Valentina: “Dopo aver sconfitto il tumore sogno un centro sportivo per le donne sopravvissute”

Ha scoperto 'l'intruso' dopo la nascita della figlia Cara, secondogenita dopo Tomas. Ma grazie alle cure e alla sua forza d'animo la 38enne massese è riuscita ad uscire dal tunnel: "Sono rinata"

Il suo colore preferito è il bianco, il bianco di una tela sulla quale riscrivere la sua nuova vita, quella che sta affrontando con coraggio, entusiasmo e forza dopo aver sconfitto… l’intruso. Si tratta di una patologia oncologica che è comparsa all’improvviso nella sua vita, in un momento particolarmente significativo: era mamma di una bambina di sei mesi, Cara, che oggi ha tre anni. Valentina Montani, 38 anni, massese residente a Bonascola, è moralmente una delle testimoni sul territorio apuano della Giornata mondiale contro il cancro, che si rinnova ogni anno il 4 febbraio. Quando ha scoperto di avere un tumore non si è persa d’animo, ha affrontato la situazione a testa alta. Sul suo cammino ha incontrato medici di grande professionalità, come la dottoressa Manuela Roncella, di fama nazionale, il reparto di oncologia guidato dal primario Andrea Mambrini, con Chiara Iacconi, e tutto il personale.

Valentina nel suo percorso di cura ha incontrato medici e assistenti sanitari di grande professionalità

È stata curata al day hospital di Carrara, accolta e coccolata dal personale medico e sanitario capitanato da Roberta Crudeli, che è anche presidente dell’associazione Il Volto della Speranza. Valentina, che divide la sua vita con il compagno Francesco, e i due figli Tomas, di 19 anni e, appunto, Cara, da un anno è ‘uscita’ dalla malattia e racconta alla Nazione la sua esperienza. Con un sogno nel cassetto: la realizzazione sul territorio di un centro sportivo per le donne che hanno subito un intervento chirurgico o che sono “inciampate” in un tumore e si sono rialzate. Il messaggio di Valentina è di speranza, un messaggio che guarda al futuro.

La 38enne ha un sogno: aprire un centro sportivo per donne sopravvissute al tumore

Valentina, quando si è accorta che qualcosa non andava?
“Ero diventata mamma per la seconda volta. Stavo allattando e mi sono accorta che al seno c’era qualcosa che non andava, una presenza… estranea. Sono operatrice sociosanitaria, ho capito subito”.

Quale è stata la parola che la ha spinta a lottare?
“Resilienza. Ho avuto accanto la mia famiglia, mia sorella Veronica, il mio compagno Francesco, Tomas. E tutti insieme siamo usciti fuori dal tunnel”.

Cosa è cambiato nella sua vita?
“Tutto. È stata una rinascita: le cose che prima della malattia mi sembravano in un certo modo e alle quali davo un peso sproporzionato, oggi mi sembrano bazzecole. I valori sono diversi. Ho anche cambiato lavoro, sono assistente per persone disabili in una scuola di Viareggio dove sono entrata a settembre grazie alla cooperativa di Vittorio. Vado in palestra. E dall’esperienza dello sport è nato questo sogno di realizzare un centro sportivo per chi ha superato la malattia oncologica”.

Valentina ha raccolto insieme a Daniele Tarantino 1000 firme per il registro tumori. È una leonessa, del resto il leone è il suo segno zodiacale.