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Paola Cortellesi, la consacrazione di un'artista. Oggi i 50 anni e "C’è ancora domani"

Il compleanno dell'attrice, comica e oggi anche unica regista donna a dirigere uno dei 25 maggiori incassi del cinema italiano

di GIOVANNI BOGANI -
24 novembre 2023
18th Rome International Film Fest

Italian director and actor Paola Cortellesi arrives for the screening of the movie 'C'e' ancora domani' at the 18th annual Rome International Film Fest in Rome, Italy, 18 October 2023. The Festa del Cinema di Roma runs from 18 to 29 October 2023. ANSA/ETTORE FERRARI

Compie oggi cinquant’anni Paola Cortellesi. E certo, non ci poteva essere modo migliore per lei per festeggiare. Il film con cui esordisce alla regia, "C’è ancora domani”, ha superato i 20 milioni di incasso, affermandosi come la pellicola italiana di maggior successo dall’inizio della pandemia. È un successo prepotente, in gran parte inatteso: il segno che il suo film ha intercettato un sentire comune, pensieri e sentimenti che stanno a cuore al pubblico, e che sul grande schermo sono portati alla luce.
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"C'è Ancora Domani" è tra i 25 film con il maggior incasso nella storia del cinema italiano, unico diretto da una donna

Il successo di C'è ancora domani

Vale la pena ricordarlo, “C’è ancora domani” è già fra i primi 25 maggiori incassi del cinema italiano di tutti i tempi. E nel gruppo dei registi di quei film, è l’unica donna. Gli altri sono Roberto Benigni, Checco Zalone, Aldo, Giovanni & Giacomo, Neri Parenti con i suoi cinepanettoni, Paolo Genovese. Insomma, è molto fuori dal comune che si sia imposto, in questo modo, il film d’esordio di una regista donna, girato in bianco e nero, ambientato nel 1946. Poteva passare completamente inosservato, e invece... Invece, il film ieri è stato proiettato anche in Senato, su iniziativa del presidente Ignazio La Russa. La regista, che è anche protagonista del film insieme a Valerio Mastandrea, non ha potuto partecipare per “improrogabili impegni”. E pensare che al film era stato negato, l’anno scorso, il finanziamento del MiC.

Il no dei finanziamenti ministeriali

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Paola Cortellesi premiata alla Festa del cinema di Roma

Nel 2022, il film fu “bocciato” dai tecnici del ministero in quanto “progetto di opera non giudicata di straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, a eventi che caratterizzano l’identità nazionale”. Insomma, proprio gli aspetti del film che vengono messi in rilievo, oggi, dalle recensioni. La decisione della commissione che ha bocciato – in base alla sceneggiatura – il film di Paola Cortellesi porta la data del 12 ottobre 2022. Il ministro della cultura allora in carica non era Gennaro Sangiuliano, che si è insidiato dieci giorni dopo, e che si difende: “Fosse dipeso da me, sarebbe in cima alle opere finanziate”. Ma adesso, col senno di poi, è comunque gioco facile dirlo.

I primi cinquant'anni di Paola Cortellesi

Ma guardiamoli un po’ più da vicino, questi suoi primi cinquant’anni. Paola Cortellesi è nata a Roma il 24 novembre 1973: a vent’anni ha esordito a teatro, ma è con il cinema e la televisione che ha ottenuto la prima grande popolarità. O meglio, la prima grande popolarità la ottiene a 13 anni, quando canta “Cacao meravigliao” nell’immaginaria sigla dello sponsor di “Indietro tutta” di Renzo Arbore.
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Un giovane Paola Cortellesi nel 2009

Verranno, in una progressione praticamente inarrestabile, la radio con Enrico Vaime, la tv con “Macao” condotta da Alba Parietti e poi, soprattutto, con “Mai dire gol”, dove tra imitazioni e personaggi originali diventa una presenza fissa del programma comico. Al cinema, la scopriamo in “Chiedimi se sono felice” con Aldo, Giovanni e Giacomo: lei interpreta Dalia, l’amante di Aldo. Ma contemporaneamente c’è anche la musica, in modi diversi: nel 2004 è fra i conduttori del festival di Sanremo, insieme a Simona Ventura, a Gene Gnocchi e a Maurizio Crozza. E nello stesso anno incide un brano intitolato “Non mi chiedermi”, sigla finale del suo spettacolo “Nessundorma”. È una canzone dal testo ironico, scritta insieme all’allora compagno Rocco Tanica. Mina – e non una persona che passi di lì per caso – la definisce “una delle più belle voci italiane”.

Il cammino multiforme di un'artista straordinaria

Il cammino di Paola diventa sempre più multiforme e sempre più movimentato. In tv partecipa alla trasmissione “Parla con me” di Serena Dandini, al cinema interpreta “Piano, solo” di Riccardo Milani, per il quale riceve la sua prima candidatura ai David di Donatello. Nel 2009 canta nel disco di Claudio Baglionni “Q.P.G.A.”; nel 2011 conduce “Zelig” insieme a Claudio Bisio.
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"Come un gatto in tangenziale"

E in quello stesso anno esce “Nessuno mi può giudicaredi Massimiliano Bruno, in cui interpreta una giovane vedova, escort per necessità. È il primo grande successo popolare, tutto suo: ed è anche per lei il David di Donatello per la miglior attrice protagonista. Gli anni più recenti sono quelli dei grandi successi: è la protagonista nel film di Carlo Verdone “Sotto una buona stella”, per il quale riceve una candidatura ai David. Interpreta poi “La befana vien di notte”, “Ma cosa ci dice il cervello” e “Come un gatto in tangenziale”, accolto con grandissimo entusiasmo dal pubblico. Nel 2020 recita insieme a Valerio Mastandrea in “Figli”, ultima sceneggiatura scritta da Mattia Torre prima della sua morte prematura. Con “C’è ancora domani” apre la Festa del cinema di Roma, vince il premio del pubblico e il premio speciale della giuria. Il resto è cronaca di questi giorni, o meglio: è già, quasi, storia. Paola Cortellesi vive con il marito, il regista e sceneggiatore Riccardo Milani, che ha sposato nel 2011. Hanno una figlia, Laura.