Patrizia Cavalli è morta, ma la grandezza della sua poesia non ci lascerà mai

di ROBERTA FREZZA -
21 giugno 2022
Patrizia Cavalli è morta all'età di 75 anni

Patrizia Cavalli è morta all'età di 75 anni

“Ma per favore con leggerezza raccontami ogni cosa, anche la tua tristezza”, ma oggi a renderci tristi è proprio lei. Il poeta - così si faceva chiamare - Patrizia Cavalli è morta stanotte a 75 anni. Vera, elegante ed essenziale: così era la sua poesia pur essendo piena di colori, di verità, di vita e vissuto. Da anni ad armi impari combatteva contro un cancro, ma le guerriere come lei restano immortali.

Chi era Patrizia Cavalli?

Nata a Todi nel 1947, Patrizia Cavalli si trasferisce a Roma nel 1968, ed è proprio nella capitale che inizierà una frequentazione che segnerà la sua carriera: “Patrizia, sei poeta, sono felice”, sono queste le parole con cui Elsa Morante suggellava non solo un’amicizia, ma il supporto alla carriera letteraria di una delle penne più valide del panorama italiano contemporaneo. E no, non è un errore. Si è sempre fatta chiamare poeta, “poetessa” la faceva ridere. E proprio a Elsa, dedicherà la sua prima raccolta, Le mie poesie non cambieranno il mondo, pubblicata da Einaudi nel 1974. E non sarà l’ultima: Il cielo (1981), L'io singolare proprio mio (1992), riunite poi nel medesimo anno in Poesie (1974-1992) e ancora Sempre aperto teatro (1999), La guardiana (2005), Pigre divinità e pigra sorte (2006), Datura (2013), Vita meravigliosa (2020), e la sua unica raccolta Con passi giapponesi (2019). "Una delle cose che amo di più nell'italiano delle sue poesie - così ricordava il suo traduttore in inglese Geoffrey Brock - è il modo in cui la sua lingua, così contemporanea, fa uso e ridà vita a certe tecniche tradizionali". La sua grandezza? Riuscire a realizzare i connubi più potenti, unendo la profondità con la leggerezza, il pop con la tradizione, il dolore con la resistenza, la musicalità con l’amore. L’amore raccontato come solo lei sapeva fare, l’amore fatto di condivisione, di assenza, di compromesso e consapevolezza. Un amore fuori dal genere, lesbo eppure universale. A tutti riusciva ad arrivare: qualsiasi età, sesso ed estrazione sociale. Ed è forse in questo che si nasconde la sua vera grandezza. Leggere Patrizia Cavalli non è ammirare un esercizio di stile, ma una cura per l’anima. Una dolce carezza che allevia dal dolore, che nessuno come lei ha saputo raccontare. “La morte vorrei affrontarla ad armi pari anche se so che infine dovrò perdere, voglio uno scontro essendo tutta intera, che non mi prenda di nascosto e lentamente".