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Lucy Letby, ergastolo per l'infermiera killer di neonati

La 33enne inglese condannata al carcere a vita, senza possibilità di libertà condizionale. Ha ucciso 7 bebè e tentato di assassinarne altri 6

di BARBARA BERTI -
21 agosto 2023
Ergastolo per l'infermiera killer Lucy Letby

Ergastolo per l'infermiera killer Lucy Letby

L'infermiera inglese Lucy Letby è stata condannata all’ergastolo, senza possibilità di libertà condizionale, per aver ucciso sette neonati e tentato di assassinarne altri sei. Tutto ciò lo ha fatto mentre lavorava nel reparto di maternità del Countess of Chester Hospital, ospedale pubblico a sud di Liverpool, tra il 2015 e il 2016.
 
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Lo ha stabilito la Manchester Crown Court. Nel leggere la sentenza in diretta tv il giudice James Goss ha parlato di “premeditazione, calcolo e malizia” nelle azioni compiute da Letby, che hanno avuto un “impatto immenso” su molte famiglie. Il giudice ha parlato anche di “profonda malvagità al limite del sadismo” da parte di Letby, che comunque ha continuato a negare i crimini compiuti da operatrice sanitaria. “Non ha mostrato rimorso e non ci sono circostanze attenuanti” ha aggiunto il giudice. Durante il processo è emerso che la giovane si sarebbe accanita sui piccoli, spesso nati prematuri o con patologie, iniettando aria o insulina nel sangue facendoli collassare e morire. Non è però chiaro il movente di questi omicidi.
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L'inglese è stata condannata all’ergastolo, senza possibilità di libertà condizionale, per aver ucciso 7 neonati e tentato di assassinarne altri sei

Durante il processo non è emerso il profilo di una persona con evidenti problemi mentali e il pubblico ministero ha suggerito che Letby si fosse divertita a “far finta di essere Dio” condannando i neonati a morte. Forse l'atto di confessione della donna, nonostante lei abbia negato, è rappresentato dai biglietti trovati dalla polizia a casa sua. In tali biglietti aveva scritto “li ho uccisi di proposito perché non sono abbastanza brava a prendermi cura di loro" e "non avrò mai figli né mi sposerò". La gravità del caso giudiziario conclusosi oggi 21 agosto è stata sottolineata anche dall'intervento del Crown Prosecution Service (CPS), secondo cui la condannata “non sarà mai più in grado di infliggere le sofferenze” da lei causate quando era un'infermiera in un reparto di maternità.
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Ha ucciso 7 neonati e tentato di ammazzarne altri sei quando lavorava al reparto di maternità del Countess of Chester Hospital tra il 2015 e il 2016 (Foto: People)

L’infermiera assente per la sentenza

La pronuncia della sentenza è avvenuta in assenza della condannata, che aveva scelto di restare in cella e non presentarsi in aula scatenando forti polemiche. Anche il premier Rishi Sunak è intervenuto accusando di “codardia” le persone colpevoli di crimini così efferati che non affrontano le loro vittime. Quella inflitta alla 33enne Lucy Letby è una pena massima inferta raramente dalla giustizia britannica. Per la precisione, infatti si tratta della quarta donna nella moderna storia britannica a ricevere una simile condanna. In pratica la 33enne è diventata la serial killer di bimbi più efferata nella storia recente del Regno Unito dopo il verdetto di colpevolezza. Il suo caso non solo ha scioccato un Paese intero ma ha anche gettato un'ombra inquietante sull'intero sistema sanitario nazionale, l'Nhs, già alle prese con cronici problemi organizzativi nonché con casi di malasanità avvenuti negli ultimi anni.
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Dopo un processo durato dieci mesi, la giuria della Manchester Crown Court ha impiegato 22 giorni per raggiungere il verdetto

Lucy Letby, dieci mesi di processo

Dopo un processo durato dieci mesi, la giuria della Manchester Crown Court ha impiegato 22 giorni per raggiungere il verdetto sulla vicenda che colpisce per i metodi letali usati da Lucy Letby: iniettava aria alle sue piccole vittime, le sovralimentava con latte o le avvelenava con l'insulina. In un periodo relativamente breve di tempo, lavorando nell'unità neonatale dell'ospedale di Chester dal 2012 al 2016, ha portato avanti sistematicamente le uccisioni: le sue ultime vittime erano stati due bebè nati da un parto trigemellare e aveva poi tentato di eliminare il terzo senza riuscirci. È stata descritta nel corso del processo come una “fredda calcolatrice” in quanto aveva scelto modi per uccidere che lasciano poche tracce, oltre a far di tutto per coprirle agli occhi dei colleghi del suo reparto, diventati sempre più sospettosi sulla sua attività.
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L'infermiera inglese di 33 anni (The Sun)

Il numero crescente di morti aveva portato all'avvio di un'inchiesta interna già nel 2017. La 33enne era poi finita in manette per ben due volte, nel 2018 e nel 2019, ma era stata poi rilasciata su cauzione in attesa che venissero concluse le indagini da parte della Cheshire Police. Per poi venire incriminata nel 2020 quando i detective avevano raccolto prove a sufficienza su di lei e finalmente incarcerata. Nonostante il processo si sia chiuso con la condanna all’ergastolo, la polizia sta continuando a indagare su altri casi ritenuti sospetti avvenuti al Countess of Chester Hospital e anche al Liverpool Women's Hospital, dove l'operatrice sanitaria aveva svolto un breve tirocinio.