Zacaria è sordo: i compagni di classe decidono di imparare la Lis per parlare con lui

Alla scuola media Giovanni Pascoli di Anzola dell’Emilia la classe seconda D il giovedì, alla quarta ora, segue una lezione di lingua dei segni per riuscire a comunicare e integrare il 12enne, sordo prelinguistico a causa di una meningite che lo ha colpito da piccolissimo
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Zacaria, 12 anni, è un ragazzo di origini marocchine adottato. Sordo a causa di una meningite ora riesce a comunicare finalmente coi compagni di classe grazie alla Lis

La parola d’ordine alle scuole medie Giovanni Pascoli di Anzola dell’Emilia è inclusione. Siamo in un paese di circa 12mila abitanti, che confina nella parte sud con il quartiere Borgo Panigale di Bologna. In questa scuola, e precisamente nella seconda D, composta da 22 alunni, l’intera classe ha imparato la Lis (Lingua italiana segni) per riuscire a comunicare con un compagno sordo.

Scuola di inclusione

Il protagonista di questa emozionante storia è principalmente Zacaria, un ragazzino di 12 anni sordo (prelinguistico, ovvero senza la capacità di parlare, ndr), di origine marocchina, adottato e che finalmente adesso ha la possibilità di comunicare con i suoi compagni. “Zacaria – spiega l’insegnante Marta Miazzi – è sordomuto (termine non più in uso e oggi ritenuto non soddisfacente sul piano scientifico, ndr) a causa di una meningite avuta nell’età infantile. E prima d’ora non poteva dunque comunicare in modo normale. Per cercare di integrarlo il consiglio di classe ha quindi pensato, alla fine dello scorso anno, di predisporre un corso base di Lis a cura dell’associazione ‘Insieme per’ di Casalecchio di Reno (Bologna). E visti i primi timidi successi, quest’anno è arrivata in aula l’educatrice Silvia Bianchini che, una volta alla settimana, in modo strutturato, insegna la Lis in classe a tutti“.

ANZOLA ALUNNO SORDOMUTO

Anzola dell’Emilia. La seconda D della scuola media Giovanni Pascoli, tra cui il bambino sordo Zacaria, l’insegnate Miazzi e il preside Paparcone

A lezione di Lis

La lezione si tiene il giovedì alla quarta ora. In quel lasso di tempo i ragazzi ‘diventano come’ Zacaria e imparano a segnare le varie parti del corpo, i membri della famiglia, i mestieri, i colori. Ed anche ricette e canzoni. “Non c’è precisione grammaticale – continua Miazzi – o un buon uso buono dei parametri della Lis, ma lo scopo fondamentale del progetto, nel nostro caso, è quello di comunicare con il compagno Zacaria, anche lui in fase di apprendimento”. E i risultati, a parere dell’insegnante, sono andati oltre le aspettative perché il 12enne è sempre più integrato ed aperto a comunicare. Ma questo funziona solo perché la classe intera si è messa in gioco ed ha avuto voglia di imparare un nuovo linguaggio riconosciuto ufficialmente come una lingua. “Zacaria – prosegue la docente – non può parlare ma l’espressione dei suoi occhi ci fa capire che è felice di poter, in qualche modo, comunicare con i suoi coetanei. Entro la fine delle scuole medie, grazie a questo progetto, speriamo che Zacaria riesca ad avere un comportamento sempre più adeguato, visto che riesce finalmente a comunicare senza fatica con i suoi coetanei. Grazie a loro infatti ha uno strumento importantissimo per interfacciarsi con il mondo e con il suo futuro”.