L’altra estate di Alessandro: "Sarò a fianco dei malati terminali nell’hospice di Firenze"

La storia di uno dei cento volontari dell’associazione File che non andranno in vacanza per poter assistere le persone nel percorso di fine vita insieme a medici e infermieri: “Non mi pesa, ricevo più di quel che do”

di CATERINA CECCUTI
26 luglio 2024
A destra Alessandro Bargelli

A destra Alessandro Bargelli

Firenze, 26 luglio 2024 – Potrebbe godersi il sole, il mare o la montagna e, soprattutto, potrebbe sfruttare rilassandosi le meritate ferie, lontano dalla calura infernale che in questi giorni sta affliggendo il capoluogo toscano. Invece Alessandro Bargelli, 60 anni, uno dei cento volontari di File, ha scelto di rimanere a Firenze tutta l’estate, per aiutare le persone assistite nel percorso di fine vita dalla ben nota Fondazione italiana di leniterapia che si occupa di cure palliative e supporto psicologico: "Quest'anno resterò tutto agosto a Firenze e dedicherò quanto più tempo possibile a stare al fianco ai pazienti che attraversano il percorso di fine vita nell’hospice Convento delle Oblate".

Proprio all’interno di questa struttura di assistenza, Alessandro svolge il ruolo di coordinatore dei volontari di File, ed è volontario da oltre 10 anni. "Non mi pesa non andare in vacanza – spiega Bargelli - preferisco dedicare il mio tempo alle persone che ne hanno bisogno. Sono sempre stato così, da piccolo portai un senzatetto in casa di mia nonna perché aveva sete". Una persona, Alessandro, contraddistinta decisamente dalla generosità e dall’altruismo, che ha scelto questo tipo di volontariato perché "fra tutti è quello a cui mi sento più vicino, probabilmente perché conosco bene il mondo dei malati: mia madre ha fatto l’infermiera per 36 anni".

Ad agosto Alessandro resterà a Firenze e potrà prestare servizio all’hospice almeno due giorni su sette, con turni di cinque ore ciascuno, oltre ad andare al domicilio di un paziente a lui affidato. Quando si trova in loro compagnia, Alessandro ascolta gli assistiti, li consola, li supporta, ci scherza persino insieme. "Il motivo per cui non mi pesa stare al fianco dei malati terminali – continua il volontario di File – è che credo di ricevere molto più di quanto io non riesca a dare loro. Le persone alla fine della vita hanno tanto da insegnare, a partire dall'importanza del relazionarsi, infondendo in chi assiste valori veri e un profondo senso della vita".

Stando a contatto con le persone che vivono le ultime fasi della propria esistenza, Alessandro ha imparato moltissime cose, non ultima la capacità di parlare di argomenti difficili, quasi impossibili, come la morte: “È qualcosa che fa parte della vita, ed è un fatto molto più sereno di come tendiamo a immaginarcelo. Ecco, è questo che ho appreso in tanti anni di volontariato."

E come Alessandro sono decine le persone che, in quanto volontari ed operatori sanitari di File, scelgono di non andare in vacanza ad agosto, ma di continuare piuttosto ad affiancare il personale sanitario della Fondazione, che si compone di 22 professionisti tra medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, operatori socio-sanitari impegnati in équipe multidisciplinari, che svolgono il loro lavoro a domicilio, in hospice e nell'Ospedale di Careggi.

“Per quanto riguarda i volontari – spiegano i responsabili -, nelle sedi di Firenze e di Prato si contano 73 persone attive al fianco di File negli hospice dell'ASL Toscana Centro - 10 nell'Hospice di "San Felice a Ema", 19 nell'Hospice "Convento delle Oblate", 13 nell'Hospice "Fiore di Primavera" e 6 tirocinanti -, 11 volontari nell'attività di assistenza domiciliare e 17 facilitatori divisi tra i sette gruppi di auto mutuo aiuto in presenza e i due gruppi online per l'elaborazione del lutto. Insomma, un’intera squadra specializzata nella lotta alla sofferenza, all’abbandono e all’emarginazione, nel momento più delicato della vita di una persona: l’ultimo.