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Vigilia di Natale: Gesù cullato da due Madonne e San Giuseppe mette il patriarcato nella bara

La nuova opera della street artist Laika apparsa il 24 dicembre davanti alla sede di Pro Vita a Roma. "È il mio augurio per un futuro senza discriminazioni"

di CAMILLA PRATO -
24 dicembre 2023
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Gesù bambino appena nato, avvolto da un panno arcobaleno (esplicito riferimento alla bandiera Lgbt), è cullato da due mamme, due Madonne, che lo coccolano.

Il bambinello cullato da due Madonne

L'immagine scomoda di una natività alternativa ma altrettanto legittima, apparsa proprio alla Vigilia di Natale a Roma, sulle serrande della sede di Pro Vita e Famiglia, in viale Manzoni.
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Due Madonne coccolano Gesù bambino avvolto da fasce arcobaleno (Laika/Instagram)

A tracciare il provocatorio disegno è stato la street artist Laika, che immortala nella nuova opera le parole tante volte ripetute da Michela Murgia, che il legame tra cristianesimo e mondo Lgbtq+ lo aveva studiato, cercato, scritto e rivendicato in opere come "God Save The Queer" e "Ave Mary". "La famiglia sono le persone che ti scegli", diceva la scrittrice sarda scomparsa lo scorso 10 agosto. E perché allora anche la più sacra di queste non deve poter rappresentare – finalmente – un altro tipo di genitorialità? La reinterpretazione del presepe, un omaggio a Murgia appunto, ha il chiaro intento di accendere anche per le feste un faro su quanto ancora nel nostro Paese ci sia da fare in termini di inclusività, di diritti queer, di riconoscimento di altri tipi di legami costruiti sull'amore e osteggiati dalla legge.

Una bara per il patriarcato

Il secondo poster, invece, tracciato accanto all'altro, ritrae l'altra figura chiave del presepe, il falegname San Giuseppe intento a costruire una bara per il patriarcato.
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San Giuseppe intaglia una bara per il patriarcato (Instagram)

Anche in questo caso il riferimento all'attualità è palese e immediato, visti anche i quotidiani casi di violenza sulle donne, molestie, casi di stalking e femminicidi a cui si assiste, in una drammatica 'normalizzazione' di una cultura, quella patriarcale, che invece dovrebbe essere superata, sepolta, una volta per tutte. "Questo è il mio augurio di buon Natale a tutti gli italiani – dichiara Laika – che sia di buon auspicio per il futuro: un futuro senza discriminazioni, che si lascia alle spalle i cosiddetti 'valori tradizionali', frutto di una società misogina, omofoba e patriarcale. Di quel patriarcato che ancora oggi è responsabile della morte di una donna ogni tre giorni per mano di un uomo".

Laika contro Pro Vita e Famiglia

"La cornice non è casuale", precisa la street artist. "È assurdo che nel 2023 ci siano associazioni sponsorizzate e finanziate dallo stato che promuovano valori medievali, come l'ascolto del battito cardiaco del feto e la cancellazione di uno dei due genitori dai certificati di nascita di famiglie gay. Ognuno ha diritto a fare la proprie scelte riguardo il proprio corpo e il proprio orientamento sessuale". "Vogliamo ringraziare la street artist 'Laika' per il mural con cui ha imbrattato la serranda della sede nazionale di Pro Vita & Famiglia a Roma nella vigilia di Natale", replica Jacopo Coghe, portavoce dei Pro Vita.
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L'opera di Laika è apparsa alla Vigilia di Natale sulle saracinesche della sede di Pro Vita & Famiglia a Roma (Instagram)(Instagram)

"Rappresentando con poca originalità un Presepe arcobaleno con 'due Madonne' ci ricorda che, nella realtà dei fatti, i figli nascono solo grazie a un uomo e una donna, una verità di natura che nessun atto vandalico potrà mai nascondere. Coghe considera infatti una provocazione "banale" il bambinello con due mamme dipinto dall'artista in via Manzoni a Roma. "Quanto all'immagine di San Giuseppe – aggiunge – che intaglia una bara per il 'patriarcato', dipinta sempre dalla cosiddetta artista, segnaleremo alla Digos questo ennesimo riferimento alla morte che ci viene rivolto da attivisti politici di estrema sinistra". Coghe fa riferimento quindi "all'ordigno esplosivo lanciato nel nostro ufficio durante il corteo trans-femminista di Non Una Di Meno del 25 novembre scorso, su cui le indagini sono tuttora in corso".