Una favola a colori: la storia di Tommaso da Milano a Pietrasanta per inseguire il sogno di diventare un artista

Tommaso Panichi ha 23 anni ed è un ragazzo affetto da autismo. Appassionato d'arte fin da piccolissimo, le sue muse sono la natura e le fiction di gialli. Il 10 giugno a Pietrasanta inaugura la sua prima mostra, che rimarrà in esposizione fino al 1° luglio

“Quando fuori mi diverto” – Acrilico su carta

“Quando fuori mi diverto”. Una frase che calza a pennello al momento che stiamo vivendo, in cui stiamo pian piano riscoprendo la bellezza dello stare fuori, all’aria aperta, magari in compagnia, a divertirsi. Ma non si tratta di un’affermazione di circostanza, bensì del titolo della mostra che si inaugura oggi al Bar dello Studio di Pietrasanta, in provincia di Lucca. In un luogo d’eccezione, che in precedenza era un negozio di modernariato e oggi è una sorta di Wonder Camera, una camera delle meraviglie, fino al 1° luglio  saranno esposte le tele di un’artista altrettanto eccezionale, Tommaso Panichi. Sua mamma, quando ha visto il titolo dell’opera scelta per la locandina, non ha potuto evitare di sorridere e pensare: “Non solo tu quando esci ti diverti”. Sicuramente però, quel senso di liberazione che tutti stiamo provando per il nostro pittore ha un valore molto maggiore.

Tommaso ha 23 anni, è nato a Milano, e ormai da qualche anno è diventato versiliese d’adozione. Affetta da autismo, fin da bambino, quando ancora le parole non riuscivano ad uscire, il suo modo di esprimersi preferito era l’arte. Sulle pagine social (cercate Atelier di Tommy) dove pubblica le sue opere, ci sono due definizioni: “Sono un artista e sono preso ogni giorno da attacchi d’arte“, scrive su Facebook e “Quando dipinge si sente esatto” su Instagram. Perché per Tommaso, l’arte, è molto più che un passatempo: è la linfa vitale, è il dare forma alle emozioni e alle sensazioni che prova. È, in sostanza, il suo modo di concepire il mondo e di esprimersi in esso.

Una passione innata

Tommaso Panichi, artista 23enne nato a Milano ma “adottato” dalla Versilia

Socievole, allegro, ha sempre amato l’arte, fin da piccolissimo. “Anche a me piace molto – racconta mamma Sandra – La prima volta che Tommaso ha visitato la Biennale era ancora in pancia“. Se era in programma una visita dal dottore, poi, come premio, i genitori lo portavano  a San Lorenzo, nella nota Basilica di Milano. Insomma grazie all’educazione familiare che lo ha spinto sin dalla tenera età ad ammirare chiese e basiliche, frequentare musei e gallerie d’arte, Tommy ha sviluppato una vera e propria ossessione per la bellezza, un’acuta sensibilità che l’ha portato a desiderare di sperimentare e applicarsi lui stesso in campo artistico. Un percorso iniziato molto tempo fa, con l’arteterapia insieme a una nota illustratrice, e poi, una volta cresciuto, con la richiesta di poter frequentare il liceo artistico.
La casa della nonna a Marina di Pietrasanta, dove la famiglia trascorreva le vacanze, è diventata perciò il naturale approdo. “Abbiamo fatto questo passo, che probabilmente avremmo fatto un po’ di anni dopo. Abbiamo deciso di venire a vivere qui perché a Milano non c’era questa tradizione di accoglienza dei ragazzi con problemi nei licei artistici, mentre qui a Pietrasanta c’è sempre stata”, spiega la madre.
A 14 anni Tommaso ha iniziato perciò a frequentare l’Istituto d’Arte Stagio Stagi, che gli ha permesso di maturare anche professionalmente e di iniziare un percorso d’arte secondo le sue convinzioni e necessità. Poi, questo inverno, i genitori hanno deciso di iscriverlo al progetto regionale “Autonomia e indipendenza”. Il 23enne infatti disegna e dipinge autonomamente, ma ha dei problemi nella motricità fine; per questo, alcuni gesti, anche banali come pulire i pennelli o le superfici, gli risultano più difficili. Grazie al progetto, però, ora può contare sul supporto e la compagnia di alcuni ragazzi: la prima è stata una sua ex compagna di scuola. Non essere più da solo, essere anche coccolato mentre svolge il suo lavoro, lo rende felice. È sbocciato. E se gli chiediamo cosa vuol fare da grande non ha dubbi. L’artista. “Credo che sia un suo diritto come quello di qualunque ragazzo – afferma Sandra – Sono dell’idea che, quando e dove possibile, la realizzazione di questi ragazzi debba essere entrare a far parte del mondo di tutti, non di un piccolo mondo a parte. Quindi in questo modo lui ha la possibilità di provare”. Tommaso sta provando a farsi strada e in questo suo sogno crede e lo supporta anche la società “Arnia” di Livorno, che ha come scopo sociale quello di inserire i ragazzi autistici nel mondo del lavoro.

La pittura: colori e gesti

“Io con una persona gentile. Bei ricordi!” titola Tommaso

Tommy dipinge in fretta, velocissimo. Ma mentre lo fa, se qualcuno è con lui, racconta quello che sta succedendo, esprime quello che prova anche a voce, oltre che con i pennelli. Acquerelli, acrilici, tele, tessuti e altri materiali. Nulla è escluso nel suo modo di dar vita al proprio estro personale. “Per me dipingere è come raccontare una fiaba“. La sua fiaba, fatta di colori, di sensazioni riportate su quel bianco della tela che diventa un racconto. Nel suo lavoro c’è la ricerca immediata e spontanea dell’evento reale, che sta accadendo davanti ai suoi occhi e viene tradotto in un linguaggio astratto, colorato e di forte impatto emotivo. Segni forti, veloci e decisi, che si ripetono e spingono lo spettatore ad usare la propria immaginazione in maniera libera e autonoma. Guardando i suoi quadri è facile riconoscevi sia temi universali sia momenti di vita personale dell’artista, interpretati in maniera non convenzionale. Osservandoli in sequenza si nota anche una certa stagionalità: gli ultimi sono molto più colorati, luminosi. Questa stagione, tra primavera ed estate, che è l’apice della luce, la ritroviamo proprio nel dipinto che è stato scelto come locandina della mostra.

Ispirazione ‘in giallo’ e titoli ironici

Titolo: “Passeggiando in giardino”

Ma Tommaso da dove prende l’ispirazione? Da ciò che lo circonda, dagli eventi che accadono intorno a lui, dalla natura. I tramonti, il mare, i giardini, gli alberi. A Pietrasanta la bellezza dell’ambiente non può non ispirare chi si nutre d’arte. Ma non solo. Il nostro artista è un accanito fan dei gialli televisivi: da piccolo ha iniziato con Geronimo Stilton, poi, una volta cresciuto si è appassionato alle serie di Agatha Christie, Poirot, La signora in giallo, L’ispettore Barnaby. Si tratta di fiction in cui vengono messe in scena delle cose terribili ma che hanno tutte una loro compostezza, sono leggere, in un certo senso anche eleganti. “Io credo che questa cosa qui insegni a Tommaso a gestire le emozioni che prova, che lo scuotono, e a portarle in una dimensione di ironia e di leggerezza. Diciamo che è un po’ un vizio di famiglia”, aggiunge mamma Sandra. Fatti scomodi o drammatici narrati con distacco e originalità e riportati in uno scenario immaginifico variopinto e stimolante. Nelle tele intitolate scherzosamente “Montalbano”, “Delitti in Paradiso”, “Un giallo alla televisione” si ritrova tutta l’ironia, l’allegria, l’essere solare di Tommy. I titoli che accompagnano i suoi lavori, didascalie di un album di panorami emotivi, permettono anche di riconoscere una certa continuità nella sua produzione e personale ricerca. Il vento, il mare, episodi di vita quotidiana. Ma anche ricordi e emozioni estemporanee: “Ha tatto una cosa tutta scura, nera, viola – racconta ancora la mamma – e l’ha chiamata “Spiegazione oscura” L’ha dedicata ad una sua ex professoressa”. “Oppure ancora, in un altro quadro con sfondo nero e un turbinio di colori sopra, il titolo è una cosa tipo “Io e il mio amico Alessandro che ci vestiamo in montagna”: dà proprio l’idea di mille vestiti buttati all’aria e della vivacità estrema del suo amico”, dice ridendo.

Dal 10 giugno al 1° luglio le sue opere saranno esposte nella sua prima mostra in assoluto. Un primo passo verso la realizzazione di quel sogno che, come si vede nei suoi occhi e nei suoi dipinti, è pieno di speranza e di colori.