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Preciado: “Orlando sono io”. Orlando è libertà, è potere di essere sé stessi

Il primo film del filosofo Paul B. Preciado è un’autobiografia, ma anche la storia di molte persone trans, non binarie. Tratto dal libro omonimo di Virginia Woolf, “Leggendolo, per la prima volta, ho capito che potevo vivere la vita che pensavo fosse la mia”

di GIOVANNI BOGANI -
1 aprile 2024
"Orlando" un film di Paul B. Preciado tratto dal libro di Virginia Woolf

"Orlando" un film di Paul B. Preciado tratto dal libro di Virginia Woolf

Racconta e mostra una umanità nuova, il film “Orlando” di Paul B. Preciado, da giovedì nelle sale italiane, distribuito da Fandango. Racconta e mostra una moltitudine di corpi trans/non binari, che tutti insieme tracciano una sorta di racconto collettivo. Un racconto che prende le mosse dal romanzo omonimo scritto da Virginia Woolf, nel 1928. Un romanzo che diventa “autobiografia” di molte persone oggi. Compresa quella del regista. Che ha chiamato il film “Orlando: la mia biografia politica”.

Filosofo, scrittore, attivista trans, Paul B. Preciado è uno dei massimi esponenti della filosofia contemporanea. I suoi lavori spaziano dai gender studies alla pornografia, alla sessualità, passando per la performance e l’arte contemporanea. Ha insegnato Storia politica del corpo all’università di Parigi VIII e ha diretto l’Independent Studies Program del MACBA di Barcellona. Ha inoltre curato il padiglione di Taiwan della Biennale di Venezia del 2019. Attualmente è filosofo associato presso il Centre Georges Pompidou a Parigi.

Com’è nato il film “Orlando”

Preciado racconta così la genesi del film, in un videomessaggio consegnato al pubblico romano: “Non sono un regista, sono semmai uno scrittore. Non avrei mai immaginato di fare un film”, dice Preciado, che si filma da una camera d’hotel. “Un giorno sono arrivati quelli di ARTE, il canale televisivo culturale franco-tedesco, dicendomi che erano interessati a produrre un film sulla mia vita. Io non volevo che qualcuno raccontasse la mia storia con un punto di vista impreciso. Non volevo che qualcuno mi raccontasse come una persona che è nata appartenendo a un genere, e poi ha avuto una disforia di genere. E insomma, per chiudere il discorso, quasi scherzando, ho detto: ‘Se volete fare una mia biografia, sarà un documentario tratto da ‘Orlando’ di Virginia Woolf’. Ero sicuro di averli spiazzati, e che non si sarebbe più riparlato di questo film. Invece, tutti nella stanza mi hanno detto: ma è un’idea fantastica!! Facciamolo!’. E poco dopo mi hanno detto: ‘Anzi, fallo tu!’. E così abbiamo iniziato”.

"Il libro di Virginia Woolf mi ha reso libero”

“Il libro di Virginia Woolf – spiega Preciado – è stato il più importante della mia vita, fin da quando ero bambino. Ero dalle suore, in Spagna, e non so perché c’era anche questo fra i loro libri. Me lo sono trovato fra le mani per caso, ed è diventato per me più importante della Bibbia, o di un libro di scienza. Sono cresciuto in una famiglia rigidamente cattolica, quasi fascista, nella Spagna degli anni ’60. Questo libro mi diceva, per la prima volta, che potevo vivere la vita che pensavo fosse la mia. Niente e nessuno, prima, mi aveva permesso di pensare che fosse possibile”. “Virginia Woolf”, prosegue Preciado, “ha scritto la mia autobiografia prima che fossi nato”. Così, è nato il film. “Non avevo bisogno di attori professionisti, ma di veri Orlando. Ho incontrato, nei casting, persone straordinarie”.

Le persone del film

Le persone che Preciado ha incontrato, e che appaiono nel film, sono venticinque, tutte trans e non binarie, dagli 8 ai 70 anni. Tutti interpretano il personaggio di Orlando, mentre raccontano anche le loro esistenze. Orlando diventa un essere collettivo con variegati volti, voci e corpi. Basta una gorgiera settecentesca, e ognuno di loro si trasforma in Orlando. I volti e i corpi sono i più diversi: rossetti e barbe, toraci trasformati dalla mastectomia, capelli di ogni colore immaginabile. Ognuno racconta la sua vita, la sua odissea per diventare ciò che è. Il film, in definitiva, immagina un futuro in cui verrà sancita l’abolizione della differenza sessuale alla nascita, sogna la possibilità di una cittadinanza planetaria e non binaria. Il romanzo “Orlando” di Virginia Woolf , pubblicato nel 1928, immagina le avventure di un poeta che cambia sesso, passando dall’essere uomo all’essere donna attraverso i secoli. Ispirato alla vicenda della poetessa Vita Sackville-West, amante della Woolf, “Orlando” è diventato un classico della letteratura femminista, ed ha avuto già una fortunata trasposizione cinematografica nel 1992, con il film “Orlando” diretto da Sally Potter e interpretato da Tilda Swinton, che vinse per questo film il David di Donatello come miglior attrice straniera nel 1993.