Usa, Joe Biden ripristina l’assistenza sanitaria per le persone trans e omosessuali

Sono stati eliminati i limiti, imposti dalla precedente amministrazione Trump, per l'accesso alle cure degli appartenenti alla comunità Lgbtq+

Un passo avanti per tornare indietro. Ovvero per ripristinare qualcosa che, negli ultimi 4 anni, era stato smantellato. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato infatti che il governo federale ha eliminato il divieto all’assistenza sanitaria per le persone omosessuali o transessuali voluto dal predecessore, Donald Trump.

“La Corte Suprema ha chiarito che le persone hanno il diritto di non essere discriminate sulla base del sesso e di ricevere lo stesso trattamento secondo la legge, indipendentemente dalla loro identità di genere o orientamento sessuale. Questo è il motivo per cui oggi l’HHS ha annunciato che agirà sulle relative segnalazioni di discriminazione”, ha detto il segretario del Dipartimento della salute e dei servizi umani Xavier Becerra.

D’ora in poi il sistema sanitario americano tutelerà tutti, anche le persone transgender che non potranno più essere discriminate nell’accesso alle cure mediche. I limiti di accesso alle cure erano stati proposti dall’amministrazione di Trump: l’ex inquilino della Casa Bianca aveva infatti tolto dall’Obamacare (la riforma sanitaria introdotta da Barak Obama nel 2010) la norma che vietava ai lavoratori del settore il diritto a negare l’assistenza ai pazienti transgender o gay. Diametralmente opposta invece la posizione del presidente Biden, che ha tra i suoi obiettivi la promozione dei diritti di queste persone.

L’American Medical Association ha parlato di “una nuova era tra cittadini americani e comunità LGBTQ+” e in una dichiarazione ha detto che l’amministrazione Biden “ha fatto la cosa giusta”, mettendo fine a un “triste capitolo che un’agenzia federale ha cercato di rimuovere le tutele dei diritti civili”. Secondo il Williams Institute negli Stati Uniti più di 1,5 milioni di americani si identificano come transgender, mentre secondo l’agenzia di analisi Gallup il 4,5% della popolazione si identifica come lesbica, gay, bisessuale o transgender. La decisione del governo federale, quindi, rappresenta una risposta anche alle associazioni in difesa dei diritti LGBTQ+, che chiedono protezioni esplicite per le persone che vogliono sottoporsi alla transizione di genere e anche per le persone transgender che hanno bisogno di cure per il diabete o per problemi cardiaci.