Tutti i femminicidi hanno un solo colore

La violenza sulle donne in Italia non ha etnia: attribuirla a “sensibilità culturali” distoglie dal vero problema, una mentalità patriarcale che ancora vede la donna come proprietà dell’uomo

di VALENTINA BERTUCCIO D’ANGELO
3 aprile 2025
Sono già 10 le donne uccise in Italia nel 2025

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Di fronte al dramma dei femminicidi in Italia – espressione indeterminata perché non c’è un criterio ufficiale per definirli – con una decina di vittime in tre mesi e due nell’arco di tre giorni, possiamo fare tante cose: chiederci quale sia il ruolo del patriarcato, analizzare il contesto sociale e familiare nel quale vivevano vittima e carnefice, cercare migliori strumenti di prevenzione, financo appellarci alla giustizia e alla politica. Di una cosa però non c’è bisogno: distinguere tra etnie. In particolare, segnalare che ci sono “giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne”. E questo non perché la frase potrebbe suonare razzista (e sì, lo suona) ma perché a dirlo si fa una brutta figura di fronte ai numeri. 

Delle donne vittime degli uomini da inizio anno a oggi, la stragrande maggioranza ha perso la vita per mano di uomini italiani: di certo è successo a Sara Campanella, uccisa da Stefano Argentino; a Laura Papadia, uccisa dal marito Nicola Gianluca Romita; a Sabrina Baldini Paleni, uccisa da Franco Pettineo; a Eleonora Guidi, uccisa da Lorenzo Innocenti; a Maria Porumbescu, uccisa dall’ex compagno Emilio Martini; Eliza Stefania Feru, 29 anni, uccisa dal marito Daniele Bordicchia.

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Spiace che a sollevare la questione etnica sia stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Spiace e preoccupa: se assolviamo ragazzi e uomini italiani che avrebbero “la nostra sensibilità”, ci autoassolviamo come Paese e ci togliamo la possibilità di considerare invece ancora molto importante il lavoro di educazione sui giovani. Spiace, preoccupa e indigna: il ministro Nordio a quale sensibilità fa riferimento? A quella di Alessandro Impagnatiello e di Filippo Turetta? A quella degli odiatori online che hanno nel mirino sempre e comunque le donne? Gli italiani (non tutti, si spera non tanti ma in ogni caso ancora troppi) non si sono ancora liberati del concetto del possesso della donna, del controllo di una persona che è “cosa mia”

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“È illusorio che l'intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l'autorità dello Stato, possa risolvere la situazione”, ha detto il ministro Nordio: giusto. “Il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti, che si radicano probabilmente nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone”. Serve, secondo Nordio “un’attività a 360 gradi, educativa soprattutto nell’ambito delle famiglie dove si forma il software del bambino”. Parole sacrosante, ma per favore, lasciamo da parte le etnie. Sul tema della violenza sulle donne tutto il mondo è paese. L’Italia non fa differenza