Un grido sempre attuale: esce Donna Circo, primo disco femminista italiano, concepito ma subito fermato nel 1974

Dal 4 giugno, in cd e digitale esce il concept disc all'epoca preparato da Paola Pallottino e Gianfranca Montedoro, che l'editore non pubblicò mai. Oggi la Tempesta Dischi lo rilancia con la voce di dodici cantanti. La vocalist di allora lasciò le scene per delusione, ma oggi esulta: "Grazie per riportare alla luce quell'esserino"

Nel 1974 temi come femminicidio, aborto e diseguaglianza di genere erano già presenti nel dibattito sociale. A quasi mezzo secolo di distanza gli argomenti sono rimasti, spesso drammaticamente. di attualità stretta. A legare i due periodi storici è un disco che fu inciso a suo tempo, ma che non era mai uscito. Si chiama Donna Circo ed è considerato come il primo disco femminista realizzato in Italia. Un concept album, così come era abitudine nei Settanta, realizzato da due donne, l’autrice dei testi Paola Pallottino e la musicista e cantante Gianfranca Montedoro (all’anagrafe Giulia Zannini Montedoro).

Oggi è reperibile non solo l’incisione perduta (sulle piattaforme digitali) ma dal 4 giugno, in cd e digitale per la Tempesta Dischi / Edizioni Red Stone, anche la sua riproposta discografica in cui dodici artiste hanno deciso di reincidere e reinterpretare le dodici canzoni del disco del 1974. Le protagoniste sono Angela Baraldi, Vittoria Burattini dei Massimo Volume, NicoNote (Nicoletta Magalotti), Valeria Sturba. Enza Amato, Alice Albertazzi, Eva Geatti, Francesca Bono, Marcella Riccardi, Meike Clarelli, Suz (Susanna La Polla De Giovanni), Una (Marzia Stano). Arrangiata e prodotta da Ezra Capogna (già attivo nei progetti musicali Casino Royale e Phoet), la versione rivista ed attualizzata del disco vede la partecipazione di una band composta da Chiara Antonozzi (basso), Irene Elena (chitarra) e la stessa Vittoria Burattini (batteria, oltre che voce di “Trenta Coltelli”).

 

Pallottino, “mamma” di 4 marzo 1943

Tornando alle protagoniste del progetto del 1974, Gianfranca Montedoro era tra le cantanti più apprezzate della scena jazz e rock sperimentale. Dopo i successi con Lucio Dalla, per il quale scrisse testi di brani come 4 marzo 1943 e Il gigante e la bambina, Paola Pallottino decise di dedicare le sue poesie sulla Donna Circo proprio a Montedoro che le trasformò in canzoni componendo direttamente con la voce e accompagnandosi con chitarra o piano. Per incidere il disco la produzione mise a disposizione il gruppo dei Murple, con cui Montedoro sviluppò gli arrangiamenti. Ma la casa discografica tedesca Basf decise di ritirarsi dall’Italia e tutto si fermò per i dodici artisti sotto contratto. Delusa dalla vicenda, la cantante si ritirò dalle scene. Poi, grazie a una raccolta fondi partita nel 2019, l’incisione è finalmente disponibile nelle due versioni.

 

“Quei testi sono ancora attuali, purtroppo”

“Ho particolarmente sofferto quando il disco Donna Circo, concepito e realizzato con tanto amore, è stato strozzato sul nascere, al punto che per un lungo periodo avevo abbandonato perfino il canto – dichiara Gianfranca Montedoro – È con grande gioia quindi che ho seguito il gruppo delle “magnifiche 12” che hanno riportato in vita quell’esserino, rivestendolo di suoni e interpretazioni attuali. Spero proprio che questa sia la volta buona”. «Dopo la delusione della cancellazione di “Donna Circo”, i cui testi, anno dopo anno, risultano purtroppo ancora tragicamente attuali, nel tentativo di una sua possibile rinascita, avevo proposto a Suz di ricantarla – afferma Paola Pallottino – e devo a lei la felice intuizione di coinvolgere una serie di musiciste e di dodici cantanti a reinterpretare i singoli brani che finalmente potranno vedere la luce».