Wall Street dice basta maschi bianchi: il Nasdaq obbliga i big del web a inserire donne, esponenti di minoranze e Lgbt+ nei cda

Microsoft, Apple, Google, Amazon, Facebook e gli altri colossi dei titoli tecnologici dovranno assicurare nel board almeno una donna e almeno un esponente di una minoranza o della comunità Lgbtq. I repubblicani: "Sacrificati merito, preparazione, esperienza"

Basta con consigli di amministrazione di soli uomini e bianchi. A Wall Street cominciano a cambiare le regole e la svolta parte dalla Borsa dei titoli tecnologici. La Sec, l’autorità di vigilanza sui mercati in Usa, ha infatti dato il via libera al piano del Nasdaq che mira a rafforzare la diversità di genere e la presenza di minoranze ai vertici delle aziende quotate. Le nuove regole obbligheranno società come Microsoft, Apple, Google, Amazon e Facebook a rispettare determinati requisiti minimi, come assicurare che nel board ci siano almeno una donna e almeno un esponente di una minoranza o della comunità Lgbtq.

 

Rischio esclusione

Le aziende in pratica per non rischiare di essere tagliate fuori dal listino tecnologico non solo dovranno periodicamente assicurare di essere in linea con i nuovi requisiti ma, in caso di violazioni, dovranno spiegare e motivare il perché non hanno rispettato le nuove regole, pena l’esclusione dall’indice.

 

Rivoluzione nei cda

La proposta è destinata a rivoluzionare la mappa dei consigli di amministrazione di grandi e piccole società, con la nuova strada intrapresa dal Nasdaq (che conta oltre tremila imprese tra cui tutti i big dell’hi-tech e del web) che potrebbe presto essere imboccata dall’intero mondo di Wall Street. Con società del calibro di Goldman Sachs che già da tempo hanno espresso il loro parere favorevole a norme più stringenti per la promozione della diversità di genere e per la lotta alla discriminazione delle minoranze o alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

 

I repubblicani: “Laboratorio di tesi progressiste”

Il piano targato Nasdaq era stato avanzato dai vertici del listino tecnologico, con sede a Times Square, lo scorso dicembre. Ma ha avuto un cammino travagliato, con i repubblicani della commissione finanze del Senato che si sono fermamente opposti alla svolta, accusando la Sec e il Nasdaq di voler promuovere una ben precisa agenda politica. “Sono deluso che l’autorità che dovrebbe regolare i mercati finanziari si trasformi in un laboratorio sociale per sperimentare tesi progressiste“, aveva attaccato il presidente della commissione Pat Toomey, sottolineando come imponendo criteri su diversità di genere, razza e orientamento sessuale il Nasdaq “inevitabilmente costringerà le aziende a subordinare aspetti fondamentali come il merito, la preparazione e l’esperienza“.

Ma per Gary Gensler, presidente della Sec, “le nuove regole a cui si è dato il via libera porteranno diversi benefici e permetteranno agli investitori di comprendere meglio l’approccio sulla diversità di genere delle società quotate”.