Volontariato, Pd, magistrati: ecco l’Italia che si mobilita per gli afghani. Raccolte in denaro e pressioni politiche

Richieste di contributi in denaro da destinare in primis a Emergency e Croce Rossa, che da tempo operano nel Paese. E sollecitazioni alle istituzioni a intervenire a favore dei bimbi e a far bloccare i rimpatrii forzati dei richiedenti asilo non ammessi: così l'italia partecipa alle iniziative di solidarietà promosse in tutto l'Occidente

Dall’associazione Magistrati all’Unhcr, dal Cisde al Pd, passando per le Caritas, le parrocchie, i comuni, i circoli, le mille associazioni di solidarietà che costellano i nostri territori: la rete della solidarietà per l’Afghanistan si è messa in moto con forza nel tentativo di fornire sostegno alla popolazione afghana di nuovo alle prese con un’emergenza, dopo la presa del potere da Parte dei Talebani. Si va dalle raccolte fondi alle mobilitazioni di tipo politico per chiedere corridoi umanitari ed ogni altro supporto ai rifugiati e a tutti coloro che volessero lasciare il Paese perché si sentono in pericolo.

 

Le popolazioni afghane sono alle prese con i talebani

Le raccolte di fondi

 

 

Magistrati

“Dinanzi alla negazione dei più elementari diritti umani, all’omicidio come prassi, al fanatismo religioso violento e settario, vengono minacciate le fondamenta stesse della umanità, che prescindono del tutto dalle, pur legittime, diverse prospettive culturali. Le donne afghane, i bambini, i cittadini tutti di quel Paese non possono contare su di uno stato di diritto che, pur con le sue imperfezioni, li tuteli: sono rimasti soli davanti alla cieca violenza degli aggressori” questo è il claim dell’appello per una raccolta fondi lanciato dall’Associazione Nazionale Magistrati, che ha messo a disposizione un conto corrente dedicato. La raccolta fondi avverrà entro il 15 settembre mediante bonifico da effettuare sul seguente IBAN IT51O0329601601000066444695, intestato all’Associazione Nazionale Magistrati, e con indicazione della causale “Raccolta fondi Afghanistan”. Quanto raccolto sarà devoluto ad Emergency ed alla Croce Rossa, entrambe operanti sul posto.

 

 

Coordinamento donne afghane 

Anche Cisda, il Coordinamento italiano di sostegno alle donne afghane con sede a Milano, ha avviato una raccolta fondi per far fronte all’emergenza umanitaria. “Le associazioni, le onlus locali e gli attivisti con cui il Cisda lavora da oltre 20 anni, ancora una volta, si stanno attivando per accogliere i loro connazionali in fuga, nonostante il contesto insicuro e drammatico. Vogliamo cominciare ad aiutarli con un primo doveroso gesto di umanità: stiamo raccogliendo fondi che è necessario inviare in brevissimo tempo, per far sentire che ci siamo e che continueremo a star loro accanto, anche nell’ennesima tragedia che stanno vivendo”, si legge sul sito. Versamento tramite bonifico su BANCA POPOLARE ETICA – Agenzia Via Scarlatti 31 – Milano
Conto corrente n. 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600 IBAN: IT64U0501801600000000113666

 

 

Partito Democratico

 

E stato invece lo stesso segretario Enrico Letta a lanciare la mobilitazione diffusa del Pd. “Il Partito Democratico mette a disposizione la propria organizzazione per una sottoscrizione straordinaria finalizzata a sostenere chi lavora in Afghanistan da anni. Oltre ad Emergency e Croce Rossa Italiana, Pangea Onlus, Women for women international, Nove Onlus. Queste Associazioni saranno destinatarie delle donazioni raccolte”. Si legge sul sito del Partito Democratico.
Inoltre, si legge ancora, il PD sostiene “l’accoglienza dei profughi che arriveranno in Italia e che, attraverso i Comuni e il volontariato, saranno accompagnati in un percorso di inserimento. Anche l’Anci – l’Associazione nazionale dei Comuni italiani – sarà destinataria delle risorse raccolte, che verranno poi distribuite alle singole amministrazioni coinvolte”.

 

 

Agenzia per i rifugiati

 

Raccolte locali si stanno attivando in diverse diocesi attraverso la Caritas, mentre l’UNHCR ha rilanciato, attraverso il proprio sito, la campagna fondi che era già attiva. “Non sono ancora chiare le conseguenze legate all’evolversi della situazione politica, ma stiamo già assistendo a spostamenti dei civili su larga scala che possiamo definire una vera e propria emergenza umanitaria. Quest’ultima ondata di violenze è solo l’ennesima a cui il popolo afghano è stato sottoposto, un popolo che da oltre 40 anni vive nel conflitto” si legge nelle motivazioni. Per donare si può fare o un bonifico bancario intestato a UNHCR
IBAN:IT84R0100503231000000211000, Causale: Afghanistan. Oppure tramite bollettino postale sul conto corrente postale intestato a UNHCR
Numero:298000. Causale: Afghanistan

 

Attenzione però a non cadere nella trappola dei truffatori e degli sciacalli che purtroppo proliferano sempre, anche a fronte di situazioni così drammatiche. La raccomandazione è quella di usare sempre canali ufficiali o comunque conosciuti e di cui si ha piena fiducia.

 

 

Le pressioni politiche

 

 

Save the children: Guardare ai bisogni, non a limiti prestabiliti”

Riguardo alle sollecitazioni di taglio politico, oltre al dibattito in corso tra i vari partiti sulla necessità di attivare corridoi umanitari, si segnala l’appello di Save the Children affinché la comunità internazionale acceleri le procedure per l’accoglienza e aiutare la popolazione a rischio.
“Nelle ultime settimane centinaia di migliaia di afghani, tra cui decine di migliaia di bambini, sono fuggiti dalle violenze raggiungendo i paesi vicini. Circa 100.000 persone hanno attraversato l’Iran fino alla Turchia orientale, paese in cui ogni giorno dall’inizio di luglio arrivano tra le 500 e le 2000 persone[1]. Alcuni paesi sono già pronti ad accogliere un certo numero di persone in centri di accoglienza temporanei, mentre altri hanno annunciato di voler mantenere chiusi i propri confini, rivela la ong.Che aggiunge: “è essenziale che in questi primi giorni di crisi i paesi mantengano le frontiere aperte e garantiscano la sicurezza di chi arriva, compresi i bambini fuggiti dalle violenze, e la protezione dei loro diritti. I paesi dovrebbero continuare ad accogliere i bambini afghani e le loro famiglie sulla base dei reali bisogni umanitari e non di limiti prestabiliti”.

 

 

Unhcr: “Stop ai rimpatri forzati”

Anche l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha emesso un avviso di non ritorno per l’Afghanistan, chiedendo un divieto dei rimpatri forzati di cittadini afghani, compresi i richiedenti asilo le cui domande sono state respinte. L’avviso contro i rimpatri forzati resta in vigore fino a quando la sicurezza, lo stato di diritto e le condizioni dei diritti umani non miglioreranno abbastanza nel paese
Dall’inizio dell’anno, più di 550.000 afgani sono stati sfollati a causa del conflitti e dell’insicurezza. Sebbene finora i civili siano fuggiti solo sporadicamente e in numero minore nei paesi vicini all’Afghanistan, la situazione continua a evolvere rapidamente, ha aggiunto la portavoce.