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Discriminazione, arriva il progetto di sensibilizzazione contro l'odio

I dati di questo fenomeno in Italia sono allarmati: 1 italiano su 2 ne è stato vittima. E la storia dei 4 ragazzi insegna

di EDOARDO MARTINI -
20 settembre 2023
'Scendiamo in piazza', l'iniziativa che ha come obiettivo quello di ripulire i luoghi dalle scritte offensive

'Scendiamo in piazza', l'iniziativa che ha come obiettivo quello di ripulire i luoghi dalle scritte offensive

Una ricerca che ha l'obiettivo di portare alla luce dati e così facendo mettere una volta per tutte la parola fine alla discriminazione. È quella commissionata da ACE, azienda leader nei detergenti per la casa e i tessuti e marchio di Fater, impegnata nella diffusione di una cultura del pulito dentro e fuori l'abitazione, che ha indagato il vissuto e il percepito di questo fenomeno in Italia.
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In Italia 1 italiano su 2 è stato vittima di discriminazione (Instagram)

La discriminazione in Italia

Nel nostro Paese, le discriminazioni (in varie forme e su vari soggetti) sono ancora molto frequenti, tanto che 1 italiano su 2 ne è stato vittima. I dati che emergono dal report sono allarmanti: il 77% ha assistito ad almeno un atto discriminatorio e il 50% non ha reagito. Oltre il 70% degli intervistati dichiara che il maggior numero di discriminazioni avvengono a scuola e a seguire sui social media (oltre il 50%). La percentuale di discriminazioni all'interno di un gruppo di amici cresce nei ragazz* tra i 13-16 anni, raggiungendo il 25% dei casi. Nella fascia di età tra i 16 e i 19 anni passa invece dalla forma verbale a quella fisica.

Le due iniziative

Ed è proprio per questo che il brand ha deciso di scendere in campo contro lo sporco più ostile al mondo: l'odio. E lo fa con due azioni concrete. La prima attraverso il progetto su scala nazionale Formula Anti-odio, con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tante forme di odio che colpiscono le persone anche attraverso le scritte offensive.

Il secondo con l'iniziativa Scendiamo in piazza, che ha visto coinvolte le scuole di 4 città italiane con l'obiettivo di riqualificare i luoghi scelti dagli studenti per restituirli alla città ripuliti, rigenerati e predisposti all'aggregazione sociale.

Ma torniamo ai dati dell'indagine. La ricerca sottolinea che a fronte di un episodio di discriminazione oltre la metà degli intervistati non è stata in grado di reagire e circa il 30% della stessa dichiara di non averlo fatto per un senso di impotenza. Rabbia (60%) disgusto (50%) e tristezza (33%) sono le emozioni provate dalla maggioranza degli intervistati mentre il 14% ha dichiarato di aver provato indifferenza.
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Antonio Fazzari, General Manager di Fater (LinkedIn)

"Vogliamo rimuovere quella paura per il diverso"

Antonio Fazzari, General Manager di Fater, ha dichiarato: "Siamo partiti dal nostro Purpose, dallo scopo che ci siamo dati come brand ACE che è quello di dare un contributo positivo nelle comunità in cui operiamo, partendo da quello che facciamo meglio che è pulire. Noi lo chiamiamo 'il pulito che unisce'". "Perché come dimostra la nostra ricerca, c'è molto da fare per prenderci cura della nostra casa comune, il nostro Paese, facendo pulizia delle tante discriminazioni che ancora ci affliggono". "Voglio ringraziare i nostri partner, Retake, Diversity Lab e DLV BBDO che ci hanno guidato nel costruire un'iniziativa che spero chiami ognuno di noi a fare qualcosa di concreto per rimuovere lo sporco più ostinato che è quell'odio e quella paura per il diverso che vogliamo far scomparire dai muri e dalle piazze delle nostre città", le sue parole.
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La storia di Carlo Maria che ha ricevuto insulti omofobi per aver ballato con il suo compagno durante una festa del liceo

La storia dei 4 ragazzi

Così nasce "ACE Formula Anti-Odio", la campagna di comunicazione sociale che racconta episodi reali di discriminazione vissuti da 4 ragazzi in tema di omofobia, body shaming e grassofobia, razzismo e antisemitismo, realizzata con la consulenza di Diversity Lab, organizzazione impegnata a promuovere la cultura dell'inclusione e il valore della diversità, nei media, nelle aziende e nella società civile. Sono le storie di Carlo Maria che ha ricevuto insulti omofobi per aver ballato con il suo compagno durante una festa del liceo, di Elisa che fin dall'età di 12 anni temeva l'estate a causa delle discriminazioni subite per il suo aspetto fisico.
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La storia di Elisa che fin dall'età di 12 anni temeva l'estate a causa delle discriminazioni subite per il suo aspetto fisico

Di Mark che a 15 anni al parco con gli amici si è visto additare e chiamare 'sporco ebreo' da ragazzi più grandi e di Osayi, nata e cresciuta in Italia che, per il colore della sua pelle, convive ogni giorno con gli sguardi di chi la giudica e non la considera un'italiana. Quattro storie da ascoltare che vogliono essere un esempio e anche uno stimolo a reagire e a unirsi ad ACE nella promozione di una nuova cultura del pulito volta a lottare contro l'odio e a prendersi cura degli spazi comuni.
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La storia di Mark che a 15 anni al parco con gli amici si è visto additare e chiamare 'sporco ebreo' da ragazzi più grandi

L'obiettivo è quello di invertire il trend negativo

Anche Gabriella Crafa, vice presidente di Diversity Lab e Fondazione Diversity, è voluta intervenire sull'argomento parlando di come sia possibile invertire questo trend negativo: "Il trend nazionale in tema di discriminazioni in Italia è tristemente noto, come emerge dalle recenti cronache e come confermato anche da questa ricerca". "Per invertire questo trend c'è bisogno di un cambiamento culturale profondo e sistemico, che parta dalle scuole, dalle famiglie, dalle istituzioni, ma anche dalle organizzazioni". "Per questo siamo orgogliosǝ di aver dato il nostro apporto a questa campagna di sensibilizzazione, mettendo al servizio di questo progetto l'esperienza e l'impegno che da dieci anni mettiamo nel promuovere una società più rispettosa e valorizzante delle persone". E ancora: "Abbiamo lavorato a stretto contatto con tutto il team di Ace / Fater Group sul linguaggio e sulla rappresentazione delle storie e delle persone in tutti i contenuti della campagna, coinvolgendo attivistǝ delle categorie sottorappresentate, in un intenso lavoro di confronto e dialogo sui temi della DE&I, nell'obiettivo comune di portare al pubblico un racconto corretto, valoriale e autentico".
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La storia di Osayi che, per il colore della sua pelle, convive ogni giorno con gli sguardi di chi la giudica e non la considera un'italiana

Il progetto 'Scendiamo in Piazza'

Per rendere concreto questo suo impegno a fianco dei cittadini, ACE ha avviato nel 2022 il progetto 'Scendiamo in piazza'. Un progetto itinerante di riqualificazione urbana promosso insieme all'associazione di volontariato Retake e realizzato in collaborazione con l'agenzia educativa La Fabbrica.

L'edizione 2023 ha previsto il coinvolgimento degli studenti delle scuole italiane primarie e secondarie di 1° grado di Roma, Milano Pescara e Palermo in un progetto di sviluppo delle proprie competenze di cittadinanza attiva nella cura del proprio territorio.

Gli studenti sono stati ingaggiati nella scelta di un luogo pubblico di aggregazione e nell'ideazione di una proposta concreta e fattibile per migliorarlo.

Le 4 idee migliori, una per ogni città, saranno realizzate nel corso di eventi pubblici di partecipazione attiva, durante i quali saranno rimossi gli insulti inneggianti forme di odio e organizzati dei laboratori sul linguaggio inclusivo tenuti da Diversity Lab, restituendo a tutta la cittadinanza il nuovo spazio di socialità e condivisione.

Il tour partirà il 23 settembre da Roma, passando il 7 ottobre da Milano, il 20 ottobre a Pescara e si chiuderà l'11 novembre 2023 con la tappa di Palermo.

A supporto del progetto ACE ha sviluppato uno speciale prodotto rimuovi-graffiti e insulti, non in vendita, che verrà utilizzato dagli esperti di Retake durante gli eventi per la rimozione delle scritte che inneggiano all'odio.

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"Saranno proprio i ragazzi i protagonisti del cambiamento", la fiducia verso i giovani della presidente di Retake, Francesca Elisa Leonelli (Instagram)

La speranza nei giovani

L'ultima parola è spettata alla presidente di Retake, Francesca Elisa Leonelli, che ha messo in evidenza l'importanza dei giovani per la riuscita del progetto: "Con 'Scendiamo in Piazza' abbiamo voluto dare spazio ai più giovani. Costruire e trasformare con loro, spazi quotidiani in luoghi più fruibili, di gioco, più sicuri e costruttivi". "Saranno proprio i ragazzi i protagonisti del cambiamento, che in prima persona potranno dare forma alle loro idee e fare esperienza di quanto possano realizzare con gesti semplici e in compagnia. Vedere la città dal loro punto di vista ha sempre molto da insegnare a tutti, dentro e fuori la scuola, e con il progetto non vediamo l'ora di vederlo in concreto!", conclude la donna.