Valeria Vedovatti e l’anoressia: “In ospedale una parte di me è morta. Ma guarire è possibile”

Ha solo 18 anni e un seguito affiatatissimo sui social. Nel 2016 ha quasi perso la vita per una grave forma di anoressia, che oggi racconta nel suo secondo libro "Per Rinascere". "Il dolore è reale, non vittimismo. Normalizziamo e affrontiamo le sofferenze"

Si intitola “Per Rinascere” e di rinascite ne sa qualcosa l’autrice di questo libro, Valeria Vedovatti. Diciottenne, nata in Svizzera, nel cantone italiano, è una giovanissima influencer da 2 milioni di TikTok, un milione e 200mila followers su Instagram e 700mila iscritti al suo canale YouTube. Nel 2019 Valeria ha pubblicato il suo primo fotoromanzo da titolo “Come stai?” e pochi giorni fa è arrivato anche il secondo, dal titolo simbolico. In quest’ultimo racconta infatti un periodo doloroso e il percorso di guarigione che l’ha vista ‘rinascere’ e tornare a sorridere.

“Mi viene da piangere a tutte le ore. Mi sento in trappola. Sento il peso delle mie paure e i miei pensieri e io per compensare voglio diventare ancora più leggera”. Quel peso insopportabile che sentiva dentro al cuore, di cui si voleva liberare a tutti i costi, l’ha portata a soffrire di una grave forma di anoressia nervosa. Pesava solo 36 chili quando è stata ricoverata, il 4 dicembre nel 2016: “Mamma mi ha portata immediatamente all’ospedale – racconta nel libro appena uscito per Rizzoli-  Era anche il suo compleanno, non avrei proprio voluto farglielo passare così… Il primario della struttura mi ha detto: Sei arrivata al limite, la tua pressione è troppo bassa, il tuo battito cardiaco sta rallentando, questa sera è arrivato a 38. Stai rischiando la vita, se vai avanti così ti do una settimana e il tuo cuore smetterà di battere” aggiunge.

Occhi verdi, bellissimi capelli biondi, un fisico da sportiva. E poi brava a scuola, amata dai suoi tantissimi amici e dal suo Jody (Cecchetto, il figlio di Claudio, ndr). Un profilo esteriore fatto di gioia e di successo. Ma dentro di lei, qualche anno fa, era nato e si era sviluppato quel mostro che l’ha portata in fin di vita. “Quando mi sono ammalata non ero davvero consapevole di cosa stesse accadendo – dice – Rispondevo sempre ‘va tutto bene’. E invece non andava tutto bene: dentro avevo un mostro che generava brutti pensieri, facendomi fare cose non razionali”. Non è stato certo per apparire più bella o sfilare, che ha sviluppato questo tipo di disturbi alimentari. “L’anoressia è un modo per esprimere il dolore e la confusione che si hanno dentro. Spero che questo libro possa aiutare la gente a comprendere la profondità del disagio, ad andare oltre l’idea che l’anoressia nasca da un semplice capriccio estetico”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Valeria Vedovatti ♕ (@valevedovatti)


“Quel giorno, in ospedale, credevo di essere morta, in effetti ero morta, una parte di me se n’era andata per sempre”, si legge nelle pagine di “Per rinascere”. Ma tra le righe il messaggio che vuole mandare Valeria è un altro: per quanto la malattia sia forte, guarire è possibile. “Per farlo però bisogna saper chiedere aiuto, perché farlo non è da deboli. […] Nella società di oggi, spesso la sofferenza viene scambiata col vittimismo. E invece stare male è normale, le difficoltà vanno affrontate, non evitate, altrimenti si accumulano e ti trascinano”. Un dolore, una sofferenza, un male che va normalizzato, per poterlo sconfiggere senza essere giudicati.