Un viaggio nel tempo nel segno dell’inclusione: a teatro “Lecite/Visioni – storie di amori Lgbt”

Nato nel 2012, quest'anno il festival andrà in scena dal 20 al 23 maggio al Teatro Filodrammatici di Milano. Un appuntamento artistico per ripensare presente e futuro alla luce del confronto con gli altri

festival teatraleSi chiama “Lecite/visioni – Storie di amori Lgbt” ed è un festival teatrale che si svolge dal 20 al 23 maggio al Teatro Filodrammatici di Milano che lo ha realizzato grazie anche al sostegno (attraverso l’8Xmille) della Chiesa Valdese. Giunto alle nona edizione questa originale e quasi unica iniziativa propone al pubblico tre pièce in prima nazionale, che rappresentano una specie di viaggio nel tempo.

S’inizia ai primi dell’Ottocento, con “Gentleman Anne” di Magdalena Barile, diretto e interpretato da Elena Russo Arman: è la storia di Anne Lister, lesbica e protofemminista inglese, che ha l’ardire di sposare un’ereditiera. Più di un secolo dopo ci immergiamo nella repressione omofoba del regime fascista con “Ricino”, scritto da Antonio Mocciola e Pasquale Marrazzo, che ne firma anche la regia. In piena Seconda guerra mondiale arriviamo poi nella Napoli del 1943: a combattere i tedeschi ci sono anche i femminielli, protagonisti di La resistenza negata”, testo vincitore del Premio Carlo Annoni 2020 di cui l’autore, Fortunato Calvino, cura la mise-en-éspace. Nel Canada degli anni ’80 è invece ambientato “A casa con Claude” di René-Daniel Dubois, regista Giuseppe Bucci, dove assistiamo al drammatico confronto tra un poliziotto e un seduttivo escort. Eccoci, infine, al nostro presente, con “Allegro, non troppo”, stand-up-comedy ideata da Mariano Lamberti che, con Lorenzo Balducci in scena, mette alla berlina ipocrisie e contraddizioni dei soliti famosi.

 

L’iniziativa rappresenta una bella opportunità di riflettere su quanto la pandemia abbia impattato sui rapporti umani, facendoci scoprire la fatica dell’isolamento e il dolore della solitudine, e facendoci trovare nella condizione obbligata di diffidare dell’altro amplificando il nostro senso di fragilità e paura. Sempre più pressante sentiamo quindi la necessità di affrontare il tema dell’incontro che il teatro, con la sua capacità di creare comunità attraverso una narrazione condivisa, può trasformare in una progettualità sul futuro inclusiva e innovativa.

E l’incontro tra sensibilità differenti, lo sradicamento del pregiudizio e il bisogno che l’amore, in tutte le sue forme, abbia cittadinanza nella progettazione di un futuro da reinventare, sono stati fin dal principio il motore che ha spinto il Teatro Filodrammatici a ideare nel 2012 il festival lecite/visioni. E sono queste istanze che, oggi più mai, lo hanno riportato a considerare il festival un appuntamento fondamentale perché una comunità ricominci a ritrovare se stessa. Sarà quindi un festival all’insegna, come sempre, dell’inclusione e del confronto e che cercherà, accanto agli spettacoli teatrali, anche ‘altre visioni’ che possano ulteriormente raccontare la ricchezza del mondo LGBTQ+.