Luce Visco (Arcigay): “Il Green pass è indispensabile, ma viola la privacy dei trans, costretti a rivelarsi col nome anagrafico”

Il presidente della sezione regionale del Molise spiega che molti non hanno documenti adeguati "a causa della per la complessità burocratica del Paese". Quindi le perosne saranno costrette a rivelare l'identità di origine, con relativa violazione della privacy"

Lo strumento del Green pass, insieme alla vaccinazione, “è strumento fondamentale e importantissimo per continuare a lottare contro la diffusione del Covid-19, è però evidente che il sistema, come strutturato, è lesivo della privacy delle persone trans che si ritroveranno a dover essere continuamente identificate con il nome di nascita“. La protesta giunge da Luce Visco, presidente di Arcigay Molise. “Molti trans  – spiega – non hanno i documenti adeguati per la complessità burocratica del nostro Paese, come ad esempio nel mio caso. Questo è un evidente problema perché in tantissimi luoghi una persona trans, che già aveva difficoltà di accesso, adesso dovrà essere ancor di più costretta ad esibire documento e nome anagrafico, con relativa violazione della privacy”.

Secondo Visco “è necessario che si trovino soluzioni che garantiscano la privacy, evitando un continuo outing discriminatorio. La continua identificazione infatti potrebbe essere anche un rischio violenza nei confronti delle persone trans”.

Visco annuncia la presenta sui soclia di commenti nei quali si punta “all’identificazione delle persone trans tramite il green pass. Ribadiamo – conclude – l’importanza dello strumento del green pass e della sua applicazione, ma che possa garantire la privacy”.