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Lo spot "Labirinto" di Tim: rompere i muri del divario di genere

Il regista Giuseppe Tornatore ha diretto il video promozionale dell'azienda, che fa parte della campagna "La parità non può aspettare"

di GIOVANNI BOGANI -
2 gennaio 2024
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Vi potrà capitare, cambiando i canali alla tv, di imbattervi in uno spot tutto girato dentro un labirinto. E nel quale il nome del prodotto non compare che alla fine. È claim pubblicitario che Giuseppe Tornatore, il regista premio Oscar per "Nuovo cinema Paradiso", ha girato per Tim, raccontando in modo semplice, diretto, efficace il tema della differenza di genere.

Il "Labirinto" del gender gap

Ci sono solo due personaggi, un uomo e una donna, in quel labirinto. Partono insieme, ma immediatamente le loro strade divergono. Appaiono delle domande, lungo il cammino. La risposta che danno ai quesiti porta i due a compiere percorsi ben diversi.

"Avere figli ti ha penalizzato?", "Guadagni meno del/la tuo/a collega?", "Hai mai subìto molestie?". Ad ogni passo, i due si allontanano sempre più, si perdono di vista. L’uomo trova l’uscita, la donna rimane intrappolata fra i muri. E come Uma Thurman in "Kill Bill", che – sepolta viva – cerca di uscire a mani nude, la donna si toglie una scarpa e con il tacco colpisce il muro. Appaiono numeri che fanno paura. "Ancora 169 anni per raggiungere la parità economica, 162 per la parità politica, 131 per le pari opportunità...". Nonostante siano impressionanti e si stenti a prenderli per veri, quelli appena citati, che si vedono apparire sullo schermo della tv non sono numeri presi a caso, ma vengono dal rapporto del Forum economico mondiale sulla disparità di genere. Il messaggio finale è chiaro: "Non c’è più tempo. Abbattiamo i muri".

L'impegno di Tim e del regista sul tema

È una pubblicità tutta concettuale, semplicissima ma efficace. Nel quale il nome dell’azienda non viene fatto mai. Tutto l’accento è posto sul tema, su questo labirinto dal quale la nostra società fatica ad uscire. La colonna sonora è il brano "The Loneliest" dei Måneskin, la fotografia è di Emanuele Zarlenga. La regia è di un fuoriclasse come Giuseppe Tornatore.

La donna protagonista del video promozionale tenta di buttare giù il muro che la separa dall'altro utilizzando la scarpa col tacco

Il quale, oltre ad aver firmato la regia di film che si sono scolpiti nella memoria, come il già citato "Nuovo cinema Paradiso" o "La leggenda del pianista sull'oceano" - adattamento di Novecento di Alessandro Baricco - o ancora il documentario "Ennio" sulla vita del compositore italiano Ennio Morricone, ha diretto celebri campagne promozionali, come quelle per Dolce & Gabbana con Monica Bellucci e Sofia Loren, o gli spot per una marca di patatine girati alla stazione di Milano. Questo progetto pubblicitario, dal titolo "Labirinto", è parte di una campagna più ampio intitolata "La parità non può aspettare", al quale il Gruppo Tim si dedica da tempo. Hanno prestato il loro volto alla campagna la campionessa di sci Sofia Goggia, la calciatrice Giulia Dragoni, la campionessa di atletica Danielle Madam e la presidente di DonneXstrada Laura De Dilectis.