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La scommessa di Geolier al Festival: “Porto Napoli a Sanremo”. Inclusione o autogol?

Il rapper partenopeo porta in gara all'Ariston la sua "I p’ me, tu p te" in dialetto napoletano. Una scelta che fa discutere e potrebbe trasformarsi in un boomerang

di GIOVANNI BALLERINI -
7 febbraio 2024
Geolier

Geolier

Non si sa se sia più una provocazione o un autogol, ma presentare al Festival della canzone Italiana un brano cantato in napoletano stretto sembra essere più divisivo che inclusivo, almeno per quelli che non masticano a dovere il dialetto partenopeo.

Non si sa se Geolier sia stato preso dalla smania di rispolverare (e rilanciare sotto altre spoglie) il Festival della canzone napoletana (la competizione canora nata a Napoli nel 1952 e cessata nel 1971), ma sicuramente dovremo stare col traduttore stretto in mano quando lui canterà sul palco dell’Ariston la sua “I p’ me, tu p te“.

E bisognerà anche prepararsi per bene prima, visto che online sono pochi i traduttori che funzionano a dovere e quasi nessun link sembra adatto a tradurre testi medio lunghi dal napoletano all’italiano.

“Con I p’me, tu p’te porto Napolia Sanremo”

Sia come sia, con il brano “I p’me, tu p’te” Emanuele Palumbo (questo il nome vero del rapper partenopeo) rivendica l’obiettivo non celato, anzi strombazzato ai quattro venti, di voler portare Napoli e il napoletano a Sanremo.

Poi c’è da capire se la canzone, anche se piacesse molto durante i cinque giorni di Festival, da chi verrebbe in seguito cantata, quindi quale sia il reale bacino di audience per un brano del genere. Anche perché è impensabile che possa rimanere relegato solo alle strade di Forcella, Secondigliano, Scampia o al Quartiere Sanità.

L’altro problema l’ha creato chi ha ammesso questa canzone in napoletano al Festival, permettendo che gareggiasse con le altre in italiano, perché questo crea un precedente che potrebbe stravolgere la dinamica e il significato stesso della kermesse.

Insomma il confine tra completo disastro e prima volta che fa la storia è assai labile, ma fino all’ultimo non è detta l’ultima parola: starà all’Ariston, come ogni anno, pronunciare il suo verdetto, ma saranno poi gli ascolti sulle piattaforme streaming, alla radio e le presenze ai concerti a stabilire il successo o meno del pezzo.

La scommessa di Geolier per il Festival

Tornando al rapper Emanuele Palumbo, in arte Geolier, di sicuro si è fatto conoscere finora per il suo talento poliedrico, per l’identità forte e ben delineata con cui affronta ogni sfida. Il must del giovane rapper è sempre stato quello di essere un artista capace di non ripetersi mai. Ma, questa smania di mostrarsi al suo pubblico in continua evoluzione può anche essere, come dicevamo, un boomerang.

In sostanza, anche per lui, presentare una canzone interamente cantata e rappata in napoletano potrebbe essere una scommessa difficile da vincere. Va detto che il 23enne di Secondigliano sembra non interessarsi più di tanto alle critiche, tanto che è arrivato ad affermare che: “Cantare in napoletano all’Ariston è già una vittoria, replicare l’esperienza all’Eurovision sarebbe fare la storia”.

Un modo spavaldo per lanciare la sfida agli altri cantanti in gara all’Ariston. Vedremo solo nel corso della competizione canora se la sua strategia alla fine sarà più o meno vincente.

Sinora, va detto, che le cose gli sono andate sempre per il meglio. Forte delle sue radici e sempre teso a superare qualsiasi limite geografico e musicale, in pochi anni Geolier è riuscito a diventare infatti un punto di riferimento per l’urban italiano, nonché un nome tra i più richiesti da tutta la scena. Ciò l’ha aiutato nel collezionare, in poco tempo, importanti certificazioni – ben 35 dischi di platino e 19 dischi d’oro – e oltre 1.4 miliardi di streaming audio/video.

Dopo avere mischiato elettronica e rap per parlare di un amore finito, nella serata dei duetti all’Ariston Geolier si collegherà nuovamente con Napoli, il suo ritmo e la sua melodia per cantare con Gigi D’Alessio e con i due rapper Guè, Luchè un medley dal titolo Strade, che raccoglie in sé la frastagliata anima musicale di questo insolito quartetto.

Le prossime tappe

L’incognita Sanremo, comunque si piazzi il suo brano nella finalissima, non peserà comunque sulle prossime avventure musicali del talentuoso rapper, che già il 19 febbraio debutterà su Netflix come giudice (con Fabri Fibra e Rose Villain) del contest musicale Nuova Scena – Rhythm + Flow Italia, uno show in otto puntate dedicato al mondo del rap italiano.

È stata poi già ufficializzata la sua presenza al Lucca Summer Festival 2024: si esibirà in piazza Napoleone venerdì 5 luglio, alle 21.30 come una delle star più attese dell’evento.