Ucraina, Mia e l’altro bambino nati in un rifugio antiaereo di Kiev. Una luce nell’ora più buia

La piccola è nata in un nascondiglio sottoterra, l'altro bebè è stato partorito nel seminterrato di un ospedale perché la sala parto era stata distrutta dalle bombe russe

Siamo al terzo giorno di guerra in Ucraina. Mentre le bombe e i missili russi continuano a colpire Kiev e le altre città del Paese, i civili che non possono combattere si rifugiano dove possono, nei nascondigli e nei rifugi antiaerei. Qui, sottoterra, alcune mamme ucraine sono costrette a partorire i propri bambini. Come Mia, la bambina simbolo nata in un rifugio antibombe a Kiev, o come un altro bambino, nato nel seminterrato di un ospedale ucraino, visto che la sala parto era stata distrutta dalle bombe.

Mia, la bambina nata in un rifugio antiaereo di Kiev, in Ucraina

Mia è nata in un rifugio antiaereo di Kiev, mentre nella capitale imperversa la guerra. Le bombe colpiscono gli edifici, le truppe e i carri armati russi avanzano. I civili ucraini, quelli che possono combattere, imbracciano qualsiasi tipo di arma per resistere. Chi non può combattere si rifugia sotto terra, al sicuro dalle bombe e dai missili. La sera di venerdì 25 febbraio una giovane mamma, una donna di 23 anni, partorisce in un rifugio antiaereo. “Mia è nata in un ambiente logorante. Sua madre è felice dopo questo difficile parto”, scrive la ex deputata Hannah Hopko che ha pubblicato la foto della bambina su Twitter. “Putin uccide gli ucraini – scrive Hanna Hopko – Chiediamo a tutte le madri della Russia e della Bielorussia di protestare contro la guerra russa in Ucraina. Difendiamo la vita e l’umanità!”.

Ma Mia non è l’unica bambina a nascere nell’ora più buia dell’Ucraina. La stessa ex deputata Hanna Hopko ha pubblicato su Facebook la storia di un altro bambino nato sotto le bombe della guerra.

Un bambino nasce nel seminterrato di un ospedale

Non si conosce il nome del bambino, ma si sa che venerdì 25 febbraio una donna va in un ospedale di Kiev perché sta per partorire. La sala parto dell’ospedale è però distrutta dalle bombe. Ma non c’è tempo, la donna deve dare alla luce il suo bambino. Tre ostetriche accompagnano la donna nel seminterrato dell’ospedale, lontano dai missili e dalla guerra. Viene improvvisato un letto di fortuna. Il parto difficile in quelle condizioni riesce. “È un maschietto“, scrive la ex deputata che ha reso nota la storia. La madre è felice, sorride. Per un momento la guerra è solo un brutto ricordo. Nell’ora più buia dell’Ucraina era nato il suo piccolo bebé.

Il sorriso della mamma dopo la nascita del suo bambino nel seminterrato di un ospedale ucraino