Un paese salva il cinema chiuso da trent’anni e lo fa rivivere con due musei e il teatro. Non succede solo nei film

Da oggi Nuovo Cinema Paradiso non sarà più solo un film. Ma l’anticipazione della realtà che accade sulla montagna pistoiese, a Le Piastre paesino di qualche centinaio di abitanti, che in estate raddoppiano perché come accadeva nel dopoguerra, col caldo è bello andarci a frescheggiare. Il paese delle Piastre, attraverso l’Accademia della Bugia che ne è l’emanazione più fantasiosa e alacre ha rilevato il vecchio cinema Italia, un edificio di 20 metri per 12 e 5 di altezza che sorge al confine col bosco. L’acquisto del cinema non si risolverà nel ritorno alle proiezioni con quella cara, vecchia macchina da presa sottratta agli anni e alla polvere. O, almeno, non solo. Nascerà una sala polifunzionale, resteranno il palcoscenico e i camerini, e si sarà sempre pronti a reinstallare le sedie al loro posto. Ma in primis il cinema diventerà il Museo della Bugia che i piastresi realizzarono anni fa coi cimeli di oltre cinquanta edizioni del Campionato italiano organizzato in piazza ogni agosto. Il museo era nato, in paese, poi è stato sfrattato ed Emanuele Begliomini, magnifico rettore dell’Accademia, ha puntato grosso sul vecchio cinema Italia, salvando il museo avviato a morire in qualche baule e salvando il cinema dall’inattività. Oltre al museo della Bugia, nella vecchia platea sorgerà anche il museo del ghiaccio, dall’attività economica più diffusa alle Piastre, paese posto alle soglie della “Valle del freddo” dove le ghiacciaie naturali sopravvivevano anche in estate. E facevano gran comodo, anche per la città vicine. Nel vecchio cinema, due musei, il teatro sempre pronto a tornare qual era e la pizzeria a fare da richiamo e a finanziare le attività.

L’interno del Cinema Italia

L’acquisto del cinema sarà possibile grazie alla Fondazione CariPt che erogherà metà dei 300mila euro necessari. “Il resto è coperto da mutuo e dovremo onorarlo noi, con le attività ricreative, gli eventi che animeranno la montagna” spiega Begliomini. L’ambiente del museo sarà diviso in piccole nicchie a ricreare i “metati” il luoghi dove si essiccavano le castagne all’epoca in cui la montagna viveva del suo bosco e non c’era la tv e nemmeno l’elettricità e quando il sole tramontava alle cinque del pomeriggio ci si riuniva attorno al fuoco ed inventare storie  né vere né verosimili aiutava ad arrivare all’ora di mettersi a letto.

Sulla base di quelle tradizioni, in pieni anni Sessanta Le Piastre organizzò in piazza una gara di bugie, col tempo diventata Campionato Italiano e che si tiene ogni agosto, in due giorni. Il clou è la domenica. Si premia la bugia più fantasiosa, grossa, ingegnosa Chi si prenota sale sul palco e la racconta. A voce, perché le fake news non sono esclusiva dei social. Sono nate molto molto prima. E al massimo tenevano qualcuno sulle spine per un po’ senza creare di danni di quelle di adesso.