Vacanze tabù per migliaia di famiglie colpite dalla crisi economica: sono in gran parte del Sud e con madri sole

Dalla ricerca di Openpolis emergono disagi che si riverberano soprattutto sui piccoli e adolescenti, già provati dal lockdown con ridotta socialità e didattica a distanza. Il problema delle famiglie monogenitoriali diffuse soprattutto a Napoli, Roma e nel meridione

O i figli o le ferie. Un discorso da bar? No, la nuda ed amara verità: in Italia una famiglia con due o più figli sempre più spesso non può permettersi nemmeno una vacanza. E ad essere più in difficoltà sono soprattutto alcune tipologie familiari: tra le coppie senza figli, circa il 35% non può permettersi vacanze, mentre in presenza di almeno un figlio minore, la quota sale al 37,1%. Ma sono in particolare le famiglie monogenitoriali a dover rinunciare più spesso a questa possibilità. Nel 2019, il 48,7% dei nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore ha dichiarato infatti di non potersi permettere una settimana all’anno lontano da casa.

Ulteriore sofferenza per  bambini e ragazzi

L’analisi proviene da un’elaborazione della Fondazione Openpolis su dati Istat, aggiornata al 31 dicembre 2019. Dati drammatici che parlano di un Paese in cui le disuguaglianze sono ancora troppo marcate. E vanno ad incidere sulla parte più debole della popolazione, i bambini ed i ragazzi. Per loro l’estate dovrebbe rappresentare un momento di svago particolarmente importante, non a caso riconosciuto come diritto fondamentale dalla comunità internazionale, secondo quanto previsto, ad  esempio, nella convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. Un diritto che dovrebbe essere garantito soprattutto in un frangente come quello in cui viviamo, con i minori che, ormai da un anno e mezzo, vivono in una situazione estremamente difficile, caratterizzato dai pesanti effetti psicologici generato dalle chiusure, dalla mancanza di socialità e dalla didattica a distanza.

 

Monogenitori in difficoltà

Invece, già prima dell’emergenza, nel 2019, circa il 37% delle famiglie con un solo figlio minore dichiarava di non potersi permettere una settimana di ferie nell’arco di un anno. Quota che sale al 41% con due figli e che sfiora il 50% in presenza di 3 o più figli. In particolare, le famiglie monogenitoriali che hanno come persona di riferimento in massima parte madri sole (in quasi 9 casi su 10) sono state nell’ultimo decennio tra quelle più esposte alla crisi. In alcuni casi anche perché meno inserite in reti sociali e familiari.

“Un rischio che in questa fase è diventato ancora più grande, con una crisi occupazionale che nei mesi scorsi ha colpito in misura particolare donne e giovani” sottolineano gli analisti di Openpolis. Le categorie più penalizzate dall’emergenza sanitaria sono state quelle già in precedenza caratterizzate da situazioni di svantaggio: nel secondo trimestre 2020 le riduzioni congiunturali del tasso di occupazione sono più marcate per i giovani 15-34enni (-2,0 punti), le donne (-1,2 punti) e i residenti del Mezzogiorno (-1,4 punti): gap generazionale, di genere e territoriale.

 

Esperienze educative

“Alla luce di queste tendenze si capisce come per i giovani con figli – e a maggior ragione per i giovani genitori soli – le vacanze estive possano diventare una spesa da tagliare per a far quadrare il bilancio domestico. Con la conseguenza che i divari sociali ed educativi già esistenti anche tra i minori finiscono con l’allargarsi.  Le vacanze infatti non costituiscono solo un’occasione di svago, ma anche un’esperienza educativa a tutto tondo” dicono ancora gli analisti di Open Polis.

 

A Napoli e Roma il maggior disagio  

Importante sottolineare infine come, tra le città maggiori sono Napoli e Roma ad avere l’incidenza maggiore di nuclei con un solo genitore sotto i 35 anni. In particolare il capoluogo campano è primo tra i comuni con oltre 500mila abitanti, con una incidenza di famiglie monogenitoriali giovani pari all’1,6%. Un dato che va letto insieme ad un altro:  Napoli -nello scorso censimento generale – era anche il capoluogo di provincia con più famiglie con figli in disagio: 9,5%, seguita da Catania (7,8%), Palermo (7,3%) e Crotone (7%).

Un problema solo del Sud? Nient’affatto “sebbene nel nord la quota di famiglie con figli in potenziale disagio economico fosse più bassa, non appare comunque trascurabile la quota di nuclei monogenitoriali giovani. Isolando le città con oltre 500mila abitanti, dopo Roma (1,3%), sono Torino (1,2%), Genova e Milano (1,1%) quelle con la maggiore incidenza di famiglie monogenitore, seguite a distanza da Palermo (0,7%)” concludono gli esperti di Openpolis.