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Pitti Uomo 2024: la moda rincorre il tempo e sfida le convenzioni

Alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 9 al 12 gennaio, il meglio del mondo fashion in mostra: dalla sfida legata al clima ai nuovi stili che superano anche la divisione dei sessi

di MARIANNA GRAZI -
11 gennaio 2024
Pitti uomo

Pitti uomo

A Pitti Uomo c’è chi gira in kilt, sfidando il freddo che ha deciso finalmente di arrivare. Chi con sfarzosi completi dalle tinte sgargianti, viola, arancione e giallo. E poi cappelli (tanti, pare sia il must have della stagione), occhiali (nonostante il sole non si faccia vedere spesso, ma la moda è moda), bomber, cappotti e giacche classiche, ma con dettagli all’ultimo grido, maglioni colorati, camice variopinte, scarpe, cravatte e papillon e borse.
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Fortezza da Basso, Pitti Immagine Moda uomo (Foto Gianluca Moggi/New Press Photo)

Sì, borse, avete capito bene. E anche make up sdoganato – finalmente – anche per l'uomo. Almeno in queste occasioni, in cui davvero anche lui può dire: "Nessuno mi può giudicare". Insomma la moda in tutte le sue sfaccettature e declinazioni, dalle tradizionali a quelle più estrose.

Pitti Uomo: il tema del tempo

Firenze torna ad ospitare, dal 9 gennaio fino a venerdì 12, la più importante piattaforma internazionale di moda e lifestyle uomo. Arrivata alla 105ª edizione si pone di diritto come uno degli appuntamenti più attesi e seguiti a livello nazionale e internazionale, con 832 marchi presenti, di cui il 46% stranieri. Il tema del Tempo, scelto per l'occasione, sfida le convenzioni e scandisce ogni aspetto della kermesse, dalla stagionalità dei capi (e qui il richiamo alla sostenibilità, all'impatto dell'industria della moda sull'ambiente sono d'obbligo) alla storicità dei brand, dalla tradizione di alcuni modelli timeless all'innovazione nei materiali.
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Il tema di questa edizione di Pitti Uomo è il tempo (Foto Gianluca Moggi/New Press Photo)

Gli stilisti e i marchi devono fare i conti sempre di più con le difficoltà odierne nel conciliare il meteo impazzito a causa dei cambiamenti climatici, con temperature estreme che sfidano la convenzionale divisione delle stagioni, con uno stile che sia sempre nuovo, accattivante. Le collezioni stesse, che prima si dividevano in autunno/inverno e primavera/estate, pur mantenendo la dualità devono proporre abiti e accessori che rispondano a esigenze di mercato diverse, legate sia alla crisi economica – e quindi alla scelta, da parte dei clienti, di fare meno acquisti e più mirati (in modo che durino più a lungo) – sia ai sempre più ampi stock di invenduti, che nemmeno i saldi riescono a compensare. Il tempo, insomma mai come in questo periodo sfida il concetto stesso di lusso, di fashion, spingendo le maison a reinventare le modalità stesse del 'fare moda'.

Il mondo del fashion oltre le convenzioni

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La moda che sfida le convenzioni sociali (Foto Gianluca Moggi/New Press Photo)

Ma Pitti Uomo, nel primo dei due appuntamenti annuali che apre la stagione, è anche molto di più, soprattutto in termini di immagine. Perché quello che appare (anche ad occhi profani come quelli di chi scrive) è un mondo colorato, volutamente appariscente, in cui si abbattono le convenzioni sociali a partire da quella di genere. Si chiama Pitti Uomo, è vero. Ma come la stessa realtà sociale chiede non sono pochi i marchi a proporre capi genderless o a presentare per l'occasione anche una sezione femminile. Che si rispecchia nei veri protagonisti di eventi come questo, ospiti, clienti e semplici appassionati o curiosi, che per l'occasione possono sfoggiare i loro pezzi migliori, classici intramontabili o più particolari, che siano abiti o completi magari con sotto un lupetto e sopra un immortale cappotto di cammello, o jeans e felpa stile urban, con sopra (dicevano il must have) un cappello, una cuffia per lo più ma non mancano borsalino e coppola. 
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Dai completi classici allo stile urban, alla kermesse fiorentina ce n'è per tutti i gusti (Foto: Gianluca Moggi/New Press Photo)

Outfit a prova di paparazzi, che facciano sentire per un giorno vere star da passerella, senza paura di essere giudicati o derisi, perché lo stile è nei dettagli e ognuno, almeno per qualche giorno, per le vie di Firenze è libero di sfoggiare il proprio, unico.