Parigi, le associazioni denunciano una “pulizia sociale” in vista delle Olimpiadi 2024

In occasione dell'evento sportivo, che si terrà dal 26 luglio all'11 agosto, la capitale francese è in piena trasformazione. E questo "rischia di aggravare l'emarginazione sociale delle popolazioni più precarie e vulnerabili"

di EDOARDO MARTINI -
7 febbraio 2024
Olimpiadi di Parigi 2024

Olimpiadi di Parigi 2024

Mancano ancora più di cinque mesi all’inizio dei Giochi Olimpici di Parigi, ma l’evento sportivo è già finito nella polemica. Trasporti, trasferimento dei senzatetto in dei centri temporanei creati in fretta e furia nelle altre regioni, dubbi sulla reale sostenibilità ecologica della competizione ma anche l’impiego di lavoratori in situazione irregolare.

Sono solo alcuni dei problemi che la popolazione francese ha contestato al presidente Emmanuel Macron in vista della 33ª edizione delle Olimpiadi. Ma andiamo con ordine.

I Giochi Olimpici di Parigi tra euforia e preoccupazione

Il 7 gennaio il presidente della Repubblica francese ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram in occasione dei 200 giorni esatti dall’inizio delle Olimpiadi.

“Tra 200 giorni accoglieremo i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Parigi 2024”, ha dichiarato il politico, in un insolito abbigliamento sportivo, con un sacco da boxe dietro di lui e un guantone appeso alla spalla.

Poi ha proseguito: “Accoglieremo i Giochi Olimpici più ecologici della storia: dei Giochi green, che rispettano gli accordi di Parigi; dei Giochi paritari, con lo stesso numero di atleti e atlete”. Prima di ricordare che lo sport è “una delle grandi cause del quinquennio” per il governo, che ha aumentato il tempo dedicato all’attività fisica a scuola.

Insomma un bello spot per i Giochi Olimpici che si svolgeranno dal 26 luglio all’11 agosto, esattamente cento anni dopo la precedente edizione nella capitale parigina. Ma nonostante questo l’evento sportivo non scalda molto la popolazione francese.

Secondo un sondaggio condotto dall’agenzia Odoxa a novembre, infatti, solo il 65% dei francesi è favorevole alla tenuta delle Olimpiadi 2024. Ma tra gli abitanti della capitale e dell’Île-de-France, addirittura il 44%, ritiene che le Olimpiadi di quest’estate siano “una cosa negativa” per la città e per il Paese.

I senzatetto, in occasione dell’evento sportivo, verranno spostati dall’Île de France in dei centri temporanei nelle altre regioni (Instagram)

Il problema dei senzatetto

Se le principali preoccupazioni dei francesi riguardano i costi di questo evento, la capacità organizzativa e la sicurezza, nella capitale e in Île de France i cittadini sono preoccupati principalmente dai problemi legati ai trasporti durante i Giochi e dai numerosi cantieri che punteggiano la Ville Lumière da molti mesi e che, verosimilmente, non saranno completati che in minima parte prima della cerimonia di apertura.

Quella sui trasporti è solo una delle innumerevoli polemiche che hanno costellato gli ultimi mesi. Il trasferimento dei senzatetto (molti dei quali migranti o richiedenti asilo) dall’Île de France in dei centri temporanei nelle altre regioni è la vera protagonista di questi ultimi giorni.

Un’operazione che si è voluto giustificare con la riduzione degli alloggi temporanei durante i Giochi, ma che assomiglia non poco ad un’azione cosmetica per nascondere gli “indesiderabili” della metropoli parigina.

Migranti sgomberati

A Parigi, oggi, è stato sgomberato un altro accampamento di migranti. Secondo diverse organizzazioni umanitarie, le forze dell’ordine hanno proceduto allo smantellamento di un campo sotto al ponte Charles-de-Gaulle, tra le stazioni ferroviarie della Gare de Lyon e della Gare d’Austerlitz, nel tredicesimo arrondissement della capitale.

In un messaggio pubblicato su X, il collettivo Accès au droit ha pubblicato le foto di decine di tende e materassi a terra, sul posto uno schieramento di agenti di polizia. Una cinquantina di migranti, precisano le fonti, sono stati trasferiti a bordo di tre pullman con destinazione Strasburgo, Angers e Orléans, mentre un altro centinaio sono “ripartiti verso altri accampamenti”.

Da diversi mesi, Oltralpe, le associazioni di aiuto alle persone più vulnerabili denunciano una sorta di “pulizia sociale” della regione parigina, in vista delle Olimpiadi 2024.

“Le Olimpiadi rischiano di aggravare l’emarginazione sociale delle popolazioni più precarie e vulnerabili”, il messaggio del collettivo ‘Revers de la Medaillè’ (Instagram)

“Si rischia di aggravare l’emarginazione sociale”

In prima fila contro questa operazione di trasferimento si è schierato il collettivo ‘Revers de la Medaillè’ (‘Rovescio della medaglia’), che riunisce circa 80 associazioni e Ong francesi e canadesi per la difesa dei diritti umani e sociali. Per loro “le Olimpiadi rischiano di aggravare l’emarginazione sociale delle popolazioni più precarie e vulnerabili, come già accaduto in passato”.

“Le espulsioni forzate di popolazioni precarie (clochard, senza-tetto, accampamenti di migranti)”, ha avvertito il collettivo in una conferenza stampa, “ha rappresentato una pesante eredità sociale dei Giochi di Vancouver 2010”. Una situazione che secondo le associazioni rischia ora di riprodursi proprio nella capitale.

Tra Vancouver e la capitale francese, “la realtà di strada è diversa ma le pratiche in termini di persecuzioni ed espulsioni sono molto simili”, deplora Paul Alauzy, coordinatore dell’Ong Médecins du monde nonché portavoce di Revers de la médaille, denunciando diversi mesi di “pulizia sociale” nella regione parigina, tra sgomberi ed espulsioni della polizia, in vista delle Olimpiadi.

Se poi ci mettiamo anche i numerosi progetti edili legati alle Olimpiadi accusati di favorire l’inquinamento, le espulsioni delle persone più fragili dai propri quartieri e lo studio per l’utilizzo dei droni di sorveglianza a riconoscimento facciale come strumenti di sicurezza il gioco della polemica è fatto.

Adesso non ci resta che aspettare il 26 luglio per vedere se questa “Olimpiadi della polemica” si trasformerà, e ce lo auguriamo, in un’Olimpiade segnata da qualche risultato sportivo storico.