Una casa ai profughi ucraini e una nuova vita ai piccoli borghi italiani: l’idea di Its Italy

La società di sviluppo immobiliare, grazie all'aiuto di Fondazione Avsi, attiva ai confini ucraini, metterà a disposizione delle famiglie in fuga dalla guerra 10 appartamenti in comuni della Sicilia e della Calabria

Ospitare i profughi dall’Ucraina e ripopolare i piccoli comuni rimasti disabitati. Its Italy, società di sviluppo immobiliare per la rigenerazione e riqualificazione dei borghi, si occupa di collaborare con gli enti locali più piccoli e disagiati nel nostro Paese, che notoriamente affrontano difficoltà nel trattenere la popolazione che si sposta progressivamente verso le grandi città, generando un depopolamento delle zone di origine.

Alcuni profughi ucraini arrivati in Italia (Ansa)

La guerra in Ucraina, tra i suoi molti effetti drammatici, sta generando una emigrazione senza precedenti verso occidente. Secondo l’Unhcr, sono 3,3 milioni le persone che hanno già lasciato il Paese a causa della guerra (dato in crescita di giorni in giorno) e di queste, stando a quanto riporta il ministero dell’Interno, 53.669 sono quelle finora giunte in Italia. Bisogna considerare che gli ucraini già presenti qui da noi prima del conflitto erano solo 23mila. La crisi umanitaria porta con sé anche una grave crisi abitativa e il contributo di tutti per ospitare queste persone che non conoscono le sorti della propria nazione è fondamentale. Its Italy ha deciso di fare la sua parte assolvendo contemporaneamente a due compiti: ripopolare i comuni disabitati e offrire una casa a chi non ce l’ha.

La società, infatti, coordinerà un progetto per offrire alloggio ai profughi, mettendo a disposizione il 10% dei propri immobili. Gli appartamenti, 10 in totale, saranno in grado di ospitare 4 persone ciascuno, con formula completamente gratuita (niente affitto o utenze), e avranno validità per tutto il periodo di durata del permesso di soggiorno. Per riuscire a trovare gli inquilini, Its Italy collabora con la Fondazione Avsi, associazione no-profit attualmente attiva al confine ucraino in Polonia e in Romania. In questo modo, la società vuole contribuire all’intervento di primissima accoglienza che Avsi svolge sul campo nell’est dell’Europa ed estendere in Italia il lavoro di solidarietà.

Tutte le spese, comprese le utenze e i costi di manutenzione, verranno interamente coperte dalla rete di società che collaborano con Its Italy. Al termine del permesso di soggiorno, le abitazioni selezionate per l’iniziativa rimarranno a disposizione delle amministrazioni locali per le loro attività sociali.

Salemi (Trapani) è uno dei comuni che ha aderito all’iniziativa di Its Italy

Ma il piano di accoglienza non potrebbe avere luogo senza il supporto degli enti locali che vanno ad ospitare: protagonisti dell’iniziativa sono i comuni siciliani Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, Salemi, in provincia di Trapani e quello calabrese di Gimigliano in provincia di Catanzaro. I tre piccoli borghi, tutti al di sotto dei 10mila abitanti, da tempo si affidano a Its Italy per ridare vita al loro territorio e accrescere la partecipazione della popolazione locale. Altro aspetto importante sarà il coinvolgimento delle comunità ucraine presenti nei comuni, che gestiranno l’accoglienza e l’integrazione dei nuovi arrivati.

“In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, per noi è stato naturale avanzare una proposta per accogliere il maggior numero possibile di persone – Sebastiano Missineo, portavoce della società –. Questo è anche nello spirito di Its Italy. Siamo nati per favorire progetti di economia circolare, partendo dalla riqualificazione degli immobili, per creare veri e propri benefici per i comuni e i loro abitanti. Con questa iniziativa vogliamo dare speranza e un aiuto concreto a chi scappa dalle zone di conflitto, affinché possa ricevere la protezione e la tranquillità tipiche dei borghi e delle comunità italiane”.

Per coinvolgere maggiormente la popolazione locale e offrire alloggi migliori possibili, l’Associazione Francesco Cerri metterà a disposizione due borse di studio per premiare i giovani architetti e geometri dei comuni interessati, per elaborare un design accessibile, essenziale e dotato di tutti i comfort per le abitazioni selezionate. La speranza è che il contributo di tutti possa riuscire a fare fronte al problema, in attesa di un possibile miglioramento della situazione del conflitto. I primi inquilini arriveranno nelle loro nuovo case entro la fine del mese.