Ucraina, Kiev spiega alle mamme russe come riportare a casa i figli prigionieri

Il ministero della Difesa ucraino comunica che le madri russe potranno andare a Kiev a recuperare i propri figli. Pubblicato un elenco di istruzioni su come raggiungere la capitale

Mamme di tutta la Russia, venite a prendere i vostri figli prigionieri“. Dopo il secondo round di negoziati a Brest che ha portato a un’intesa per permettere ai civili ucraini di lasciare le città sotto assedio, il ministero della Difesa di Kiev si appella alle madri russe per venire in Ucraina a riprendersi e riportare a casa i propri figli, divenuti prigionieri di guerra. Il comunicato del ministero è stato diffuso con un post su Facebook:

Mamma! Tuo figlio ti sta aspettando!“. Così il ministero della Difesa ucraino scrive nel post su Facebook, dove viene anche pubblicata una foto di un soldato russo prigioniero accanto a una madre disperata e in lacrime. “L’Ucraina – viene spiegato nel comunicato – ha deciso di restituire i prigionieri di guerra alle loro madri, se vengono in Ucraina”. Nel post il ministero della Difesa chiede “per favore, condividete queste informazioni con le migliaia di sfortunate madri russe i cui figli sono stati catturati in Ucraina”.

Nel post il ministero spiega con un elenco di istruzioni cosa devono fare le madri russe per venire a riprendere i figli prigionieri. Intanto, devono chiamare un numero di telefono o inviare una mail al ministero della Difesa ucraino per avere informazioni sul proprio figlio, e in particolare “per sapere se è imprigionato o morto“, si legge nel post. Poi, se le madri russe hanno ricevuto conferma che il loro figlio è vivo e risulta come prigioniero di guerra “devono raggiungere Kiev“.

Due soldati russi catturati in Ucraina

Come fare a raggiungere Kiev. “Dopo l’invasione dell’esercito fascista di Putin e la chiusura dello spazio aereo – spiega il ministero di Kiev – l’unico modo per raggiungere Kiev è il seguente: bisogna arrivare a Kaliningrad (una città russa che si affaccia sul Mar Baltico al confine tra la Lituania e la Polonia, ndr) o a Minsk (capitale della Bielorussia, ndr). Da lì, dopo aver attraversato la Polonia, bisogna arrivare al checkpoint con l’Ucraina”. Una volta raggiunto il checkpoint le madri russe saranno “scortate e accompagnate a Kiev”, dove verranno riconsegnati i figli prigionieri. “Noi, popolo ucraino – si conclude così il post del ministero della Difesa -, al contrario dei fascisti di Putin non facciamo guerra alle madri e ai loro figli catturati”.

Sono tantissime le madri russe che attendono con ansia di avere notizie dei propri figli in guerra. Anche perché in Russia non è consentito parlare di “guerra in Ucraina” e le informazioni che arrivano nel Paese vengono filtrate dal Cremlino. “Le madri russe stanno perdendo i loro figli in un Paese completamente straniero”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo aver spiegato che “quasi 6mila russi sono stati uccisi” nella prima settimana dell’invasione russa. “Pensate a questo numero – ha sottolineato Zelensky – quasi 6.000 russi sono morti, militari russi, in questi primi giorni di guerra”.

Il video del prigioniero russo aiutato dai civili ucraini

Due giorni fa una madre russa è riuscita a contattare il proprio figlio, fatto prigioniero, perché alcuni ucraini avevano concesso al soldato di videochiamare la mamma. Ecco il video:

Nel video si vede il prigioniero russo aiutato da alcuni civili ucraini. Al soldato viene offerto cibo, tè caldo e un telefono per videochiamare la mamma. Il prigioniero, un giovane ragazzo russo, scoppia a piangere appena sente la voce della madre. Mentre tra i singhiozzi e le lacrime il soldato sorseggia il tè, una ragazza ucraina che gli sta a fianco e che gli tiene il telefono, dice alla mamma del soldato: “Non ti preoccupare Natasha, tuo figlio è vivo e sta bene”.