Nina Zilli per il clima: “Ognuno di noi può fare qualcosa, nel quotidiano, ma non basta. Deve cambiare il modo di produrre”

La cantautrice piacentina è tra gli ospiti di spicco della Giornata della Terra di Torino. Sarà sul palco di Piazzetta Reale con altri artisti. Intanto con noi ha parlato del suo impegno per l’ambiente e delle azioni che si dovrebbero mettere in pratica

di GIOVANNI BALLERINI
20 aprile 2024
Nina Zilli

Nina Zilli

“Si deve venire alla Giornata della Terra di Torino perché non abbiamo un altro pianeta in cui abitare. Si deve venir perché è madre natura che comanda e quando vuole farsi sentire ce lo ricorda, purtroppo spesso anche con forza deflagrante”.

Ci sarà anche la frizzante Nina Zilli alla Giornata della Terra di Torino di oggi, 20 aprile. Sull’onda dei tanti appuntamenti, i convegni, gli eventi e gli approfondimenti nel cuore della città, in diverse location dei Musei Reali, dalle 18 si accenderanno i riflettori su Piazzetta Reale per una speciale serata musicale all’insegna del cambiamento, perché, come dice il claim “Un clima di cambiamento può cambiare il cambiamento del clima”.

Il palco, che avrà la direzione artistica di Alessandro Rocchetti, si animerà con uno speciale live che sarà condotto da Eugenio Cesaro e vedrà protagonisti, oltre alla Zilli, anche Danti, Eiffel65, Ex-Otago, I Moderni, Pietro Morello, Max Casacci dei Subsonica e altri artisti.

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A parlare con Luce! di questo importante appuntamento e di ambiente, con la consueta destrezza, con la chiarezza e l’immediatezza che la contraddistinguono, è Maria Chiara Fraschetta, in arte Nina Zilli. La cantautrice (ma anche scrittrice, personaggio televisivo e conduttrice radiofonica) piacentina, classe 1980, introduce infatti volentieri la manifestazione, di cui sarà apprezzata e, siamo sicuri, applaudita protagonista.

"Abbiamo una responsabilità nei confronti dei giovani”

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“In questo momento storico, dal punto di vista scientifico ed etico, abbiamo molte responsabilità – dice Nina -. Le abbiamo anche per le generazioni future che diranno presto quello che pensano di questo pianeta che è di tutti. E, quindi dobbiamo farci carico delle decisioni che coinvolgeranno anche di quelli che non ci sono ancora”.

Nina, lei è d’accordo con lo slogan del vostro live: “Un clima di cambiamento può cambiare il cambiamento del clima”? “Certo. E’ esattamente così. Difatti tutta questa connessione, tutta questa tecnologia, in realtà pare che a livello sociale non faccia così bene. Sembra che si stia perfino perdendo l’empatia che è poi la cosa che distingue l’essere umano da un oggetto. In questo secolo, così moderno e così pieno di forti contraddizioni, credo sia insomma importantissimo riunirsi, confrontarsi, essere tutti per uno, almeno per un attimo”.

Lei nella vita di tutti i giorni fa qualcosa per arginare i cambiamenti climatici? “Faccio quello che può fare ogni singolo cittadino. Mi rendo conto che le risorse siano scarse per definizione. Non c’è molto da aggiungere a questo. Cerco di non sprecare, di essere attenta ai miei consumi. Cerco di non esagerare col riscaldamento. Sono addirittura una di quelle che chiude l’acqua quando si lava i denti. Però sono anche una di quelle che si rende conto che si può dare tutta l’attenzione che vogliamo all’ecologia e ai comportamenti virtuosi (e lo possiamo fare anche tutti noi messi insieme), ma in realtà quello che deve cambiare davvero è il modo di consumare, di produrre e smaltire gli scarti. E a questo ci deve pensare il sistema”.

Questo non vuol dire andare avanti facendo finta di niente? “No, anzi. Ma, noi singoli cittadini possiamo solo far sentire la nostra voce e prendere tutti i piccoli accorgimenti del caso per essere più ecologisti. Partendo da non buttare i mozziconi di sigaretta in terra. Sembra una banalità, ma io abito a Milano e le strade, le piazze ne sono piene. Detto questo credo che siano i grandi Moghul che devono smettere di inquinare, di rilasciare sostanze tossiche nei mari, nei fiumi, nelle falde acquifere, nella terra. Noi cittadini abbiamo la nostra voce come strumento ed è per quello che è molto importante unirsi e riunirsi in situazioni come la Giornata della Terra”.

Orso che si scioglie, la scultura mascotte della Giornata della Terra di Torino
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Una manifestazione che cerca di essere più carbon neutral possibile, con allestimenti a basso impatto ambientale. Anche nel vostro concerto limiteranno le emissioni, ma cercheranno comunque di dare il massimo divertimento alla gente? “Certo. C’è infatti una cosa molto interessante, che secondo me è la chiave del futuro: a un certo punto è impensabile che non si possa utilizzare l’energia che ci serve per mantenere una società complicatissima. Bisogna infatti limitare gli sprechi, ma soprattutto parificare: se inquino 10, ripulisco 10 questa è la chiave. Ci sono aree della terra che erano disboscate in cui i cittadini ripiantano gli alberi".

Lo fanno anche partendo da Internet? “Sì, c’è un sistema di ricerca web, un Google alternativo e molto green che si chiama Ecosia in cui ogni tot ricerche degli utenti del mondo piantano un albero, insomma utilizza gli introiti pubblicitari derivanti dalle ricerche che vengono effettuate in rete per piantare alberi dove c'è più bisogno. Questo è in futuro, come lo è riuscire non tanto a non inquinare, ma sistemare, parificare le nostre azioni. Credo che la tecnologia e la natura insieme debbano andare d’accordo. Pensiamo al sole, all’energia solare, alla potenza della natura che dobbiamo imparare a usare. Dobbiamo insomma limitare gli sprechi, ma anche creare un modo di vedere le cose completamente diverso rispetto al passato. Immaginare un’ecologia al passo con i tempi".

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Venendo alla sua attività di storyteller, dopo l’album “Modern art” ha fatto qualcosa di nuovo? “Sto lavorando al mio quinto disco, che uscirà tra poco. Dopo il covid è uscito qualche singolo, l’ultimo è “Innamorata (F____U!)”, l’ho scritto con Daniele Lazzarin, ma entro la fine di quest’anno sarà la volta dell’album. Intanto questa estate ci si vedrà in giro per l’Italia: sarò infatti in tour con la mia band e presto rivelerò il calendario completo".

Nel prossimo album che clima musicale ci sarà? “Tento di dare una sonorità specifica a ogni disco, soprattutto per una necessità mia di evitare di fare la copia di me stessa ogni volta, che sarebbe decisamente annoiante. Scrivo quello che canto e quindi questo è già una costante, poi mi diverto a vestire queste canzoni di suoni e a creare un piccolo mondo tutto per loro in cui c’è spazio per gli amori musicali della mia vita, dal jazz al surf, passando però dai Clash e senza dimenticare l’R&B, il pop, il reggae, il rocksteady e lo ska. Quello nuovo sarà comunque un disco contemporaneo, che vive decisamente questo tempo".