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Stupri di Caivano, Meloni annuncia la visita. Il compagno: “Se eviti di ubriacarti, non incontri il lupo”

La premier accoglie l'invito di don Maurizio Patricello: "Bonificheremo l'area". Polemica e sdegno per le parole del giornalista Andrea Giambruno

di BARBARA BERTI -
29 agosto 2023
La premier Giorgia Meloni andrà a Caivano

La premier Giorgia Meloni andrà a Caivano

Per gli stupri a Caivano sono indagati anche due maggiorenni. E Giorgia Meloni annuncia di recarsi al Parco Verde, accogliendo l'invito di don Maurizio Patriciello. Ma le parole del compagno della premier, Andrea Giambruno, sulla violenza sulle donne e l’abuso di alcol fanno discutere.
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Per le violenze sessuale sulle cuginette, indagati anche due maggiorenni

La premier a Caivano ma non per fare “passerella”

All’indomani dalla triste e violenta storia che vede due cuginette di 10 e 12 anni violentate dal branco, don Maurizio Patriciello, il parroco anti-clan di Caivano, aveva scritto alla premier Giorgia Meloni per invitarla al Parco Verde, il luogo secondo molti “abbandonato dallo Stato”. La risposta non è tardata ad arrivare: durante il Consiglio dei Ministri, Meloni ha annunciato la visita, ma non “una passerella”. La premier ha detto che il governo punta a “bonificare l'area” di Caivano, sottolineando che “per la criminalità non esistono zone franche”.
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La premier Giorgia Meloni (Instagram)

Meloni al momento non ha indicato quando andrà a Caivano ma potrebbe farlo già il 1 settembre, giorno in cui il prefetto di Napoli ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Poi, annunciando l'intenzione di “accogliere l'invito di don Patriciello a recarmi sul posto” ha precisato che la sua “non sarà una semplice visita: offriremo sicurezza alla popolazione”. Ha anche aggiunto che il centro sportivo in stato di abbandono, uno dei luoghi dove si sarebbero consumate le violenze del branco, “deve essere ripristinato e reso funzionante il prima possibile”. Don Patriciello ha fatto sapere di essere contento di questa decisione: “Ringrazio Dio e ringrazio la Meloni”. “Ringrazio la presidente del Consiglio che ha accolto il mio invito. Ha mostrato sensibilità. E da credente ringrazio il Signore che ci dà la forza di andare avanti e di non arrenderci” ha aggiunto.
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Nel quartiere Parco Verde due cuginette sono state violentate da un gruppo di adolescenti

Ma intanto a Caivano la vicenda degli abusi di gruppo getta ancora ombre pesanti e tra la gente ci sono sentimenti contrastanti: da un lato la voglia di riscatto del quartiere, dall'altro il desiderio di fuga. Dopo il monito contro omertà e silenzi lanciato proprio da don Patriciello in una chiesa semivuota, nel pomeriggio di oggi, 29 agosto, un gruppo di comitati prova a dare segnali di reazione con una manifestazione indetta a partire dalla parrocchia. C’è, però, anche chi ritiene che l'unica chance sia il “fujitevenne”, il grido rassegnato di Eduardo De Filippo: così i familiari di una delle due piccole vittime, attraverso il loro legale, chiedono allo Stato di aiutarle ad andare via, cambiando città e nome, come avviene per i collaboratori di giustizia, per conquistare un futuro migliore.
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Don Maurizio Patriciello, il parroco anti-clan di Caivano (Instagram)

Stupri sulle cuginette: due maggiorenni indagati

Per quanto riguarda i risvolti giudiziari, invece, sono due i maggiorenni indagati dalla Procura di Napoli Nord per i presunti abusi sessuali avvenuti nei confronti delle cuginette, due bambine di 10 e 12 anni. I ragazzi hanno 19 e 18 anni e sono entrambi a piede libero. Per gli inquirenti fondamentali saranno le analisi dei contenuti dei cellulari sequestrati che dovrebbero prendere il via nei prossimi giorni. Al 19enne - che non risulta legato ai contesti criminali della zona - verrebbe in particolare contestato un singolo episodio avvenuto dopo un contatto via social. L'inchiesta della procura di Napoli Nord procede parallelamente a quella della procura minorile, che si occupa degli indagati minorenni, il cui numero non è noto, anche se, secondo indiscrezioni non confermate, potrebbero essere “numerosi”.
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Anche due maggiorenni tra gli indagati per violenza sessuale al Parco Verde

Giambruno: “Se eviti di ubriacarti, eviti di trovare il lupo”

“Forse dovremmo essere più protettivi nel dialogo e nel lessico. Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti - non ci deve essere nessun tipo di fraintendimento e nessun tipo di inciampo - ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”. La frase di Andrea Giambruno, giornalista di Rete 4 e compagno della premier Giorgia Meloni pronunciata durante la puntata di “Diario del Giorno” ha scatenato (e continua a scatenare) l'ira social. Giambruno, parlando dei casi di violenza di Palermo e Napoli e definendo “bestie” gli stupratori, ha fatto proprie le posizioni espresse da Pietro Senaldi, direttore di “Libero” e ospite della trasmissione. Per evitare i “lupi” - contro i quali anche Giambruno esprime una ferma condanna - Senaldi suggerisce “innanzitutto di non perdere conoscenza, di rimanere capaci di intendere e volere”. Immediata la reazione del web con una vera e propria bufera su Giambruno e i suoi ospiti. Per lo più non riferibili, i commenti sono, comunque, tutti di condanna. Anche la politica interviene e lo fa con la senatrice del Pd Cecilia D'Elia, vicepresidente della commissione d'inchiesta sul Femminicidio.
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La dem Cecilia D'Elia

“Proprio non ci riescono a non colpevolizzare le donne” ha detto. E ha continuato: “La violenza è sempre un po’ colpa loro. Non uscire da sole, non andare dove è buio, non vestirti in modo provocante…" ha tuonato. Quindi ha affondato: “Adesso ce lo spiega anche Giambruno: se non ti ubriachi non ti stuprano. Hai tutto il diritto di ubriacarti ma se eviti di farlo... E niente, alla fine si giudicano le donne e i loro stili di vita. Non è possibile, non è più tollerabile”. “È una concezione sbagliata del rispetto e della libertà delle persone. E un'idea di educazione che va esattamente nel senso contrario a quello che serve” ha proseguito. “A Giambruno dico, quindi, che occorre educare i ragazzi al rispetto, non le ragazze alla prudenza, insegnare loro il valore del consenso, non alle ragazze quello della diffidenza, ma il diritto all'esistenza libera e non il comportamento dimesso. Se una ragazza alza un po’ il gomito può aspettarsi un mal di testa, non uno stupro” ha concluso.