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Quanto fa bene la realtà su BeReal: l’autentica e sincera qualità del tempo non perduto

La caccia all’ultimo like, cuoricino o reaction si spegne sul social in cui si può essere esattamente come familiari e amici ci vedono

di SERENA VOTANO -
28 ottobre 2022
BeReal

BeReal

Darsi un appuntamento a un orario preciso, incontrarsi e scambiarsi un sorriso, condividere i pochi attimi passati insieme. L’autentica e sincera qualità del tempo che, per una volta, non è perduto, un tempo in cui finalmente siamo onesti con noi stessi e con gli altri. No, non ci troviamo davanti a scuola e questo non è “Il tempo delle mele”. BeReal più che un social è una provocazione intelligente nei confronti di Instagram e di TikTok, nei confronti degli influencer e del patinato mondo in cui tutti cercano di apparire belli, ricchi e felici, nei confronti della necessità dei giovanissimi di piacere sulle piattaforme social.

Cos’è BeReal? Com’è nata e come funziona?

BeReal

"BeReal - Your friends for real"

"BeReal – Your friends for real" è un’app nata nel 2020 da due ragazzi francesi: Alexis Barreyat e Kévin Perau. Dopo due anni di discreto successo in Francia è esplosa negli Stati Uniti per poi diffondersi nel resto del mondo. Il motto della piattaforma è “BeReal is life, real life, and this life is without filters”. Cioè pubblicare foto senza filtri, senza la paura di apparire in disordine, più buffi, esattamente come siamo. Come funziona? L’app è molto semplice. A un orario preciso ogni utente riceve una notifica che recita “È l’ora di BeReal”, dovrete cliccarci su rapidamente. L’app vi chiederà di scattare simultaneamente due foto: la prima con l’obiettivo anteriore del cellulare, quello per i selfie, l’altra con la fotocamera posteriore. Avrete un timer preciso per scattare e pubblicare, unica limitazione: prima scatterete una foto e prima potrete vedere cosa i vostri amici hanno condiviso. Inoltre, potrete scegliere se inviare il contenuto ai vostri amici o a Tutti (Discovery), avrete la possibilità di aggiungere una caption, di salvare la foto sul vostro dispositivo e di condividere la vostra posizione, facendo così sapere agli altri utenti dove vi trovate in quel momento. L’obiettivo? Ridurre, annullare quasi, la necessità e la ricerca di interazioni con i contenuti. La caccia all’ultimo like si spegne su BeReal, un social in cui essere esattamente come familiari e amici vi vedono.

Una sfida a mostrare la realtà

BeReal

Su BeReal gli utenti vengono invitati a condividere scatti in tempo reale, estemporanei 

Sebbene sia nata nel 2020, solo di recente l’app si è diffusa in Italia. Come spiega G.M.: "L’uso crescente poi nel mio gruppo di amici mi ha convinta, un po’ per gioco un po’ per curiosità, a scaricare l’app e provare a usarla". Ad altri, come F.A., ha convinto il fatto di poter "condividere in tempo reale ciò che sto facendo". G.M., 27 anni, ci racconta: "BeReal è una sorta di stories giornaliera, una sfida a mostrare la realtà. Certo che su Instagram mostriamo, chi più o chi meno, ciò che vogliamo, questo rende BeReal più immediato, realistico, relatable forse. Ma è difficile commentare, perché apri l’app solo raramente e una volta chiusa è difficile riprendere il giro di commenti o emoji". "La differenza è che non puoi pubblicare più di un contenuto" aggiunge F.A., 25 anni, "è bello che puoi vedere ciò che pubblicano le persone nel mondo, senza per forza doverle seguire, vedere cosa stanno facendo le persone che non vivono nella tua stessa città. Ed è bello perché sono attimi, istantanee del momento. Secondo me dovrebbero eliminare la possibilità di caricare la foto molte ore dopo aver ricevuto la notifica. Se è 'reale', deve essere reale".

È un social anti-social?

BeReal

BeReal - Your friends for real”; niente corsa al like o post studiati e preparati con cura, quel che conta à il momento

A differenza di app come Instagram e TikTok, in cui la realtà risulta essere costruita, conformata ai gusti del momento, ai trend di mercato, su BeReal la simmetria fotografica di una vita perfetta risulterebbe forzata. Eppure l’app di Instagram, nella prima versione del 2010, era stata pensata per condividere foto istantanee (dal nome), mentre TikTok serviva a comunicare attraverso la voce (propria o altrui), la musica, tutte quelle emozioni che una foto immortala ma solo parzialmente. Vero è che, a modo proprio, i social imparano a rigirarsi e riproporre le funzionalità più specifiche e caratterizzanti. L’arrivo di BeReal, dunque, purifica il modo in cui gli utenti s’approcciano ai social, ma questo lo rende anti-social? "Non credo che sia anti-social" ammette C.V., 21 anni. "Sì, Instagram ha perso un po’ quella vena di autenticità perché ormai è uno strumento di pubblicità, d’informazione ma anche divulgazione. Io l’ho scaricato nel 2012, ho proprio visto tutte le trasformazioni, non m’aspettavo che dopo dieci anni potesse cambiare così tanto o di scoprire le potenzialità di una piattaforma applicate all’informazione come al mercato. Tralasciando le storie, dietro le foto pubblicate come post c’è una costruzione dietro, son meno spontanee delle foto pubblicate su BeReal". Un social che non si basa sulle visualizzazioni, sul numero di like, sui commenti ricevuti. Certo, l’interazione è minima, mai privata, ma naturale; una sfida a mostrare la realtà che, sì, può fare bene. C.V. racconta: "Secondo me un social può costruire una società che fa bene, è una possibilità. Non sono sicura che queste piattaforme ci portino a sentirci meno soli, sicuramente ci permettono di conoscere la vita quotidiana di una persona. Se penso ai miei amici universitari, o anche al mio profilo, molto spesso sono monotoni perché ci si ritrova a condividere momenti di studio e questa cosa avviene magari quotidianamente. Forse abbiamo finalmente realizzato che non è tutto costruito come appare su Instagram nella sua versione 'romanticizzata'. C’è una differenza sostanziale tra chi utilizza i social come vetrina o come mezzo di espressione, nel secondo caso l’autenticità non si perde. BeReal fa capire che c’è una fetta di spontaneità che nel tempo abbiamo perso, che abbiamo iniziato a pensare ai social come una vetrina e meno come uno spazio in cui condividere la parte più autentica di noi".
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Su BeReal non si può pubblicare più di un contenuto