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In aereo lontano dai bambini: una compagnia lancia la zona "solo per adulti"

La proposta è destinata a far discutere. Intanto Corendon Airlines dal 3 novembre darà la possibilità, pagando un biglietto più caro, di volare rimanendo in un'area interdetta agli under 16

di CAMILLA PRATO -
31 agosto 2023
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Una zona kid free in aereo, dove accede solo gli adulti: è la nuova possibilità offerta dalla compagnia turco-olandese Corendon Airlines, che permetterà a chi lo vuole di volare restando lontano dai bambini. Ovviamente pagando un prezzo del biglietto più alto: il silenzio ha un prezzo! Una proposta sicuramente destinata a far discutere, che però non è l'unica nel suo genere, anche se tra le prime in Europa.

La zona per "soli adulti" in aereo

La compagnia Corendon dal 3 novembre darà la possibilità di accesso ad una sorta di classe 'premium' economy sui suoi jet Airbus A350 che percorrono la tratta tra Amsterdam e l'isola caraibica di Curacao. Una zona anteriore dell'aereo, dove l'ingresso sarà consentito soltanto alle persone dai 16 anni in su, dove viaggiare lontano dalle grida, dai pianti e dai capricci dei più piccoli.
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La compagnia Corendon Airlines propone una zona kid free nei suoi jet

Si tratta, nello specifico, di un'area di 102 posti separati dal resto dei passeggeri attraverso pareti ad hoc e tende. Il sovrapprezzo per accedere a questa zona varia dal tipo di biglietto: 45 euro per il posto standard, 100 per quello extralarge. Una sorta di sottoclasse - un centinaio di posti rispetto ai 432 presenti sull'Airbus A350 - isolata per persone che viaggiano sulle tratte tra Mitteleuropa e Caraibi o Mediterraneo. Conto corrente permettendo, ovvio, visto che, appunto, il silenzio ha un prezzo.

Il duplice obiettivo

Questa iniziativa ha due scopi: un effetto positivo per gli adulti senza figli, che potranno godersi un volo tranquillo e sicuramente meno rumoroso; e di non costringere i genitori che viaggiano con figli al seguito, soprattutto con bambini molto piccoli, a inseguirli per il corridoio o a tranquillizzarli o ancora a trovare continui stratagemmi per distrarli e non farli scoppiare in pianti disperati, in particolare durante voli molto lunghi. Come detto il caso di Corendon Airlines non è il primo: la compagnia low cost Scoot ha una sezione vietata agli under 12, mentre ormai undici anni fa anche Malaysia Airlines ha annunciato il divieto, per i minori di 12 anni, di viaggiare in una sezione economica da 70 posti a bordo dei jet Airbus A380. In questo caso, però, c'è stato poi un passo indietro: la compagnia è stata costretta a dichiarare che, nel caso il numero di bambini nel ponte inferiore fosse stato troppo elevato, avrebbe ammesso il loro accesso al piano più alto.

Il dibattito sul tema "no kids"

"Per una compagnia come Corendon, scelta per lo più dal turismo 'di piacere' e quindi con cabine ad alto tasso di famiglie con bambini piccoli, posso immaginare che ci siano persone disposte a pagare un extra per stare lontani da quei nuclei familiari e avere più pace e silenzio" dichiara Brett Snyder all'Associated Press.
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L'iniziativa riaccende la querelle tra le famiglie con i bambini e invece le persone che viaggiano sole o comunque senza figli

L'agente di viaggio famoso per il suo blog Cranky Flier (trasvolatore irritabile), ha però spiegato all’agenzia di stampa che "le persone nel fondo della zona adulta potrebbero continuare a sentire i bimbi che piangono, per cui il tutto potrebbe rivelarsi non dissimile da quanto accadeva ai vecchi tempi della zona fumatori, in cui chi si trovava più vicino a quell’area sentiva comunque l’odore delle sigarette". La zona kid free ha un fascino non indifferente per molti viaggiatori e certamente queste compagnie hanno intercettato un interesse su cui poter investire i loro sforzi. Una scommessa redditizia che però fa discutere e rappresenta l'ennesimo atto di una querelle che vede opposte le famiglie con figli piccoli da un lato e gli altri passeggeri dall’altro. Perché se a tutti piacerebbe affrontare un volo tranquillo, soprattutto quelli di diverse ore, è anche vero che non si può precludere ai genitori di bambini di viaggiare insieme a loro o imporre di farlo solo da una certa età in poi. Le polemiche, in questo senso, non riguardano certo solo gli aereo, ma anche locali e ristoranti che espongono fuori il cartello "no kids" oppure che già sui loro siti fanno sapere agli avventori che lì i più piccoli non sono ammessi.