William Chiquito, il maestro colombiano che alle pistole ha preferito il violino: "Ora suono per la pace in Ucraina"

di GIOVANNI BALLERINI -
25 marzo 2022
William Chiquito dirige l'Orchestra della Toscana venerdì 25 marzo al Teatro Verdi di Firenze

William Chiquito dirige l'Orchestra della Toscana venerdì 25 marzo al Teatro Verdi di Firenze

"La mia prima esperienza all’Orchestra della Toscana è stata quando facevo la spalla con l’Orchestra giovanile Italiana. Mi ricordo che ero studente, avrò avuto 18 anni, con Gabriele Ferro facemmo la Prima sinfonia di Mahler. Ero al leggio con Andrea Tacchi, un violinista incredibile con cui, anche se ero un allievo e lui un grande maestro, andavo d’accordo: mi piaceva il suo modo di suonare". Da allora a oggi di strada ne ha fatta William Chiquito, il trentatreenne maestro colombiano che, dalla Scuola di Musica di Fiesole è passato alla prestigiosa Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e da marzo 2021 è diventato il primo violino dell’Orchestra della Toscana (Ort). Proprio lui, per una volta anche nelle vesti di concertatore, dirigerà l’Orchestra della Toscana venerdì 25 marzo alle 21 al Teatro Verdi di Firenze in un concerto per la pace dall’avvincente programma che, accanto al celebre quartetto 'La morte e la fanciulla' di Schubert nella trascrizione di Mahler, vede una partitura inedita, a lungo dimenticata, del grande compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco: il suo arrangiamento per archi della Partitura in si minore per violino di Bach verrà eseguito per la prima volta.

William Chiquito dirige l'Orchestra della Toscana venerdì 25 marzo al Teatro Verdi di Firenze (Foto di Marco Borrelli)

Il concerto è stato organizzato per dare un sostegno concreto alla vicina parrocchia ucraina che ha sede alla fine di via dei Lavatori all’angolo con via Isola delle Stinche, nella Chiesa dei santi Simone e Giuda, proprio dietro al teatro Verdi a Firenze. "Siamo vicini alla chiesa del parroco Don Volodymyr Voloshyn, originario di Leopoli, che ci ha confermato che gli italiani sono molto generosi con le donazioni. La chiesa ha ricevuto tanti aiuti, ma la comunità ucraina si sta ingrandendo grazie all’arrivo a Firenze di tanti sfollati, di tanti bambini che hanno bisogno di tante cose – spiega Chiquito -. Hanno il diritto ad essere bambini e noi vogliamo aiutarli raccogliendo fondi, con le nostre armi, cioè con i nostri strumenti. Siamo pacifisti, quello che sappiamo fare è suonare e a loro doniamo un concerto. Nella musica c’è speranza, c'è ispirazione, c’è futuro, c’è apertura mentale. Ce ne vuole tanta oggi". Il suo arrivo dalla Colombia all’Italia come è avvenuto? "Sono arrivato in Italia tanti anni fa grazie a una borsa di studio del grande pittore e scultore colombiano Fernando Botero. Un vero mecenate anche per le 26 scuole di musica di Medellin, che ha sempre sostenuto e a cui ha donato di più di mille strumenti musicali. Anche io ho studiato con un violino donato da lui, poi grazie alla borsa di studio sono entrato in contatto con Pavel Vernikov quando insegnava a Fiesole. Allora sono venuto qua a Firenze, lasciando Medellin, che allora era considerata la città più pericolosa al mondo". Come ha effettuato la scelta fra la pistola e il violino? "Per caso o quasi. C’era una scuola di musica dietro casa mia a cui ho accompagnato mia cugina a fare il test d’ammissione, già che c’ero l’ho fatto anche io e ci hanno preso entrambi. Lei pochi mesi dopo ha lasciato, io sono rimasto con gioia a studiare il violino". Al riparo dalla violenza delle gang del quartiere? "Tanti miei amici e compagni di scuola purtroppo hanno fatto una brutta fine. Era molto facile che succedesse".

Per William Chiquito i musicisti dell'Orchestra della Toscana "sono amici, persone anche più giovani di me, molto cordiali, aperte, fresche" (Foto di Marco Borrelli)

Lei invece ha scelto il violino. L’hanno mai preso in giro o bullizzato per questo? "Mai. Non è mai successo. Per i miei compagni ero quasi un esempio, uno che non si era fatto fregare dal mondo della criminalità e dello spaccio". E ora si sta togliendo tante soddisfazioni? "Sono diventato papà da poco e quella è la soddisfazione più grande. Tutto il resto oggi lo faccio, con un sorriso, con una determinazione diversa. Svegliarmi a Firenze, al Campo di Marte ogni mattina è già una gioia immensa".

William Chiquito proviene da Medellin: "La Colombia è un Paese con tanti problemi di violenza e corruzione, però oggi ci si può vivere" (Foto di Marco Borrelli)

Come è ora la situazione in Colombia? "È migliorata tanto, ma non è la Svizzera. È un Paese con tanti problemi di violenza e corruzione, però oggi ci si può vivere. A differenza di un tempo, non rischi la pelle ogni volta che esci da casa. Medellin, dove sono nato, si è modernizzata in maniera incredibile, oggi è una città moderna piena di musei e biblioteche, con una nuova metropolitana, strade nuove e parchi all’aperto, teatri. Hanno investito molto per tirarla su". Come si trova all’Ort? "Benissimo. Sono molto affezionato ai bravissimi musicisti dell’Orchestra della Toscana. Siamo diventati in poco tempo amici e sono persone anche più giovani di me, molto cordiali, aperte, fresche. Anche per questo sono felice di lavorare con loro".

Il concerto fiorentino del 25 marzo verrà replicato al Teatro Verdi Pisa martedì 29 marzo alle 21 (Foto di Marco Borrelli)

Alla Scuola di Musica di Fiesole si era trovato bene? "Sono stati per me anni molto intensi. Arrivavo quando il portiere doveva ancora aprire il portone e andavo via quando chiudeva la scuola. Ho davvero vissuto a pieno quella scuola per tre o quattro anni: è stata un’esperienza molto ricca in cui ho fatto di tutto. Dal trio, all’orchestra, ai corsi di violino, suonavo col Trio di Parma. Con Bruno Canino, me la sono proprio goduta. Ho lavorato con l’Orchestra Giovanile Italiana e poi sono diventato insegnante di violino. Quello che mi è rimasto addosso è l’entusiasmo che trasmette quell’ambiente, quella scuola nel verde, nella natura con la sua storia, da Piero Farulli al Quartetto Italiano". Tornerà a dirigere in Colombia? "Ho fatto dei concerti come solista, come concertatore non mi è mai capitato sinora. Questa estate comunque ci suonerò di nuovo, con un maestro italiano". Il concerto fiorentino del 25 marzo verrà replicato al Teatro Verdi Pisa martedì 29 marzo alle 21.