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Sigarette elettroniche nemiche dell'ambiente

Ogni anno vengono gettati qualcosa come 844 milioni sigarette elettroniche, al cui interno si trovano materiali pericolosi

di DOMENICO GUARINO -
3 novembre 2023
giovane-donna-con-l-aggeggio-del-fumo-del-vaporizzatore-che-sta-sulla-parete-gialla

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Meno danni alla salute pur mantenendo il piacere del fumo è quello che promettono le sigarette elettroniche, il dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti. Nei fumatori, come avverte il sito del Ministero della salute, “la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta, per la quale è stato coniato il neologismo "svapare", fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno l'organismo che ha sviluppato dipendenza, ma anche un'esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta” . sigarette-elettroniche-ambiente

Le sigarette elettroniche e l'ambiente

Il problema è che, se anche non producano danni alla salute - cosa peraltro messa in dubbio da alcuni studi e dallo stesso parere finale del Comitato scientifico della Commissione europea, che ha riscontrato elementi di prova dei rischi di danni irritativi locali alle vie respiratorie e un livello moderato, ma in crescita, di evidenze provenienti da dati umani che indicano che le sigarette elettroniche hanno effetti nocivi in particolare, ma non solo, sul sistema cardiovascolare, cui vanno aggiunti moderati dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie - sicuramente rischiano di provocare danni all’ambiente. Ogni anno vengono infatti gettati via qualcosa come di 844 milioni di dispositivi, al cui interno (a quanto scoperto da UNITAR, l’Istituto di ricerca dell’ONU). si trovano materiali pericolosi come piombo o mercurio che potrebbero fuoriuscire dalle discariche e contaminare il suolo e l’acqua. Anche accumulare i dispositivi a casa non è l’ideale. Senza contare la questione dello spreco, perché questi dispositivi sono delle vere e proprie ‘miniere’, contenenti fili di rame e batterie agli ioni di litio. Tutti metalli che vanno persi. Per fare un paragone, la quantità di litio persa sarebbe sufficiente a produrre batterie per 5 mila auto elettriche. Per avere un’idea dell’ordine di grandezza con cui ci confrontiamo, basta pensare che, negli Stati Uniti, dove il boom delle svapo monouso è iniziato anche a causa di una lacuna normativa, il mercato ha fatto segnare un +200% negli ultimi 3 anni.

Come rimediare?

sigarette-elettroniche-ambiente Un esempio di regolamentazione “a monte” viene dalla Nuova Zelanda dove l’ultima serie di regole a protezione dei giovani emanata dal governo include un livello più basso di nicotina nelle svapo, nomi delle essenze molto generici e il divieto di aprire negozi vicino alle scuole. E alle nostre latitudini? Come spesso, l’Europa procede in ordine sparso. La Commissione Europea non ha intenzione di prendere provvedimenti a breve. Nella sua interrogazione scritta, l’eurodeputata francese Aurélia Beigneux ha descritto i vaporizzatori elettronici monouso come una “grave fonte di inquinamento e un disastro ambientale”. Ha sottolineato che “nella maggior parte dei casi non vengono smaltite in modo da consentirne un riciclo adeguato”. Tuttavia, per ora da Bruxelles non sono state messe in campo contromisure specifiche. La Francia ha invece annunciato un piano per vietare le svapo, mentre il Belgio è in attesa del via libera dell’UE per varare il proprio divieto, e ’Irlanda sta conducendo sondaggi pubblici per capire i margini di un potenziale divieto. La Germania infine intende prendere provvedimenti contro quelle usa e getta. Alcuni ecologisti – tra cui Steffi Lemke, ministro federale verde dell’Ambiente – sono andati oltre, proponendo di bandirli del tutto dall’UE.

E in Italia?

Un divieto non è al momento considerato dal governo, nonostante nel nostro paese si vendono 132 mila sigarette elettroniche usa e getta ogni giorno, che nessuno sa come vengono smaltite. I dati dell’Agenzia delle Dogane, tra gennaio e aprile 2023 siano state vendute sigarette monouso contenenti oltre 31,9 milioni di ml di liquidi corrispondenti a circa 15,9 milioni di sigarette elettroniche usa e getta vendute in solo quattro mesi. Logista Italia e Federazione Italiana Tabaccai hanno comunque firmato a settembre un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per organizzare a livello nazionale la raccolta e il ritirp. Nella pratica, verranno collocati in 60 mila tabaccherie italiane dei punti di raccolta dove gettare la propria e-cig esausta. Altri punti vendita potranno aderire all’iniziativa.