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Stupro di gruppo a Palermo: “Lei era consenziente”. Due dei 7 indagati restano in carcere

S'infiamma la polemica sui social, interviene anche Ermal Meta: "Perché sentiamo la responsabilità morale solo per i carnefici? Come salviamo una ragazza di 19 anni che d'ora in poi avrà paura di tutto?"

di BARBARA BERTI -
21 agosto 2023
Ermal Meta si scaglia contro il branco di Palermo

Ermal Meta si scaglia contro il branco di Palermo

Stupro di gruppo a Palermo: “Lei era consenziente”. Il tribunale del Riesame di Palermo ha confermato il carcere per Angelo Flores e Gabriele Di Trapani, due dei sette ragazzi arrestati con l'accusa di aver violentato, la notte tra il 6 e 7 luglio, una ragazza di 19 anni di Palermo. I giudici, che hanno accolto la tesi della Procura, diretta da Maurizio de Lucia, non hanno ancora depositato le motivazioni della decisione. Il tribunale, inoltre, deve ancora pronunciarsi sulla istanza di scarcerazione presentata dai legali di Cristian Barone, un altro degli indagati.
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Stupro di gruppo a Palermo: “Lei era consenziente”

Stupro, gli indagati si difendono

Venerdì scorso si sono tenute le udienze per Angelo Flores, 22 anni, difeso dall'avvocato Loredana Lo Presti e per Gabriele Di Trapani, 19 anni, difeso dall'avvocato Alessandro Martorana. Oggi 21 agosto è stata la volta di Cristian Barone, 19 anni difeso dall'avvocato Giorgio Zanasi. “In questa fase non abbiamo dichiarazioni da fare”, dicono i legali degli indagati. La linea difensiva varia, ma di poco. Flores ha ribadito anche durante l'interrogatorio lo scorso 4 agosto di essersi limitato a riprendere con il cellulare la scena, e di non avere fatto del male alla giovane. Gli altri ribadiscono che non ci sarebbe stata alcuna violenza e che la ragazza sarebbe stata consenziente. Gabriele Di Trapani lo ha detto davanti ai giudici del tribunale del Riesame respingendo tutte le accuse.
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Palermo stuprano una ragazza “come 100 cani su una gatta”

Ha anche dichiarato che sarebbe stata la vittima a condurre il gruppo al Foro Italico e che era consapevole di partecipare al rapporto sessuale di gruppo. La ragazza, sempre secondo l'indagato, avrebbe chiesto di deviare il percorso per non essere vista dal fidanzato, che lavora in un locale del centro storico. Una tesi che contrasta con le immagini delle telecamere di videosorveglianza in cui si vede la giovane trascinata a forza verso la zona dove si sarebbe consumato lo stupro. Domani, 22 agosto, sono previsti gli interrogatori per gli altri tre arrestati di venerdì scorso. Davanti al gip Marco Gaeta saranno sentiti per l'interrogatorio di garanzia Christian Maronia, 19 anni, Samuele La Grassa, difeso dall'avvocato Salvatore Romeo e Elio Arnao 20 anni, difeso dall'avvocato Gerlando Orlando.
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Il tribunale del Riesame di Palermo ha confermato il carcere per due dei sette indagati per violenza sessuale

La posizione del minorenne

Il minorenne arrestato per la violenza di gruppo, davanti al gip del tribunale per i minorenni Alessandra Puglisi avrebbe chiarito la sua posizione. “Ha raccontato per filo e per segno quello che è successo quella notte. È chiaro che ci sono molte cose che saranno oggetto di approfondimento e in questa fase non sia opportuno rivelare” dice l'avvocato Pietro Capizzi che assiste il giovane. “Ci sono indagini e interrogatori in corso degli altri maggiorenni e al momento è preferibile non dire altro” aggiunge il legale. Un video trovato dai carabinieri in uno dei cellulari degli arrestati lascia pochi dubbi sulla presenza del ragazzo, che nel frattempo ha compiuto 18 anni, nel cantiere abbandonato del Foro Italico dove sarebbe avvenuto lo stupro. La confessione ha portato alla scarcerazione dell'indagato, che adesso si trova in comunità. La procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna ha annunciato già la presentazione di un ricorso contro il provvedimento del gip, ritenendo che si tratta di fatti particolarmente gravi e dunque il giovane deve stare in carcere. “In base al suo racconto - osserva l'avvocato Capizzi - ci sono i presupposti per un percorso di recupero da qui la decisione del gip di attenuare le esigenze cautelari alla luce del racconto fatto che il gip ha ritenuto credibile”.
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Il post Instagram di Ermal Meta

Ermal Meta: "Pene esemplari"

Ermal Meta dice basta alla violenza sulle donne e chiede pene esemplari. L'episodio di cronaca di Palermo, lo ha profondamento indignato tanto da spingerlo a scrivere ben sei messaggi sui suoi profili social, che stanno facendo discutere. "Lì in galera, se mai ci andrete, ad ognuno di voi cani auguro di finire sotto 100 lupi in modo che capiate cos'è uno stupro". È uno de post su Twitter, con cui l'autore di "Non mi avete fatto niente" è intervenuto sulla vicenda. Un chiaro riferimento ai messaggi scambiati dagli indagati dopo la violenza ("eravamo cento cani sopra una gatta"). Su Twitter il cantante ha quindi affermato: "Conosco donne, che da uno stupro non si sono riprese mai più. Che scattano in piedi appena sentono un rumore alle loro spalle, che non sono più riuscite nemmeno ad andare al mare e mettersi in costume da bagno come se non avessero nemmeno la pelle. Vogliamo salvare e recuperare un branco? Ok, sono d'accordo. Ma come salviamo una ragazza di 19 anni che d'ora in poi avrà paura di tutto?". L'artista sottolinea come l'attenzione pubblica si sia concentrata maggiormente sul recupero degli aggressori in carcere o in comunità, mentre poco è stato speso nei confronti della vittima: "Perché la responsabilità sociale la sentiamo nei confronti dei carnefici e non in quelli della vittima?" si domanda. "Se c'è una qualche forma di responsabilità collettiva nei confronti dei carnefici, allora dovremmo provare a sentirci responsabili anche per quella ragazza e per tutte le vittime di stupro perché è a loro che dobbiamo veramente qualcosa, sono le vittime che vanno aiutate a ricostruire la propria vita" prosegue il cantante. A chi sempre su twitter gli risponde facendogli notare siamo "siamo garantisti perché siamo civili. Altrimenti siamo come loro", replica: "sono d'accordo sulle pene certe ovviamente. Perché allora negli ultimi anni i casi di violenza sulle donne sono aumentati in maniera esponenziale?". Su Instagram il cantante scrive: "Quando stupri una donna uccidi il suo futuro, la sua fiducia nel prossimo e nella vita e senza quella fiducia comprometti la sua capacità un domani persino di avere dei figli. Questo compromette l'umanità intera. Lo stupro è un crimine contro l'umanità. Quale è la pena proporzionale per una cosa del genere?".
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"Sulla vittima di uno stupro (di gruppo peraltro) viene esercitata una doppia violenza: fisica e psicologica” commenta Francesco Pira

Stupro, “doppia violenza sulla vittima”

“Ancora una volta sulla vittima di uno stupro (di gruppo peraltro) viene esercitata una doppia violenza: fisica e psicologica” commenta Francesco Pira, professore associato di sociologia all'Università di Messina e coautore del libro “La violenza in un click”. “La notizia delle chat con frasi disgustose e che non attengono ad una società civile, completano un quadro di orrori” aggiunge. “I video sui social dello stupro, i commenti senza confini al rispetto di un altro essere umano, sono i nuovi trofei - prosegue Pira direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale UniMe - da esibire con il proprio network”. “Nella narrazione sui media e sui social, ancora una volta la vittima non esiste, ma vengono raccontate, con dovizia di particolari, le gesta violente di chi ritiene senza valore il corpo di una donna, e soprattutto non comprende quanto quello che è accaduto la segnerà per sempre” prosegue il professore. I messaggi nell'ordinanza di custodia cautelare pubblicati dai media riaprono il dibattito sul confine tra diritto di cronaca e diritto di privacy. “Era giusto pubblicare i video dell'Isis che tagliava le teste dei giornalisti? - si domanda il sociologo - per alcuni sì perché facevano vedere l'efferatezza del gesto e per altri no perché c'era rischio emulazione”. Facendo un parallelo con quanto accaduto a Palermo si è aperto lo stesso dibattito. “Tutti conosciamo cosa è possibile pubblicare e poi sappiamo anche deontologicamente cosa è opportuno” spiega l’esperto. E conclude: “Rimane aperto un grosso problema come arginare un'emergenza fatta di violenza e soprusi poi diffusi sul web. Occorre un piano d'emergenza con esperti al lavoro e formazione nelle scuole di ogni ordine e grado”.