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Elodie si spoglia e il web la ricopre di critiche

Nel 2023, in Italia, una donna non è ancora libera di fare ciò che vuole col proprio corpo. Nel 2023, in Italia, un'artista donna come Elodie non può spogliarsi senza scandalizzare

di GIORGIA BORGIOLI -
26 settembre 2023
Elodie- "A fari spenti"

Elodie- "A fari spenti"

“A fari spenti” è il nuovo singolo della cantante Elodie, uscito il 22 settembre 2023 su tutte le piattaforme streaming e negli store online, una canzone electropop prodotta da Zef e Marz e scritta dalla stessa Elodie, da Elisa Toffoli, Alessandro Pulga e Stefano Tognini. Ma più che spenti, i fari sembrano invece essersi accesi puntando proprio verso la cantante romana uscita dal talent show Amici di Maria de Filippi nel 2016, che avrebbe scandalizzato il web, posando completamente nuda davanti all’obiettivo con soltanto dei lunghi capelli a coprirle il seno per il lancio della canzone. Una "Venere" pop.

Elodie senza veli, il web grida allo scandalo

La foto in poche ore ha sì incantato i numerosi fan della cantante, ma anche scatenato una quantità di polemiche riassumibili in uno dei tanti commenti negativi ricevuti dagli utenti social: “Alla fine di tutti i ragionamenti comunque il messaggio che fare passare è: Donna se non ti spogli non vai da nessuna parte”.
 
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Anni di battaglie e ancora ci si sconvolge

E se qualcuno avesse ancora il dubbio che lo scandalo provocato dalla nudità di un corpo femminile sia oramai cosa più che superata, ciò che è accaduto a Elodie elimina ogni dubbio: il lavoro iniziato da Raffaella Carrà nel 1971 col suo ombelico a vista è, ahimè, andato perduto. Nel 2023 la percezione del corpo femminile è ancora diversa da quella maschile e non solo, oggi esistono anche molti più modi per urlarlo a gran voce.
elodie-nuda-critiche

La mitica Raffaella Carrà nel 1971 sdogana la pancia di fuori

Quell'Italia bigotta che ostacola la libertà sessuale delle donne

A quanto pare, nel 2023 - in Italia - non è ancora ammesso che un’artista donna decida di raccontarsi attraverso canoni da lei scelti e ritenuti adatti al suo progetto artistico come, in questo caso Elodie e come, in molti altri casi, numerosi cantanti uomini che nel tempo hanno deciso di mostrarsi come mamma li ha fatti. Nella società del paradosso in cui viviamo, dove la fisicità viene alimentata e nutrita da algoritmi, dove ogni giorno sui social circolano corpi, non tutti consapevoli e spesso trattati come pura merce e oggetti, il nudo artistico viene messo alla gogna, soprattutto se chi mostra il proprio corpo è donna. Nella società del paradosso, ancora, le donne rivendicano (giustamente) la libertà di decidere su loro stesse e sul proprio corpo; ma poi puntano il dito se a farlo è una donna famosa (la maggior parte dei commenti negativi, arriva proprio da loro).

La replica silenziosa della cantante

Elodie, dal canto suo, ha voluto sia dare una lezione alla miriade di utenti rabbiosi che l’hanno criticata, ma soprattutto rispondere in modo nobile a dei commenti - alcuni molto infimi - ancora basati su una cultura maschilista e antica. Sul suo profilo Instagram infatti, Elodie ha risposto pubblicando nelle stories una serie di immagini che ritraevano colleghi apparsi negli anni completamente nudi sulle copertine di giornali e di album; immagini che, ovviamente, non hanno mai scatenato nessun tipo di polemica.

I precedenti maschili

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Biagio Antonacci posa nudo per Vanity Fair

Come dimenticare la copertina dell’album "Under The Rader", in cui Robbie Williams si arrampica su un’imponente albero con addosso solo un paio di calzini. Oppure, più recentemente, la copertina (poi censurata da Instagram) di Vanity Fair del 2022, dove erano ritratti i due cantanti Mahmood e Blanco nudi, con le mani a coprire i genitali. E non avevano fatto nulla di nuovo. Dieci anni prima di loro, su quella stessa copertina, c'era un Biagio Antonacci 47enne, "vestito" solo di un vinile. La cattiveria di certi commenti sotto la foto di Elodie fanno perdere le speranze - quella poca rimasta - sull'umanità e sull'incapacità umana di giudicare. Ma l'ipocrisia che trasuda da quei commenti, diventa ancora più pericolosa quando gli autori degli stessi navigano all’interno dei social alla ricerca spasmodica di nudità o, ancora più pericolosa, quando a scriverli sono le donne.