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Grafologia: dimmi come scrivi e ti dirò chi sei. Una disciplina utile e democratica

Patrizia Giachin, grafologa specializzata in profili psicoattitudinali, ci racconta quanti aspetti di una persona si possono scoprire grazie alle applicazioni di questa scienza davvero inclusiva

di CATERINA CECCUTI -
30 gennaio 2024
Scrivimi e ti dirò chi sei. È incredibile quanto abbiano potuto ampliarsi negli ultimi anni gli ambiti di intervento della grafologia, una disciplina antica capace di destare interesse già nel IV secolo a.C., quando il filosofo greco Aristotele venne attratto dall’espressività del segno grafico, intesa come sintesi dell’elaborazione mentale e verbale. Nel II secolo d.C. lo storico romano Svetonio, autore della Vite dei dodici Cesari, descrisse alcune caratteristiche della grafia di Ottaviano Augusto, quasi a sottolinearne l’originalità, in perfetta sintonia con la (particolare) personalità dell’imperatore. Ancora: nel 1622 Camillo Baldi, professore di Logica e Metafisica all’Università di Bologna, pubblicava il trattato Come da una lettera missiva si conoscono la natura e le qualità dello scrivente, in cui sottolineava soprattutto il modo di fraseggiare e di esprimere i concetti.

L'analisi del segno grafico 'scanner' della personalità

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L'analisi del tratto grafico della persona racconta molte cose della sua personalità

Insomma, non è una novità che il tratto grafico sia capace di raccontare tante cose di una persona, e sempre più cose ha imparato a raccontarne con il passar del tempo, l’evoluzione sociale e l’incalzare della tecnologia, tanto che oggi, prendendo carta e penna e scrivendo alcune frasi, possiamo svelare aspetti di noi stessi che neanche sospettavamo di avere, ma che i dottori esperti della disciplina riescono tranquillamente a portare alla luce. “Dall’interpretazione del movimento grafico ottenuta attraverso i segni grafologici si è passati alla firma grafometrica, che rileva il comportamento biometrico di posizione, velocità e pressione registrati durante la firma - racconta Patrizia Giachin, grafologa specializzata in profili psicoattitudinali -. Questi studi aprono nuovi scenari di analisi che consentono di individuare parametri caratteristici altrimenti non identificabili. Inoltre l’aumento dei casi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (disgrafia, dislessia, discalculìa) ha introdotto nuovi approcci allo studio delle difficoltà grafo-motorie con l’obiettivo di superare il gap". Nata a Modena nel ’68, la dottoressa Giachin è esperta in grafologia giudiziaria e criminalistica e specializzata in grafologia pedagogica, orientamento scolastico e rieducazione alla scrittura. Vale a dire che è capace di analizzare la grafia di adulti e bambini, il che le permette di supportare studenti con Dsa, ma anche di portare il proprio contributo all’individuazione delle attitudini professionali di un candidato, nel momento della selezione delle risorse umane. Dottoressa, cosa si può scoprire dalla grafia di una persona? "Partendo dalla premessa che non esiste un metodo naturale, individuale ed indistinguibile come la grafia per valutare o conoscere sé stessi, possiamo dire che costituisca uno strumento essenziale per comprendere nel profondo una persona, le sue effettive capacità, le sue attitudini e inclinazioni. Attraverso l’analisi grafologica, infatti, è possibile creare il profilo psicoattitudinale innato di una persona, da cui scaturiscono ulteriori elementi sulla personalità come il temperamento, le forze motivazionali, le dinamiche personali, le attitudini, ma anche le paure e le incertezze.
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Patrizia Giachin, grafologa specializzata in profili psicoattitudinali

In questo modo si rende consapevole la persona dei propri difetti, ma anche dei propri pregi e potenzialità, aiutandola ad utilizzarli al meglio - secondo la propria predisposizione - anche sul piano professionale".

La grafologia applicata a vari ambiti, dall'HR alla giudiziaria

Nel corso della sua carriera ha potuto esercitare in vari ambiti, anche molto differenti tra loro… "La grafologia trova applicazione in diversi ambiti. Oltre ad essere un valido supporto per l’HR, sia nella fase di recruitment sia nella riorganizzazione interna, si ricorre a questa disciplina anche a livello personale per la cura, la crescita e il benessere della persona. Nell’ambito scolastico, invece, viene utilizzata come strumento per l’orientamento agli indirizzi di studio più congeniali, il miglioramento del metodo di studio e l’individuazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA); mentre in quello medico, attraverso l’analisi del ritmo del tracciato grafico, si possono anticipare eventuali patologie quali Alzheimer e Parkinson. Ma anche, e soprattutto, nell’ambito forense si ricorre alla grafologia per determinare paternità testamentaria, contraffazione di falsi, valutazione di scritti anonimi, lettere minatorie, murali e anche scritture suicide, infine per la certificazione di autografi e firme su opere d’arte.” In che modo, per esempio, la grafologia può essere utile nella selezione del personale di un'azienda? "La grafologia sta prendendo piede anche all’interno delle aziende come supporto ai dipartimenti delle risorse umane per la selezione e valutazione di nuove figure professionali, la riorganizzazione interna e la prevenzione del burnout, intervenendo a supporto del benessere, della realizzazione e della soddisfazione dei dipendenti. Al di là di quello che è possibile apprendere da un curriculum o da ciò che emerge da un colloquio, questo tipo di analisi consente di valutare un candidato anche dal punto di vista dell’affidabilità, onestà, etica lavorativa, reattività, tipo di intelligenza, ma anche delle sue doti di leadership, capacità di resilienza ed attitudine al problem solving, oltre che alla predisposizione al lavoro in team: insomma, tutti elementi essenziali per comprendere realmente chi si ha di fronte e per valutare se c’è una reale corrispondenza con le peculiarità professionali richieste.
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La dottoressa Giachin

Con il mio metodo, questo specifico risultato lo si può ottenere facendo un match tra il job profile, (il profilo ideale del candidato identificato dall’azienda) e il profilo psicoattitudinale per trovare il candidato che realmente corrisponde al ruolo. Oltre a questo, si aggiunge anche una valutazione di relationship con l’obiettivo di creare team di lavoro sinergici ed evitare situazioni conflittuali". Può raccontarci qualche episodio nel quale, grazie alla grafologia, ha potuto dimostrare l'inadeguatezza di candidati insospettabili (o viceversa)? "Diversi sono gli episodi e i casi con cui mi sono confrontata che dimostrano l’efficacia dell’analisi grafologica per smascherare, per esempio, un caso di 'infedeltà' aziendale da parte di un dipendente che ha poi portato alla necessità di creare un profilo psicoattitudinale dei candidati prima della loro assunzione, in modo da verificare le loro doti di onestà, lealtà, affidabilità ed etica lavorativa. Ma anche nell’ambito della valorizzazione delle risorse interne sono stata coinvolta per individuare tra i dipendenti di un’impresa il candidato ideale da promuovere ad un ruolo manageriale, gestendo quegli aspetti conflittuali che spesso insorgono nella promozione di un soggetto piuttosto che di un altro". Nel corso della sua carriera, attraverso la grafologia è riuscita a sfatare anche qualche mito, relativo per esempio all'inadeguatezza lavorativa di persone con problemi o disabilità di vario genere? "Non mi è mai capitato che venissero messe in discussione le qualità di disabili, che tra l’altro, posseggono determinazione e caparbietà invidiabili. Posso però citare il caso di una ragazza che nascose al proprio datore di lavoro la sua dislessia e disgrafia, con conseguenti difficoltà nello svolgimento delle sue mansioni di back office. Dietro mio suggerimento, parlò delle sue problematiche al titolare, iniziò ad utilizzare strumenti compensativi - anziché carta e penna - e fu ricollocata alla reception, migliorando così il proprio operato e la propria soddisfazione. Non solo, in questo nuovo ruolo, apprese le sue vere attitudini: capacità comunicative e abilità nel gestire il contatto con il pubblico, che la portarono in seguito a prediligere il lavoro di commessa, in cui oggi si sente finalmente realizzata".
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Giachin: "L'analisi grafologica è interdifferenziale"

In base al tratto grafico, quali sono le differenze/caratteristiche di genere più tipiche, in ambito professionale? “La grafologia è interdifferenziale e vede l’individuo nella sua interezza. Le uniche caratteristiche a cui non si riesce a risalire tramite la grafologia, infatti, sono l’età e il genere. Fino a qualche anno fa, si credeva che le donne fossero più sensibili degli uomini e che questi fossero più obiettivi nel prendere decisioni. Anche l'istruzione ha svolto un ruolo importante e fortunatamente i modelli culturali di un tempo sono ormai superati: le persone possono esprimere la propria individualità più liberamente. Oggi, sappiamo che la sensibilità di una persona non è determinata dal sesso, ma dalla sua natura, come anche l’attitudine al raziocinio, la volontà, la determinazione e che l'intelligenza si può sviluppare e accrescere. Per questo, l’analisi della scrittura è un’analisi oggettiva dell’individuo che non fa differenze di genere".