Yolanda Renee King sulle orme del nonno: “Dalle vostre decisioni dipende il nostro futuro”

Durante la marcia per la pace in memoria di Martin Luther King la famiglia dell'attivista ha chiesto che venga al più presto risolto lo stallo che al momento blocca l'approvazione di una nuova legislazione sul diritto di voto, che si ponga come argine alle restrizioni imposte dai repubblicani in almeno 19 Stati

Non usa mezzi termini e nei suoi occhi, nella sua voce, nella sua forza di esprimersi sembra di rivedere il nonno. “Il nostro futuro dipende dalla vostra decisione”: a parlare è la nipote 13enne di Martin Luther King Jr, Yolanda Renee, che ha lanciato un duro ammonimento ai senatori democratici accusati di bloccare la nuova legge sui diritti di voto, che ha invece l’obiettivo di proteggere gli elettori dalla discriminazione razziale. La giovane attivista ha accompagnato suo padre Martin Luther King III durante l’annuale Peace Walk a Washington, lunedì scorso, per onorare l’eredità lasciatagli dall’icona dei diritti civili e chiedere un’azione concreta sulla questione, appunto, del voto.

Gli attivisti per i diritti civili e la famiglia King in marcia. Tra loro anche la speaker della Camera Nancy Pelosi

La famiglia del più famoso leader statunitense delle lotte per i diritti degli afroamericani, accompagnata da un gruppo di attivisti, ha ribadito la necessità di intervenire al più presto. “Quello che vogliamo è che gli americani siano coinvolti”, ha detto King III, aggiungendo “Quest’anno ci impegniamo a sostenere il diritto di voto e a far sì che sia riconosciuto“. La stessa vicepresidente Kamala Harris ha detto che questo diritto, negli Stati Uniti, è “sotto assalto” e che decine di milioni di americani rischiano di esserne privati, a meno che non venga approvata la nuova legge. Almeno 19 Stati infatti, in maggioranza controllati dai repubblicani, hanno approvato nuove e più restrittive leggi sul voto dalle elezioni presidenziali del 2020. Secondo il Brennan Center for Justice in totale sono state almeno 34, in tutto il Paese. Molte di queste, alimentate da false affermazioni di frodi elettorali diffuse dall’ex presidente Donald Trump, prendono di mira il voto per corrispondenza, prevedono requisiti più severi per l’identificazione degli elettori, permettono un minor numero di giorni di voto anticipato e limitano il numero di cassette per la consegna delle buste.

L’abbraccio tra Nancy Pelosi e Martin Luther King III durante l’annuale Peace Walk a Washington

La presidente della Camera Nancy Pelosi si è unita alla famiglia King durante il raduno degli attivisti alla Union Station di Washington, fuori da Capitol Hill e come gli altri partecipanti alla marcia, tra cui anche la giovanissima Yolanda King, hanno chiesto a gran voce che i politici approvino due misure volte ad espandere i diritti di voto in tutto il Paese: il “Freedom to Vote Act” e il “John R.Lewis Voting Rights Advancement Act”. “Lasciate che il Senato vi ascolti! Lasciate che la Casa Bianca vi ascolti! Diffondete la parola!” ha detto la nipote di King prima che la sua famiglia guidasse centinaia di persone attraverso il Frederick Douglass Memorial Bridge coperto di neve.

Yolanda Renee King ha usato parole dure verso i senatori democratici che non voteranno contro l’ostruzionismo in Senato: “La storia ricorderà quale scelta farete”

La decisione sulla modifica di queste regole, però, rimane in stallo al Congresso, bloccata da un ostruzionismo che solo con il sostegno di 10 senatori repubblicani si potrebbe risolvere. Il leader della maggioranza al Senato, Chuck Schumer, potrebbe fissare per martedì prossimo il voto sulla nuova legislazione, ma due senatori moderati democratici, Joe Manchin e Kyrsten Sinema, hanno dichiarato che non voteranno per porre fine all’ostruzionismo del Senato, anche se entrambi sostengono la legge in questione. Il destino delle riforme su cui gli attivisti chiedono di agire non è chiaro. Nei confronti dei due senatori democratici Yolanda Renee King ha avuto parole taglienti: “Senatore Sinema, Senatore Manchin, il nostro futuro dipende dalla vostra decisione e la storia ricorderà quale scelta farete. Quindi unitevi a me nel richiedere un’azione per oggi, domani e per le generazioni a venire”, ha detto la giovane. Poi ha aggiunto: “Per tutti i leader eletti là fuori che stanno twittando, postando e celebrando mio nonno, il dottor King, oggi, il mio messaggio per voi è semplice: non celebrate, legiferate!“.

Cos’è l’ostruzionismo, cosiddetto Filibuster

Ma in cosa consiste questo ‘ostruzionismo’ che blocca l’approvazione di questa importantissima modifica di legge? Si tratta di una procedura del Senato nota come “filibuster” e consiste nel prolungare il dibattito su una proposta di legge affinché su di esso non venga presa una decisione. La regola prevede che almeno 60 dei 100 membri del Senato votino sulla maggior parte degli argomenti, anche se la legislazione richiede solo una maggioranza semplice per essere approvata. Perciò se il partito di minoranza detiene almeno 41 seggi, può rifiutarsi di consentire un voto, in quello che è noto come ostruzionismo. Dal 2010 – quando i democratici riuscirono a far approvare la grande riforma sanitaria nota come “Obamacare” – ad oggi né democratici né repubblicani hanno avuto una maggioranza di 60 seggi in Senato. In teoria, la regola dei 60 voti dovrebbe costringere le parti al compromesso – cosa che nella maggior parte dei casi è successa, ad esempio per sostenere i finanziamenti di governo ed esercito nell’ultimo decennio – ma i più critici sostengono che in realtà ostacoli gravemente l’efficienza del Senato e blocchi ingiustamente le riforme necessarie. E il caso della legge sul diritto di voto sembra esserne l’esempio più evidente.