città di Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. All’agenzia stampa AFP ha raccontato subito dopo l’attacco: “Riuscivo a pensare solamente ‘Mio Dio, non sono pronta a morire”. Ai microfoni di BfmTv ha aggiunto: “Sono stata fortunata. Farò di tutto per l’Ucraina, fino a che mi sarà possibile e con tutta l’energia che ho. Vivere sotto Putin? Mai, a nessuna condizione: meglio morire”.

Ucraina come Tienanmen, un uomo ferma i carri armati russi

Ucraina come Tienanmen. A Bakhmach un uomo si è inginocchiato ed è salito sopra un carro armato per fermare l’avanzata russa (Foto tratta dal video diffuso su Telegram)

Il 26 febbraio scorso è stato diffuso su Telegram un video di un uomo che come a Tienanmen si è messo davanti a un carro armato russo per bloccarne l’avanzata. L’episodio è accaduto a Bakhmach, città a nord dell’Ucraina. Il civile ucraino è anche salito sopra al carro armato per provare a fermarlo. L’uomo è stato allontanato dagli altri civili presenti. E l’avanzata russa è proseguita.

Il muro di libri contro le bombe

Il muro di libri contro le bombe a Kiev (Foto concessa da Lev Shevchenko)

A inizio marzo Lev Shevchenko, un abitante di Kiev, ha scattato questa foto mentre andava a fare la spesa al supermercato. Mostra un muro di libri, piazzato su una finestra di una casa nella capitale ucraina da qualcuno che voleva difendersi dalle bombe. Qui l’intervista che Luce! ha fatto a Shevchenko, l’autore della foto simbolo.

Il corridoio umanitario sotto al ponte distrutto

Il corridoio umanitario sotto al ponte distrutto a Irpin’, a ovest di Kiev

Lo scorso 3 marzo la Russia promise la creazione di corridoi umanitari. Due giorni dopo a Irpin’, a ovest di Kiev, fu scattata questa foto: centinaia di civili ammassati sotto un ponte distrutto in attesa di essere evacuati.

La famiglia uccisa a Irpin

La famiglia uccisa a Irpin (Ansa)

Lunedì 7 marzo su tutte le pagine dei giornali c’era questa foto. Scattata dalla fotoreporter americana Lynsey Addario, mostra una famiglia uccisa a Irpin’. Quattro persone stese a terra, una donna, un uomo e due bambini. Secondo le ricostruzioni del New York Times che ha pubblicato anche il video del momento dell’esplosione della bomba che ha colpito la famiglia, i quattro stavano scappando dalla città.

Marianna in fuga dall’ospedale pediatrico di Mariupol

Marianna Podgurskaya, la donna incinta dell’ospedale di Mariupol, ha partorito (Foto di Evgeniy Maloletka)

Mercoledì 9 marzo è stato bombardato l’ospedale pediatrico di Mariupol. Con un pigiama a pois e il pancione, Marianna Podgurskaya è diventata una delle due donne simbolo dell’attacco all’ospedale. Il giorno dopo il bombardamento Marianna Podgurskaya ha partorito la sua Veronika.

La donna in barella all’ospedale pediatrico di Mariupol

La donna incinta e il suo bambino portati via in barella dopo il bombardamento all’ospedale pediatrico di Mariupol sono morti

L’altra donna incinta simbolo dell’attacco all’ospedale pediatrico di Mariupol è quella portata via in barella su una coperta con i colori di una fragola. Il 14 marzo scorso, cinque giorni dopo il bombardamento all’ospedale, sia lei che il suo bambino sono morti.

Il blitz della giornalista al tg russo

Il blitz di Marina Ovsyannikova durante il tg di Channel One

Lo scorso 15 marzo Marina Ovsyannikova, una giornalista russa, ha interrotto in diretta il tg di Channel One per protestare contro la guerra in Ucraina. È diventata il volto simbolo delle proteste in Russia contro l’invasione in Ucraina. Adesso la giornalista è stata assunto dal quotidiano tedesco Die Welt.

I cadaveri in strada a Bucha

Il cadavere di un civile ucraino a Bucha, Ucraina (Foto Ansa / EPA / Mikhail Palinchak)

Il 4 aprile scorso sono state diffuse le foto dei cavaderi di Bucha. Oltre 410 corpi sono stati rinvenuti nelle strade della città vicino a Kiev, adesso oggetto di indagine su possibili crimini di guerra compiuti dall’esercito russo. In quella città l’esercito ucraino ha fatto sapere di aver trovato anche una camera di tortura.

Vira, la bambina ucraina con la scritta sulla schiena

Vira, la bambina di 2 anni, con i dati personali disegnati sulla schiena dalla mamma Sasha

Un’altra foto simbolo è quella scattata a Vira, una bambina di 2 anni, con scritti sulla schiena il suo nome, la data di nascita, e i numeri di telefono di mamma e papà. Fu proprio la madre a scrivere sulla schiena della figlia. Temeva che potesse succedere qualcosa a lei e al marito, e aveva paura che la bambina rimanesse sola. Fortunatamente adesso Vira e la madre stanno bene e sono in Francia.