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Home » Lifestyle » Da Gianluca Vacchi a Carmen Russo: se il paradiso dei vip diventa l’inferno per i domestici

Da Gianluca Vacchi a Carmen Russo: se il paradiso dei vip diventa l’inferno per i domestici

L’ex colf ha denunciato l'imprenditore e influencer per insulti e violenze: “Se non ballavamo bene ci minacciava”. Ma gli altri collaboratori lo difendono: "Non è vero, il capo è buono". Negli anni sono finiti nei guai, tra gli altri, anche Naomi Campbell, Sharon Stone, Enzo Paolo Turchi. Tutto ai danni delle cosiddette ‘schiave moderne'

Maurizio Costanzo
28 Maggio 2022
Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore

Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore

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Tengono in ordine la casa, cucinano, rifanno i letti, vanno a fare la spesa, badano ai figli. Sono i lavoratori domestici, veri e propri angeli della casa, che lavorano in sordina, e permettono molto spesso all’ingranaggio della vita familiare di far fronte a incombenze quotidiane e straordinarie. Tuttavia, in alcuni tristi casi, le domestiche sono, nella vulnerabilità delle quattro mura domestiche, soggette a vessazioni, insulti, vere e proprie violenze.

Gianluca Vacchi, il famoso imprenditore, influencer e deejay che ha raggiunto la popolarità sui social in contesto internazionale.
Gianluca Vacchi, il famoso imprenditore, influencer e deejay che ha raggiunto la popolarità sui social in contesto internazionale.

Più di qualcuno le ha definite le cosiddette ‘schiave moderne’. L’ultimo Sos, ma purtroppo solo in ordine di tempo, è quello che arriva da casa, anzi da villa Vacchi, in Sardegna. Un paradiso di bellezza e relax quella dell’influencer 54enne da 43 milioni di follower tra TikTok e Instagram, che però per i domestici dell’imprenditore bolognese, paradiso proprio non era, anzi.

Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore
Gianluca Vacchi (54 anni) in un frame di un video con suo personale di servizio (immagini dal sito Instagram dell’imprenditore)

Prepotenze ed angherie

E così, dopo l’ennesima prepotenza, una sua oramai ex colf si è rivolta al tribunale del lavoro, stanca di essere maltrattata e sottopagata: a suo dire non avrebbe mai ricevuto nè Tfr nè 70mila euro di straordinari. Eppure di straordinari ne avrebbe fatti eccome la 43enne delle Filippine, che dopo aver lavorato per tre anni per Vacchi, ora ha intentato una causa civile: costretta a lavorare fino a 20 ore al giorno senza interruzioni, riposo settimanale o ferie, laddove il contratto prevedeva 6 ore di lavoro al giorno per 6 giorni a settimana. E non era solo lei a ricevere lo stesso trattamento: anche altri dipendenti si sono lamentati del comportamento di Mr. Enjoy, e per ora altri due domestici si sono fatti avanti.

Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore
Gianluca Vacchi (54 anni) nei video con e il suo personale di servizio (immagini dal sito Instagram dell’imprenditore)

‘Schiavi’ social

Ma c’è di più: i domestici venivano ‘usati’ anche per i video su Tik Tok, e se non ballavano bene o a tempo erano guai: Vacchi andava su tutte le furie, li insultava, li lanciava contro il cellulare, spaccava la lampada delle riprese, gli tirava dietro bottiglie. Si respirava dunque un’aria tesissima a casa di Mr. Enjoy, già gravato dal sequestro di 200mila euro a favore del fratello, per il flop delle sue futuristiche ‘Enjoy Bikes’.

Contratto di riservatezza e multe

Da parte sua Vacchi aveva pensato bene di tutelare la sua immagine pubblica, al punto da pretendere dai dipendenti la firma di un contratto di riservatezza, pena 50mila euro da detrarre dal Tfr. Ma il diavolo, si sa, fa le pentole e non i coperchi. E così la verità è venuta fuori, come in parte mostrano anche i vocali dell’imprenditore, che lasciano poco spazio all’immaginazione: “Adesso mi sono rotto i c…i. I filippini ogni volta che si dimenticano una cosa sono 100 euro di multa”. E si lamenta ancora: “Mi mancano ancora le punture di testosterone. Me le hanno fatte sparire ancora. Io divento una bestia! Si sono dimenticati anche l’alcol. A costo che se ne vadano via, sennò li mando via a calci”. E ancora: “Adesso torno a casa mia. E se vedo un muso lungo gli metto le mani addosso”.

La difesa online dei collaboratori domestici di Gianluca Vacchi

Non ha tardato ad arrivare un filmato in difesa di Gianluca Vacchi firmato da otto fedelissimi di Mr Enjoy. Un video girato “a sua insaputa”, giura Laura Siazzu, unica italiana attorno al tavolo dell’influencer, dove la speaker delle virtù vacchiane e altre sette dipendenti asiatici riuniti attorno al tavolo del capo attaccano la traditrice rivoltasi al giudice del lavoro per ricevere 70mila euro di straordinari e conseguente tfr a suo dire non pagati nonostante incongrue pretese orarie.

 Il personale domestico riunitosi per difendere Gianluca Vacchi, 54 anni
Il personale domestico riunitosi per difendere Gianluca Vacchi, 54 anni

“Non è vero, noi siamo pagati – la risposta alla denunciante – : è lei (l’ex colf filippina Laluna Maricris Bantugon, ndr) che, purtroppo per lei, non ha più l’onore di stare in mezzo a questo team. Noi siamo arrabbiati per quello che abbiamo visto e sentito. Noi lavoriamo per una bellissima famiglia”.  Tutti i dipendenti partecipano alla difesa di Vacchi: “Un normale datore di lavoro che si arrabbia se non vengono fatte le cose come dice lui –  assicurano i dipendenti – . Il dottore ha anche un’umiltà perché poi, quando ti alza le voci, dopo ti chiede scusa”.

Ingiustizie vip

Le ingiuste pretese ai domestici sono purtroppo all’ordine del giorno, e spesso vanno ben oltre il consentito, soprattutto ad opera dei vip.

Maomi Campbel, botte alla colf

La top model Naomi Campbell finì in manette nel 2016

Nel 2016 Naomi Campbell venne arrestata dopo aver mandato all’ospedale, con una ferita alla testa, la domestica 42enne di origine ispanica. La colluttazione sarebbe stata originata dopo che l’ex modella l’aveva licenziata per una serie di furti.

Sharon Stone, offese alla bambinaia

Nel 2013 finì nei guai la bionda irresistibile di ‘Basic Instinct’, Sharon Stone, per aver maltrattato, molestato e ingiuriato con accuse a sfondo razzista la bambinaia di nazionalità filippina. Erlinda Elemen, professione baby sitter, è stata licenziata a febbraio 2011 in seguito a un episodio poco piacevole: l’attrice, infatti, aveva scoperto alcuni pagamenti straordinari non autorizzati e, venendo meno la fiducia, aveva liquidato la dipendente in malo modo. Secondo la tata, però, che aveva lavorato per quattro anni al servizio della sex symbol, Sharon Stone era stata una pessima datrice di lavoro, perché offendeva la sua dipendente con insulti di vario genere, inclusi quelli sulle popolazioni “stupide” delle Filippine. Avrebbe, inoltre, criticato la tata per le sue abitudini religiose, per il suo modo assiduo di frequentare la chiesa locale, per l’abitudine di leggere la Bibbia, e persino per il parlare con i suoi tre figli Roan, Laird and Quinn: Sharon non voleva che imparassero a parlare come lei.

Nel 2013 finì nei guai la bionda irresistibile di ‘Basic Instinct’, Sharon Stone, per aver maltrattato, molestato e ingiuriato con accuse a sfondo razzista la bambinaia di nazionalità filippina
Nel 2013 finì nei guai la protagonista di ‘Basic Instinct’, Sharon Stone, per aver maltrattato e ingiuriato con accuse a sfondo razzista la bambinaia di nazionalità filippina

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa: “Per otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora, in nero”
Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa: “Per otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora, in nero”

Non solo vip stranieri, anche Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa per sfruttamento del lavoro, che li hanno accusati di aver “lavorato otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora e in nero, senza permessi o ferie”. La coppia dello spettacolo era stata  denunciata per lavoro irregolare e violenza privata presso il Tribunale e la Procura di Tivoli. Il racconto dei custodi: “Avevano messo un annuncio, ci siamo trasferiti apposta. Tante promesse ma non ci hanno mai messo in regola. Ci pagavano 500 euro a testa per 10 ore di lavoro, senza ferie, permessi e malattia. Quando ci siamo impuntati Turchi ci ha minacciati e cacciati dalla villa di Formello”. La showgirl, interpellata, inizialmente dice di non conoscerli, poi si ricorda e dice: “Non ne sapevo nulla, se ne occupava il commercialista”.

I casi Weinstein

Non solo domestici: e il caso Harvey Weinstein e gli abusi su assistenti, collaboratrici e segretarie, è solo la punta di un drammatico iceberg.

Nelle nostre case: quante solo le colf in Italia?

Dai dati emersi dal 31° Dossier Statistico Immigrazione, a cura di Idos, poco più della metà dei residenti stranieri in Italia è una donna (51,9%) pari ad oltre 2,6 milioni di persone alla fine del 2020, e più della metà lavora in sole tre professioni: collaboratrici domestiche, badanti, addette alla pulizia di uffici ed esercizi commerciali, e ben il 39,7% è un’addetta ai servizi domestici o di cura. Mansioni precarie, poco tutelate, e come se non bastasse le più colpite dalla crisi da Covid-19.

Secondo la ricerca Domina i datori di lavoro domestico regolari sono 992 mila, in aumento rispetto all’anno precedente (+8,5%)

Secondo la ricerca Domina i datori di lavoro domestico regolari sono 992 mila, in aumento rispetto all’anno precedente (+8,5%)

Colf e domestici: una delle molteplici forme di schiavitù moderne

Oltre a questo, si aggiungono i comportamenti esagerati, le pretese e le vessazioni dei datori di lavoro, non solo dei vip, che ovviamente fanno più clamore. Situazioni che accendono i riflettori su realtà drammatiche, che ci mostrano quanto, ancora oggi, ci sia da fare nella società moderna, per raggiungere una vera, concreta parità di diritti in ambito lavorativo, in tutte le categorie. Colf e domestici: una delle molteplici forme di schiavitù moderne, in un’epoca in cui la schiavitù dovrebbe essere stata, da tempo, abolita.

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Instagram

  • Passa anche da un semplice tasto la possibilità per una donna, vittima di stalking, di salvarsi da chi vuole farle del male. Il tasto di uno smartwatch che, una volta premuto, lancia un’immediata richiesta di aiuto alle forze di polizia. E grazie a questo orologio, Marta (il nome è di fantasia) potrà ora vedere la sua vita cambiata in meglio. La donna aveva smesso di vivere, a causa della relazione asfissiante e malata con il suo ex marito violento che aveva promesso di sfregiarla con l’acido e poi ucciderla e seppelire il suo corpo in un terreno. Ma venerdì scorso a Marta è stato consegnato il primo di 45 smartwatch che saranno distribuiti ad altrettante vittime. L’orologio è collegato con la centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Napoli: appena arriva l’Sos, la vittima viene geolocalizzata e arrivano i soccorsi.

E così Marta ha ripreso la sua vita interrotta per paura dell’ex e delle sue minacce. «Posso uscire più serena e tranquilla dopo mesi e mesi trascorsi rintanata in casa. Grazie a questo orologio mi sento protetta. È vero, devo rinunciare alla mia privacy, ma è un prezzo che sono disposta a pagare.»

Lo scorso 30 novembre i carabinieri del Comando provinciale di Napoli, la sezione fasce deboli della Procura partenopea coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, la Fondazione Vodafone Italia e la Soroptimist international club Napoli hanno annunciato l’avvio del progetto pilota "Mobile Angel", che prevede, appunto, la consegna di questo orologio salvavita alle vittime di maltrattamenti. Il progetto è stato esteso anche alle città di Milano e Torino. Lo smartwatch affidato a Marta è il primo nel Sud Italia. Il mobile angel, spiegano i Carabinieri, rientra in un progetto ad ampio respiro che ha come punto focale le vittime di violenza. Un contesto di tutela all’interno del quale è stata istituita anche la "stanza tutta per sé", un ambiente dove chi ha subìto vessazioni può sentirsi a suo agio nel raccontare il proprio vissuto. 

#lucenews #lucelanazione #mobileangel #napoli
  • Se nei giorni scorsi l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, papà single di Alba, bambina affetta da Sindrome di Down, aveva ri-scritto pubblicamente alla premier Giorgia Meloni per avere un confronto sull’idea di famiglia e sul tema delle adozioni, stavolta commenta quanto sta accadendo in Italia in relazione ai diritti dei figli delle famiglie arcobaleno. 

Ricordiamo, infatti, che lo scorso 12 marzo il Governo ha ordinato, in merito ad una richiesta pervenuta al Comune di Milano di una coppia dello stesso sesso, lo stop a procedere alla registrazione del loro figlio appena nato e impedendo, di fatto, la creazione di una famiglia omogenitoriale. Il veto della destra compatta boccia il certificato europeo di filiazione che propone agli Stati membri di garantire ai genitori residenti in Unione Europea il diritto ad essere riconosciuti come madri e padri dei propri figli nello stesso modo in tutti i Paesi Ue.

“In tutta Europa i figli di coppie gay avranno il riconoscimento degli stessi diritti degli altri bambini. In Italia il Senato, trascinato da Fratelli d’Italia, fortemente contrario, ha appena bocciato la proposta – dice Trapanese in un lungo post sulla sua pagina Instagram -. Quindi, i figli delle coppie omosessuali non sono, per il nostro Paese, figli come gli altri. Questo hanno deciso e detto chiaramente”. Così facendo, “resteranno bambini privi di tutele complete, i cui genitori dovranno affrontare battaglie giudiziarie, sfiniti da tempi lunghissimi, solo perché il loro bimbo venga considerato semplicemente un figlio”. 

Trapanese attacca chiaramente questa decisione: “L’Italia è l’unico paese europeo con un governo che lavora per togliere diritti invece che per aggiungerli. Se la prende con bambini che esistono e vivono la loro quotidianità serenamente in famiglie piene d’amore, desiderati sopra ogni cosa, ma considerati in Italia figli di un dio minore”. Per Trapanese “stiamo continuando a parlare di ciò che dovrebbe essere semplicemente attuato. I diritti non si discutono, si riconoscono e basta. Ma come fate a non rendervene conto?”.

#lucenews #diritti #coppieomogenitoriali
  • Il nuovo progetto presentato dal governatore Viktor Laiskodat a Kupang, in Indonesia, prevede l’entrata degli alunni a scuola alle 5.30 del mattino. Secondo l’alto funzionario il provvedimento servirebbe per rafforzare la disciplina dei bambini.

Solitamente nelle scuole del Paese le lezioni iniziavano tra le 7 e le 8 del mattino: anticipando l’orario d’ingresso i bambini sono apparsi esausti quando tornano a casa. La madre di una 16enne, infatti, è molto preoccupata da questa nuova iniziativa: “È estremamente difficile, ora devono uscire di casa mentre è ancora buio pesto. Non posso accettarlo. La loro sicurezza non è garantita quando è ancora notte. Inoltre mia figlia, ogni volta che arriva a casa, è esausta e si addormenta immediatamente.”

Sulla vicenda è intervenuto anche Marsel Robot, esperto di istruzione dell’Università di Nusa Cendana, che ha spiegato come a lungo termine la privazione del sonno potrebbe mettere in pericolo la salute degli studenti e causare un cambiamento nei loro comportamenti: “Non c’è alcuna correlazione con lo sforzo per migliorare la qualità dell’istruzione. Gli studenti dormiranno solo per poche ore e questo è un grave rischio per la loro salute. Inoltre, questo causerà loro stress e sfogheranno la loro tensione in attività magari incontrollabili”. Anche il Ministero per l’emancipazione delle donne e la Commissione indonesiana per la protezione dei minori hanno espresso richieste di revisione della politica. Il cambiamento delle regole di Kupang è stato anche contestato dai legislatori locali, che hanno chiesto al governo di annullare quella che hanno definito una politica infondata.

Tuttavia il governo centrale ha mantenuto il suo esperimento rincarando la dose ed estendendolo anche all’agenzia di istruzione locale, dove anche i dipendenti pubblici ora inizieranno la loro giornata alle 5.30 del mattino.

#lucenews #lucelanazione #indonesia #scuola
  • Quante ore dormi? È difficile addormentarsi? Ti svegli al minimo rumore o al mattino rimandi tutte le sveglie per dormire un po’ di più? Soffri d’insonnia?

Sono circa 13,4 milioni gli italiani che soffrono di insonnia, secondo le ultime rilevazioni di Aims - l
Tengono in ordine la casa, cucinano, rifanno i letti, vanno a fare la spesa, badano ai figli. Sono i lavoratori domestici, veri e propri angeli della casa, che lavorano in sordina, e permettono molto spesso all’ingranaggio della vita familiare di far fronte a incombenze quotidiane e straordinarie. Tuttavia, in alcuni tristi casi, le domestiche sono, nella vulnerabilità delle quattro mura domestiche, soggette a vessazioni, insulti, vere e proprie violenze.
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Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore
Gianluca Vacchi (54 anni) in un frame di un video con suo personale di servizio (immagini dal sito Instagram dell'imprenditore)

Prepotenze ed angherie

E così, dopo l’ennesima prepotenza, una sua oramai ex colf si è rivolta al tribunale del lavoro, stanca di essere maltrattata e sottopagata: a suo dire non avrebbe mai ricevuto nè Tfr nè 70mila euro di straordinari. Eppure di straordinari ne avrebbe fatti eccome la 43enne delle Filippine, che dopo aver lavorato per tre anni per Vacchi, ora ha intentato una causa civile: costretta a lavorare fino a 20 ore al giorno senza interruzioni, riposo settimanale o ferie, laddove il contratto prevedeva 6 ore di lavoro al giorno per 6 giorni a settimana. E non era solo lei a ricevere lo stesso trattamento: anche altri dipendenti si sono lamentati del comportamento di Mr. Enjoy, e per ora altri due domestici si sono fatti avanti.
Gianluca Vacchi e il suo personale di servizio dal sito Instagram dell'imprenditore
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'Schiavi' social

Ma c’è di più: i domestici venivano ‘usati’ anche per i video su Tik Tok, e se non ballavano bene o a tempo erano guai: Vacchi andava su tutte le furie, li insultava, li lanciava contro il cellulare, spaccava la lampada delle riprese, gli tirava dietro bottiglie. Si respirava dunque un’aria tesissima a casa di Mr. Enjoy, già gravato dal sequestro di 200mila euro a favore del fratello, per il flop delle sue futuristiche ‘Enjoy Bikes’.

Contratto di riservatezza e multe

Da parte sua Vacchi aveva pensato bene di tutelare la sua immagine pubblica, al punto da pretendere dai dipendenti la firma di un contratto di riservatezza, pena 50mila euro da detrarre dal Tfr. Ma il diavolo, si sa, fa le pentole e non i coperchi. E così la verità è venuta fuori, come in parte mostrano anche i vocali dell’imprenditore, che lasciano poco spazio all’immaginazione: “Adesso mi sono rotto i c...i. I filippini ogni volta che si dimenticano una cosa sono 100 euro di multa”. E si lamenta ancora: “Mi mancano ancora le punture di testosterone. Me le hanno fatte sparire ancora. Io divento una bestia! Si sono dimenticati anche l’alcol. A costo che se ne vadano via, sennò li mando via a calci”. E ancora: “Adesso torno a casa mia. E se vedo un muso lungo gli metto le mani addosso”.

La difesa online dei collaboratori domestici di Gianluca Vacchi

Non ha tardato ad arrivare un filmato in difesa di Gianluca Vacchi firmato da otto fedelissimi di Mr Enjoy. Un video girato "a sua insaputa", giura Laura Siazzu, unica italiana attorno al tavolo dell’influencer, dove la speaker delle virtù vacchiane e altre sette dipendenti asiatici riuniti attorno al tavolo del capo attaccano la traditrice rivoltasi al giudice del lavoro per ricevere 70mila euro di straordinari e conseguente tfr a suo dire non pagati nonostante incongrue pretese orarie.
 Il personale domestico riunitosi per difendere Gianluca Vacchi, 54 anni
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"Non è vero, noi siamo pagati - la risposta alla denunciante - : è lei (l’ex colf filippina Laluna Maricris Bantugon, ndr) che, purtroppo per lei, non ha più l’onore di stare in mezzo a questo team. Noi siamo arrabbiati per quello che abbiamo visto e sentito. Noi lavoriamo per una bellissima famiglia".  Tutti i dipendenti partecipano alla difesa di Vacchi: "Un normale datore di lavoro che si arrabbia se non vengono fatte le cose come dice lui -  assicurano i dipendenti - . Il dottore ha anche un’umiltà perché poi, quando ti alza le voci, dopo ti chiede scusa".

Ingiustizie vip

Le ingiuste pretese ai domestici sono purtroppo all’ordine del giorno, e spesso vanno ben oltre il consentito, soprattutto ad opera dei vip.

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Nel 2016 Naomi Campbell venne arrestata dopo aver mandato all’ospedale, con una ferita alla testa, la domestica 42enne di origine ispanica. La colluttazione sarebbe stata originata dopo che l’ex modella l’aveva licenziata per una serie di furti.

Sharon Stone, offese alla bambinaia

Nel 2013 finì nei guai la bionda irresistibile di ‘Basic Instinct’, Sharon Stone, per aver maltrattato, molestato e ingiuriato con accuse a sfondo razzista la bambinaia di nazionalità filippina. Erlinda Elemen, professione baby sitter, è stata licenziata a febbraio 2011 in seguito a un episodio poco piacevole: l’attrice, infatti, aveva scoperto alcuni pagamenti straordinari non autorizzati e, venendo meno la fiducia, aveva liquidato la dipendente in malo modo. Secondo la tata, però, che aveva lavorato per quattro anni al servizio della sex symbol, Sharon Stone era stata una pessima datrice di lavoro, perché offendeva la sua dipendente con insulti di vario genere, inclusi quelli sulle popolazioni “stupide” delle Filippine. Avrebbe, inoltre, criticato la tata per le sue abitudini religiose, per il suo modo assiduo di frequentare la chiesa locale, per l’abitudine di leggere la Bibbia, e persino per il parlare con i suoi tre figli Roan, Laird and Quinn: Sharon non voleva che imparassero a parlare come lei.
Nel 2013 finì nei guai la bionda irresistibile di ‘Basic Instinct’, Sharon Stone, per aver maltrattato, molestato e ingiuriato con accuse a sfondo razzista la bambinaia di nazionalità filippina
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Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa: “Per otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora, in nero”
Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa: “Per otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora, in nero”
Non solo vip stranieri, anche Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi nel 2021 sono stati denunciati dai domestici della loro villa per sfruttamento del lavoro, che li hanno accusati di aver “lavorato otto mesi sfruttati a 2 euro l’ora e in nero, senza permessi o ferie”. La coppia dello spettacolo era stata  denunciata per lavoro irregolare e violenza privata presso il Tribunale e la Procura di Tivoli. Il racconto dei custodi: “Avevano messo un annuncio, ci siamo trasferiti apposta. Tante promesse ma non ci hanno mai messo in regola. Ci pagavano 500 euro a testa per 10 ore di lavoro, senza ferie, permessi e malattia. Quando ci siamo impuntati Turchi ci ha minacciati e cacciati dalla villa di Formello”. La showgirl, interpellata, inizialmente dice di non conoscerli, poi si ricorda e dice: “Non ne sapevo nulla, se ne occupava il commercialista”.

I casi Weinstein

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Colf e domestici: una delle molteplici forme di schiavitù moderne

Oltre a questo, si aggiungono i comportamenti esagerati, le pretese e le vessazioni dei datori di lavoro, non solo dei vip, che ovviamente fanno più clamore. Situazioni che accendono i riflettori su realtà drammatiche, che ci mostrano quanto, ancora oggi, ci sia da fare nella società moderna, per raggiungere una vera, concreta parità di diritti in ambito lavorativo, in tutte le categorie. Colf e domestici: una delle molteplici forme di schiavitù moderne, in un’epoca in cui la schiavitù dovrebbe essere stata, da tempo, abolita.
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