Un calcio al razzismo: con l’arrivo di Salah al Liverpool calano odio e discriminazione

Da uno studio dell'American Political Science Review è emerso che dal suo arrivo in città i reati di odio e discriminazione sono calati del 16% e si sono dimezzati i post razzisti tra i tifosi

È tra i migliori giocatori in Europa, probabilmente anche del mondo. Nel 2017  ha lasciato la Roma di Spalletti per approdare al Liverpool. E nella città dei Beatles ha fatto scintille. All’apice della sua carriera, Mohamed Salah ha trascinato i Reds ai più alti livelli del calcio nazionale ed europeo. In questi anni infatti in casa del Liverpool sono arrivate una Premier League, la prima della sua storia, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa del mondo per club. In quattro stagioni ad Anfield Salah ha segnato una cosa come 125 gol in 203 partite (44 il primo anno), formando con Sadio Mané e Roberto Firmino uno dei tridenti offensivi più efficaci nella storia recente del calcio.

Nel 2018 Mohamed Salah non interruppe il Ramadan nemmeno in occasione della finale di Champions League contro il Real Madrid

Ma non è solo per le sue doti calcistiche che Salah ha rappresentato e rappresenta una ‘benedizione’ per Liverpool. Amato dai tifosi, da uno studio dell’American Political Science Review è emerso che, dall’arrivo ad Anfield dell’attaccante egiziano e di religione musulmana, i reati di discriminazione nell’area della città sono diminuiti del 16%, e i post/tweet anti-islamici da parte dei tifosi dei Reds si sono dimezzati rispetto a quelli dei fan delle altre squadre. Salah ha sempre rivendicato la sua confessione religiosa, anche in campo: dopo ogni gol si china a baciare il terreno, un gesto che si compie per la preghiera musulmana del sujood. Un’esultanza particolare, senza precedenti nel panorama di altissimo livello in cui gioca, ma che è stata accolta senza alcun pregiudizio, non scatenando alcuna reazione avversa ma anzi positiva e ‘inclusiva’ nei suoi confronti e nei confronti del suo credo.

La sua fede islamica è entrata coì tanto nell’immaginario collettivo come tratto distintivo della sua identità che nel 2018, dopo una vittoria in Champions contro il Porto, i tifosi del Liverpool intonarono il coro: “If he scores another few / Then I’ll be Muslim, too. / If he’s good enough for you, / He’s good enough for me. / Sitting in a mosque, /That’s where I wanna be” (“Se ne segna un altro paio, allora diventerò musulmano anch’io. Se è abbastanza buono per te, è abbastanza buono anche per me. Seduto in una moschea, è lì che voglio essere”). E ancora, in un altro inno dedicato all’egiziano, i tifosi cantano: “Mohamed Salah / A gift from Allah”.  (“Mohamed Salah, un dono di Allah”).