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O me la dai o me la prendo: polemica per i cartelli sessisti alla festa in discoteca

Le frasi equivoche sono apparse durante un evento al Blanco Beach Bar di Firenze, ma i gestori si difendono: “Si tratta di uno meme diventato virale, nessun intento discriminatorio“

di LETIZIA CINI -
26 agosto 2023
“Cartelli sessisti” alla festa in discoteca a Firenze, la direzione: “Siamo fortemente dispiaciuti”

“Cartelli sessisti” alla festa in discoteca a Firenze, la direzione: “Siamo fortemente dispiaciuti”

Su un cartello c’era scritto “O me la dai o me la prendo“, su un altro “Check in“ con una freccia indirizzata verso il basso ventre. È accaduto durante un evento in programma al Blanco Beach bar di Firenze, le foto della serata sono poi apparse in un post sulla pagina social del locale, scatenando una serie di polemiche e accuse di sessismo. Il post è stato poi eliminato dopo aver ricevuto una serie di commenti negativi. Tra questi quello postato sulla propria pagina Instagram dal collettivo ‘Le panche network’ commentava: "In un sistema in cui violenze, molestie e sopraffazioni sono all’ordine del giorno, il Blanco ci offre l’esempio concreto di quanto una cultura basata sul possesso e sulla deumanizzazione dei corpi siano egemonica. Quanto, cioè, la narrazione dell’abuso sia forte al punto tale da innervarsi anche nell’industria dell’intrattenimento e del divertimento". Secondo quanto riportato dall’edizione fiorentina del quotidiano La Nazione, che ha scritto della vicenda, i cartelli sarebbero stati tra i gadget forniti da una società esterna per le serate ‘Aerofun’ in programma il venerdì sera fino a fine luglio nel locale fiorentino. Varie le frasi scritte sui cartelli colorati, incluse quelle che hanno dato il via alla protesta.
O me la dai o me la prendo

Il post pubblicato sul profilo Instagram de le_panche.network

I vertici della discoteca, in una nota pubblicata dal quotidiano, si dicono dispiaciuti per quanto accaduto e prendono le distanze: "La direzione - si legge - è fortemente dispiaciuta per essere caduta nella leggerezza di permettere questo tipo di comportamento all’interno del proprio club". Nel testo, i responsabili del locale sottolineano inoltre di essere "consapevoli di quanto le discoteche abbiano un ruolo importante riguardo alla formazione morale e culturale dei giovani ed è per questo che abbiamo prontamente provveduto a rimuovere le foto che ritraevano quei gadget" . Nella nota si spiega anche che l’espressione O me la dai o me la prendo, sarebbe un 'meme' una battuta ripresa "da uno sketch che ha fatto il giro dei social, pronunciata da Lello di Bari circa due anni fa in un video che su Youtube ha fatto 1,6 milioni di visualizzazioni e che ha attirato l’attenzione del web con reinterpetazioni e addirittura dei remix".

O me la dai o me la prendo, ma a cosa rimanda?

In particolare sui cartelli 'incriminati' si potevano leggere frasi del tipo “Check in”, con una freccia indirizzata verso il basso ventre. Ma a scatenare la polemica sono state le parole “O me la dai o me la prendo”, frase che tuttavia – va sottolineato – si riferisce a un meme diventato virale che nulla ha a che vedere con abusi sessismo. La frase "O me la dai o me la prendo” è stata infatti pronunciata da un uomo che a Bari era stato separato dalla sorella. I due, che abitavano insieme, erano finiti separati in due comunità diverse. E l’uomo in questione, durante un momento di crisi, aveva pronunciato a un giornalista le parole “O me la dai o me la prendo” in riferimento alla sorella. Frase che poi è diventata un meme virale.

Le scuse

Tornando alla scritta apparsa sui cartelli durante la festa fuirentina, gli stessi condivisi successivamente su Instagram, dalla pagina ufficiale della discoteca - i responsabili del locale hanno affermato di essere estranei alla vicenda: “Sono gadget forniti da una società esterna per il venerdì sera durante le serate Aerofun”. La direzione si dice “fortemente dispiaciuta” e ha “prontamente provveduto a rimuovere le foto che ritraevano quel gadget”.

Il post pubblicato sul profilo Instagram de le_panche.network

"Una nota discoteca fiorentina, il @blanco_beachbar , ha pubblicato, qualche settimana fa, un post di una serata estiva durante la quale l'organizzazione dell'evento ha distribuito ai partecipanti dei cartelli recanti varie frasi. Una di esse riportava la frase: "O me la dai o me la prendo". In un sistema in cui violenze, molestie e sopraffazioni sono all'ordine del giorno, il Blanco ci offre l'esempio concreto di quanto una cultura basata sul possesso e sulla deumanizzazione dei corpi siano egemonica. Quanto, cioè, la narrazione dell'abuso sia forte al punto tale da innervarsi anche nell'industria dell'intrattenimento e del divertimento. A seguito di numerosi commenti negativi giunti nei giorni scorsi la discoteca ha subito provveduto all'eliminazione dei post in questione. Il Blanco, cioè, non si è preoccupato di commentare l'accaduto. E tantomeno di diffondere una nota di scuse per queste frasi. Traiamo una lezione fondamentale da questa vicenda. La cultura patriarcale e dell'abuso che impera a livello istituzionale e politico non rimane isolata. Al contrario, al fine della sua legittimazione e diffusione, essa attraversa qualsiasi contesto della vita sociale e collettiva: dai luoghi di lavoro alla pubblica amministrazione, dai social alle discoteche. È esattamente in contesti come questo che si assorbe il clima di violenza e misoginia che porta a fatti come quelli di Palermo. La retorica portata avanti da posti come il Blanco fa passare il messaggio che il proprio divertimento possa passare anche sopra il sopruso e l'abuso, e quando questo viene trasmesso in un clima di goliardia e di leggerezza si ha uno dei passaggi fondamentali che porta a interiorizzare la cultura del non rispetto del rifiuto e dell'accettazione di se a tutti i costi, anche con la violenza. Quanto accaduto a Palermo, dove si è consumata una violenza sessuale che ha coinvolto 7 ragazzi ai danni di una ragazza, dimostra che siamo dinanzi ad una violenza sistemica che avviene costantemente sotto i nostri occhi e che trova sostegno in operazioni di marketing come quelle inaugurate dal Blanco.  Condanniamo quanto accaduto e invitiamo a boicottare chi promuove la violenza".