Femminicidi colpa dell'istinto animale dell'uomo? Lasciamo stare l'arca di Noè

Le parole del consigliere di Forza Italia Nicola Stanzani durante la seduta per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

di CHIARA CARAVELLI -
29 novembre 2023
Nicola Stanzani

Nicola Stanzani

Nicola Stanzani, professione Noè. Cani, gatti, orsi, giraffe e tartarughe. Il capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Bologna non ha dimenticato nessuno nella sua lunga lista di animali da paragonare agli esseri umani, forse giusto i due liocorni. Una lezione di biologia o zoologia? No, era semplicemente il suo intervento durante la seduta dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Secondo il forzista, il motivo dietro ai femminicidi (in Italia se ne conta uno ogni tre giorni) e alla violenza di genere è da ricondurre all’istinto naturale degli uomini in quanto animali.

Stanzani: "Siamo animali che rispondono agli istinti"

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Il consigliere di Forza Italia a Bologna Nicola Stanzani

"Qualcuno – ha esordito Stanzani leggendo dal suo smartphone – ha parlato di patriarcato come causa sottesa al fenomeno della violenza di genere. A me non convince un granché, forse perché di questo patriarcato, pur non essendo giovanissimo, non ne ho traccia nella mia memoria né tantomeno nella mia quotidianità". Come se il patriarcato fosse qualcosa di tangibile e materiale, in cui ci si può imbattere uscendo di casa per andare al lavoro. "Dovremmo smettere – ha continuato – di trovare in ogni cosa, anche in questa tragedia, una conferma delle nostre posizioni ideali o ideologiche e cercare a tutti i costi lo scontro politico, anche dove ha poco senso". La verità del consigliere comunale è che "noi esseri umani siamo animali. Senza offesa per nessuno, ma è così. La nostra specie appartiene al regno animale, così come i cani, i gatti, gli orsi, le giraffe e le tartarughe. E come le altre specie animali, quanto meno le più evolute, rispondiamo a degli istinti, normalmente diversificati tra esemplari maschi ed esemplari femmine. I maschi spesso presentano istinti predatori e di possesso, le femmine hanno istinti di protezione e di ricerca di protezione. Il tutto in virtù di un istinto di entrambi di conservazione della specie e della stirpe.
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Sono una ogni 3 giorni le donne uccise per mano di uomini che appartengono alla loro cerchia affettiva, familiare o relazionale

Per quanto terribile e ripugnante, è questo che ci dicono i testi di zoologia e di etologia, è l’osservazione della realtà".

Il pericoloso paragone uomo animale

Chissà che libri ha letto o che scienziati ha ascoltato Nicola Stanzani. Rimanendo sull’analogia uomo-animale, forse ha saltato la puntata di Superquark in cui veniva spiegato come gli esemplari femmine di mantide religiosa mangino la testa dei maschi dopo essere state fecondate. Alcuni mammiferi, ad esempio gli ippopotami, mangiano le carcasse dei loro simili in mancanza di altri nutrienti. Metterci a confronto con gli animali non è sbagliato come paragone, ma è anche molto pericoloso. Dire che per natura gli uomini sono possessivi e predatori e le donne sono alla ricerca di protezione, vuol dire veicolare vecchi stereotipi che giustificano i comportamenti violenti. Non c’è niente di naturale nella violenza di genere, bensì è un fattore culturale.
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Secondo il consigliere, però, l'uomo non è solo guidato dall'istinto predatore e con la giusta educazione deve ricordare di avere un cuore, per non usare violenza

Ma non è finita qui. "A differenza degli animali – prosegue Stanzani nel suo intervento – noi esseri umani non siamo solo istinto, anzi il nostro cuore è ben più alto e nobile di quegli istinti. Occorre qualcuno che, senza censurare gli istinti, ci ricordi per esempio che non solo di pane vive l’uomo. E che di fronte all’istintiva e un po’ animale smania di possesso, che si traduce anche in possesso delle donne purtroppo, serve qualcuno che ponga la domanda rivelatrice del nostro cuore: che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima? C’è bisogno di educazione - prosegue il consigliere -, ma non nel senso di impartire regole di convivenza civile, ma in senso etimologico. C’è bisogno che qualcuno ci aiuti a tirar fuori il cuore dell’uomo, perché siamo fatti per amare, non per possedere". Ciò che sta dicendo Stanzani è che l’uomo è possessivo e, per non essere violento e predatore, deve ricordarsi di avere un cuore e non agire secondo i propri impulsi. Non solo, quindi, generalizza l’intero genere maschile, ma si fa portatore di una verità secondo cui la violenza di genere, che vede nel femminicidio l’atto finale, ha a che fare con qualcosa di intrinseco nella natura umana. Sarebbe bello se, dopo le sue affermazioni, qualche uomo si facesse avanti dicendo che no, gli uomini non sono predatori. Che Stanzani non può parlare a nome di tutti, tirando in ballo lezioni improvvisate di etologia. Sarebbe bello che qualche uomo si sentisse offeso e indignato per essere stato paragonato ai gatti e agli orsi, invece di lasciare, come sempre, alle donne il compito di ribattere all’ennesimo discorso maschilista.