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Oltre la disabilità. Una palestra dove diventare Campioni di Vita nel nome di Simone Borgheresi

8 giugno 2022
TiroArco

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Un grande campione di tiro con l’arco come Simone Borgheresi, personaggio fiorentino conosciuto e amato. Un grave incidente, il lungo ricovero, la dolorosissima riabilitazione. Poi la rinascita sportiva e un sogno partorito durante il lockdown: aiutare coloro che, dopo un incidente, sono stati più sfortunati, le cui lesioni spinali hanno procurato gravi disabilità. Questo era il sogno di Simone, che però non ha fatto in tempo a realizzare. Ma i sogni, si sa, sono contagiosi, e la sua compagna Simona Spini lo sta realizzando per lui. Ha messo in piedi una associazione, ha trovato una struttura di prossima inaugurazione dove permettere a degenti e disabili di praticare attività motoria riabilitativa, così da aiutare le persone a un ritorno alla normalità, sia fisica sia sociale. E questa è la sua straordinaria storia. Simona Spini, chi era per lei Simone Borgheresi?
La chirurga fiorentina Simona Spini abbraccia il suo compagno, lo scomparso campione di tiro con l’arco, Simone Borgheresi

La chirurga fiorentina Simona Spini abbraccia il suo compagno, lo scomparso campione di tiro con l’arco, Simone Borgheresi

“Io e lui ci siamo conosciuti nel 2010 ed è stato amore a prima vista, un colpo di fulmine. Era una persona speciale, e questo lo riconoscono tutti. Aveva la capacità di aggregare le persone, di fare da collante tra tutti. Andava sempre contro i pregiudizi e le divisioni. Pur essendo alto, grosso e forte, per lui nella vita non contava la forza, non vinceva il più forte. Era una persona speciale perché era capace di dare amore senza chiedere nulla in cambio, se non l’amicizia sincera e l’amore”. Come nasce questo progetto? “È nato dalla personalità di Simone e durante il lockdown. Quando ci siamo conosciuti lui era già un tiratore con l’arco, aveva già avuto dei risultati molto buoni, tra cui un terzo posto al campionato italiano. Poi, nel 2011, ha subìto un gravissimo incidente. È stato investito mentre era in moto, è stato ricoverato per due mesi. Poi è iniziata una riabilitazione dolorosissima. Ha avuto un coraggio da leone nel rinascere. L’incidente è avvenuto a settembre del 2011, e a luglio del 2012 Simone già ricominciava a fare le gare ufficiali. Mi ricordo quella volta in cui lui tornò a gareggiare, arrivò ultimo, ma in realtà per lui e per tutti noi che eravamo lì, era una grandissima, meravigliosa vittoria. Il Covid, che ci ha obbligato a un periodo non solo di clausura ma anche, secondo me, di riflessione, e lo dico da medico, ci siamo ritrovati a parlare di un suo sogno. Voleva trovare uno spazio fiorentino da riqualificare, da mettere a disposizione e da utilizzare per chi era stato meno fortunato di lui. Simone sapeva di aver avuto un incidente gravissimo da cui era uscito miracolosamente illeso dal punto di vista neurologico. Diceva sempre: potevo non uscirne, oppure uscire in maniera diversa. E pensava a chi era stato meno fortunato di lui, alle persone che hanno avuto un danno neurologico importante. Da qui l’idea di riqualificare un luogo fiorentino da dedicare a chi esce dal centro spinale. A persone comuni, non a campioni o necessariamente a sportivi, ma a pazienti che magari fanno l’impiegato o il muratore, e che da un incidente escono paraplegici o tetraplegici. E in tutto questo gli sarebbe piaciuto utilizzare il tiro con l’arco, perché è ufficialmente e scientificamente è ritenuto uno sport adatto alla riabilitazione spinale”. Poi però Simone è venuto a mancare
Una foto tratta dall'album dei ricordi dello scomparso campione di tiro con l’arco, Simone Borgheresi

Una foto tratta dall'album dei ricordi dello scomparso campione di tiro con l’arco, Simone Borgheresi

“A quel punto ho sentito dentro di me una forza, una volontà che mi ha portato a dire a me stessa: il sogno di Simone devo realizzarlo io. Non è stato facile, anche dal punto di vista burocratico, ma ho incontrato persone meravigliose che mi hanno aiutato nel far sì che il sogno di Simone si facesse concreto e diventasse realtà. Persone meravigliose come il professor Piero Amati dell’Unità Spinale di Careggi, Gioia Brogi del gruppo sportivo dell’Unità Spinale Firenze Onlus. Un aiuto fondamentale ci è venuto dall’assessore allo sport del Comune di Firenze, Cosimo Guccione, che è un arciere, ha preso a cuore il progetto e ci ha trovato la sede in via Lunga che è il Palarcobaleno. Una bambina ha vinto il concorso per dare il nome alla struttura, che è perfetta per accogliere coloro che hanno disabilità, si trova in una bellissima area verde. È stata risanata e sulla parte muraria un artista ha realizzato un murales e abbellito la facciata. Un altro contributo fondamentale è venuto dal colonnello Giuseppe Marascia degli Arcieri Asd Frecce Azzurre, che presterà la sua opera e la sua abilità all’interno dell’Associazione. Un contributo importante è arrivato dagli Arcieri della Signoria, la nostra storica società fiorentina di tiro con l’arco, dal presidente Riccardo Sborgi che insieme a Daniele Cassiani sono premiati da Tropos. Tra i soci fondatori ci sono Fabio Rossi, Sergio Vannacci, e Paolo Borgogni. Inaugureremo l’attività della struttura tra fine giugno e settembre”. In memoria di Simone ha dato vita anche a un’associazione che porta il suo nome
Oltre la disabilità: una palestra dove rinascere e diventare campioni di vita nel nome di Simone Borgheresi

Oltre la disabilità: una palestra dove rinascere e diventare campioni di vita nel nome di Simone Borgheresi

“L’abbiamo chiamata Aps, Associazione Simone Borgheresi Campioni di Vita e non a caso. Simone voleva impegnarsi per rendere le persone dei Campioni di vita, non di sport, perché a far questo ci pensano le società agonistiche che già ci sono e sono adatte. Quella che non esiste, a livello nazionale, è un’associazione come la nostra. Siamo una primizia e ce la metteremo tutta per portarla avanti, con l’aiuto di amici, colleghi, della città. Lo dico da medico: non esiste in Italia una realtà del genere. Quando i pazienti iniziano la riabilitazione all’interno del centro spinale col professor Amati, hanno a disposizione una palestra e tutta l’assistenza. Nel momento in cui però vengono rimandati a casa, spesso in abitazioni non adatte alla loro situazione, e se non si rivolgono al privato, dopo un mese o due non sono neppure in grado di spingere la propria carrozzina da soli, di andare in bagno. Non hanno una vita sociale e con la nostra Aps pensiamo anche a questo. Faremo eventi sociali ad esempio di scrittura o pittura creativa. Li coinvolgeremo in eventi: una scuola musicale fiorentina ci ha già proposto di organizzare un concerto con le musiche amate da Simone, che era anche un ottimo musicista. Penseremo sia al recupero fisico ma anche al loro recupero sociale”. Simone ha fatto molto per tanti ragazzi.
Daniele Cassiani ha avuto una grave disabilità post natale: Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

Daniele Cassiani ha avuto una grave disabilità post natale: Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

“Ha aiutato Daniele, che ha continuato a tirare con l’arco ed è tra i soci fondatori della nostra Aps, la cui esperienza è molto bella, umanamente e clinicamente. Daniele è un ragazzo che ha avuto una grave disabilità post natale, Simone lo ha seguito personalmente, soprattutto dopo la scomparsa del padre del ragazzo. Daniele attualmente è campione italiano della sua categoria, V1 di tiro con l’arco nonché recordman mondiale. Simone ha seguito, tra gli altri, una ragazza con una displasia dell’anca che lui ha portato ai campionati italiani. Si è impegnato insieme a Sborgi per Alessia, nel trovare una protesi adattabile all’avambraccio della bimba per farla tirare con l’arco. Ha aiutato Viola, che dopo aver subìto tanti interventi per displasia dell’anca a un certo punto smise di tirare con l’arco ed ha proseguito col ballo. Smise anche quando Simone, dagli Arcieri della Signoria fu chiamato in squadra dai Vigili del Fuoco (dove aveva fatto il militare, perciò li aveva nel cuore) e con loro è diventato campione italiano, sia dei vigili del fuoco sia tricolore interforze”. C’è anche una storia dietro a tutto questo, e parte da una rosa. Ce la racconta? “È una storia che mi ha molto incoraggiato nell’andare avanti, grazie alla scrittrice Maria Luisa Bianchi. Io, ogni 24 del mese, metto una rosa sul luogo dell’incidente con un biglietto per Simone. Un giorno trovai un biglietto a mia volta, in cui Maria Luisa mi dava il suo numero e mi chiedeva di raccontarle la storia della rosa. La chiamai ed è nato un rapporto di amicizia molto bello e costruttivo. Maria Luisa mi chiese di raccontare su Facebook questa storia, ma io all’inizio ero resta. Il mese dopo trovai una busta rossa con 800 commenti del gruppo. A quel punto mi decisi a raccontare la storia e ho avuto oltre 1000 riscontri. Da quel momento sono su Facebook dove sono conosciuta come ‘quella della rosa’. Ho fatto nascere un piccolo gruppo Facebook che sarà quello ufficiale dell’Aps, si chiama Un fiore per Simone”.

La testimonianza di Daniele Cassiani

Daniele Cassiani è un ragazzo che ha avuto una grave disabilità post natale, Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

Daniele Cassiani ha avuto una grave disabilità post natale: Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

Daniele Cassiani è un ragazzo che ha avuto una grave disabilità post natale, Simone Borghesi lo ha seguito personalmente, soprattutto dopo la scomparsa del padre del ragazzo “Dalla nascita ho una tetraparesi spastica, tiro con l’arco dal ’96 e a parte i due record mondiali fatti l’anno scorso nelle gare Indoor, ho vinto quattro medaglie internazionali, un bronzo a squadre ai Mondiali, un bronzo mixteam agli Europei, un argento individuale in Coppa Europa e un oro mixteam in Coppa Europa", spiega Daniele Cassiani.
Daniele Cassiani ha avuto una grave disabilità post natale: Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

Daniele Cassiani ha avuto una grave disabilità post natale: Simone Borghesi lo ha seguito personalmente

"Simone Borgheresi lo conoscevo praticamente da sempre -prosegue - , visto che tiro da quando avevo dieci anni, e a parte il rapporto d’amicizia che c’era, ha avuto il grande merito sportivo di avermi presentato il mio attuale allenatore Giuseppe Marascia, con lui l’anno scorso ho realizzato i due record del mondo”.

La premiazione

Nel ricordo dell’atleta Simone Borgheresi, che negli anni scorsi ha partecipato all’evento, l’8 giugno Tropos Club Firenze si terrà alle ore 18 il workshop Campioni di Vita con interventi di relatori illustri, e a seguire ‘Tiro con l’arco’. Saranno premiati da Tropos come ‘Campioni di vita’ Riccardo Sborgi e Daniele Cassiani. La compagna dell’atleta, Simona Spini ha dato vita in sua memoria alla ‘Aps Simone Borgheresi’ che si occupa di riabilitazione di disabili e degenti attraverso questo sport. Dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, torna fino all’11 giugno a Firenze il Tropos Fit Festival alla decima edizione. La kermesse è ricca di sport, cultura, eventi, attività, ma soprattutto premi e divertimento, come spiega il direttore di Tropos e promotore Leonardo Lombardi. L'evento è solo uno dei tanti appuntamenti del festival del fitness aperto a tutti e al quale è possibile partecipare gratuitamente. Si tratta di una gara per raggiungere, ognuno secondo i propri obiettivi e inclinazioni, la forma psicofisica migliore. Il festival ruota attorno alla filosofia dello star bene divertendosi, partecipando ad una vera e propria ‘gara’ dove per vincere basta partecipare.